Serie A
Torino-Milan 0-0, un Diavolo che non sa più vincere: le pagelle
Torino-Milan, gli uomini di Pioli non vanno oltre lo 0-0. Una gara combattuta, ma al tempo stesso bruttina. Migliori in campo, rispettivamente Bremer e Maignan. Andiamo a leggere le pagelle dei rossoneri.
Maignan 7: sempre attento, provvidenziale su Vojvoda che colpisce sul primo palo. Il migliore dei suoi.
Calabria 5,5: cuore e tanta corsa, ma la lucidità è un’altra cosa. In affanno in alcune situazioni di gioco. Ci prova dalla distanza, ma Berisha dice no.
Tomori 6,5: ringhia su Belotti e su tutti i granata che trova davanti. Esce per un affaticamento muscolare. (Dal 42’ st Gabbia sv)
Kalulu 6: piuttosto ordinato, rimedia un giallo che lo costringe a fare il buono
Theo Hernandez 5: prova alcune delle sue classiche ripartenze, ma viene spesso bloccato sul nascere. Poco incisivo
Tonali 6,5: corre ed è pressochè presente ovunque. Si crea un’occasione ghiotta da gol, ma Berisha fa buona guardia (dal 37’ st Krunic sv)
Kessie 4,5: svolge male il suo compitino. Corre poco, si limita a passaggi elementari senza mai alzare i giri del pallone.
Saelemaekers 4,5: tirato fuori dalla naftalina, col sennò di poi, probabilmente era meglio ci rimanesse. Poche idee, tutte confuse.
Brahim Diaz 4: idem come sopra, anzi peggio. Gol ed assist risalgono all’era paleozoica. Inesistente. (Dal 10’ st Messias 5: poco meglio rispetto allo spagnolo, ma niente di indimenticabile)
Leao 4: giocate incomprensibili come l’apertura verso nessuno nel secondo tempo. Praticamente nullo.
Giroud 5,5: fa a sportellate come sempre, ma non trova il guizzo vincente chiudo dall’ottimo Bremer
Pioli 5: ha come attenuante le sempre troppe defezioni ed uno stato non ottimale di forma. Tolto questo, il Milan appare molle nella testa e nelle gambe. Onestamente, dopo anni che non vince uno scudetto, ora che dipende tutto dai rossoneri, questo non è comprensibile. E sui cambi…
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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Serie A
Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti
Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.
Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).
Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.
Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.
Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?
Serie A
Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli.
Roma, le parole di Gasperini
Analisi.
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