Serie A
Torino: contro il Milan una sfida oltre la classifica
Non è solo una questione di classifica per il Torino contro il Milan di Pioli nel posticipo della 32a di Serie A.
Come ha dichiarato lo stesso tecnico croato Ivan Juric alla vigilia della sfida: ‘A gennaio sognavamo l’Europa, complici anche gli ottimi risultati che stavamo raggiungendo, poi ci siamo dovuti accontentare di ben altro.
E, in effetti, la classifica di A recita Torino all’11° posizione in classifica a (potenzialmente) pochissimi punti dall’obiettivo salvezza, che comunque sono sicuri di raggiungere senza troppi affanni.
Ma, appunto, non è solo una questione di classifica, dato che sono ben 7 anni che la compagine granata non riesce a battere la capolista.

Certo, la lotta scudetto di questa stagione è sempre più intensa e non esclude altri colpi di scena: l’Inter ha fatto il suo dovere regolando agevolmente l’Hellas Verona a San Siro ed avvicinandosi ai cugini rossoneri (a -1 seppur ci sia ancora la fatidica partita da recuperare contro il Bologna).
D’altra parte, però, il Milan di Pioli giocherà con la consapevolezza di sapere già i risultati delle due dirette concorrenti: alle ore 15 il Napoli sfiderà l’agguerrita Fiorentina di Italiano lanciata più che mai per la zona Europa League, che non intende mollare di un millimetro la sua corsa.

Torino: l’ultima risale al 2015
7 anni dunque proprio da quel 2015, anno in cui i granata riuscirono a vincere il derby contro la Vecchia Signora allenata allora da Conte: la partita si chiuse in favore del Toro col finale di 2-1.

L’ultimo precedente coi rossoneri al ‘Grande Olimpico’ è datato lo scorso maggio, nella quale non ci fu partita e i meneghini si imposero con un roboante 0-7, continuando la rincorsa alla tanto ambita Champions League.
Come ha dichiarato anche Pioli (in conferenza stampa alla vigilia): ‘Non ci sono partite facili, e la nostra forza al momento è il gruppo e il lavoro di squadra: dobbiamo lasciarci alle spalle il Bologna e gettarci con la massima concentrazione su questa partita’.

‘E’ un privilegio stare quassù in classifica, nessuno ci credeva all’inizio, ora dobbiamo regalare un sogno a tutti i nostri tifosi che ci sostengono sempre’.
Serie A
Fiorentina, addio Commisso: e ora chi guida la Viola?
La Fiorentina e tutto il mondo viola piangono per l’addio di Rocco Commisso: patron viola dal giugno 2019.
La notizia piomba nella notte e l’ambiente viola si riscopre più povero: non c’è più il presidente Commisso, una lunga malattia lo ha portato via. Il mondo viola piange l’umanità che Rocco Commisso aveva saputo portare, al di là dei risultati, nella sua esperienza da proprietario del club.
E ora, in attesa di capire, quale sarà il futuro del club viola, chi lo guiderà?
Il Consiglio di amministrazione della Fiorentina prevede che sia Mark Stephan, Chief-Executive Officer, a prendere il comando facendo le veci del presidente, con il supporto del General Manager Alessandro Ferrari.
Insieme a loro c’è il figlio di Rocco Commisso, Joseph, con il ruolo di Member of the Board of directors.
Senza dimenticare la moglie di Rocco Commisso Catherine, che però ha sempre avuto un ruolo centrale nelle decisioni del presidente scomparso.
Serie A
Bologna-Fiorentina, probabili formazioni e dove vederla
La domenica pomeriggio di serie A vedrà di fronte Bologna e Fiorentina, per derby dell’Appennino dagli opposti umori, non solo calcistici.
Un fulmine ha rotto il cielo sopra Firenze quest’oggi, lasciando l’amaro in bocca a tutto il popolo viola. Rocco Commisso, infatti, è mancato alle prime luci dell’alba, colpendo al cuore la Fiorentina.
Nonostante questa brutta notizia, però, la viola dovrà fare fronte comune e affrontare con ogni forza il derby dell’Appennino contro il Bologna.
I felsinei, dopo aver vinto per 3-2 in casa di un Hellas Verona sempre più in crisi, hanno rialzato le proprie quotazioni per la corsa all’Europa.
Qui Bologna
Il Bologna rialza la testa espugnando il campo dell’Hellas Verona con le reti di Odegaard, Orsolini e Castro. Una decisa boccata d’ossigeno, dunque, per i felsinei, che mancavano l’appuntamento con la vittoria da più di un mese e mezzo.
Gli eventuali tre punti nel match contro la Fiorentina, se conquistati, porterebbero la squadra di Italiano a scavalcare l’Atalanta, fermata ieri sul pareggio dal Pisa.
Le idee di formazione saranno orientate, probabilmente, verso la conferma di Castro quale unica punta, con Odegaard, Orsolini e Cambiaghi a supporto.
In mezzo al campo Pobega favorito per affiancare Freuler, mentre in difesa Zortea e Miranda agiranno sugli esterni, con la coppia Heggem–Vitik a occupare le caselle centrali.
Qui Fiorentina
Malgrado i pensieri dell’ambiente viola siano caratterizzati dal dispiacere, la Fiorentina dovrà fornire una prova positiva in quel di Bologna dopo aver solo sfiorato la vittoria contro il Milan.
Qualora la Lega Serie A dovesse confermare la regolare disputa del match, l’imperativo sarà quello di dare continuità per provare a vincere e uscire dalla zona retrocessione.
Paolo Vanoli non ha ancora sciolto i dubbi per quanto riguarda l’unica punta, dato che Moise Kean non è al meglio e Piccoli è pronto a prenderne il posto dall’inizio in caso di forfait.
Pochi nodi, invece, in difesa, con Dodo, Comuzzo, Pongracic e Gosens a comporre il quartetto davanti a De Gea.
Probabili formazioni
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Vitik, Heggem, Miranda; Freuler, Pobega; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. Allenatore: Vincenzo Italiano
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Kean, Gudmundsson. Allenatore: Paolo Vanoli
Dove vederla
Bologna-Fiorentina, in programma domani pomeriggio dalle ore 15:00, sarà visibile in diretta su:
- Dazn
- Dazn 1 (canale 214 di Sky)
Serie A
Inter, sta giungendo al termine l’era Mkhitaryan?
Il centrocampista armeno dell’Inter Mkhitaryan è stato protagonista di una brutta prestazione nella partita contro il Lecce. Indietro nelle gerarchie di Chivu, sarà addio a fine stagione?
Henrikh Mkhitaryan è arrivato a Milano nell’estate del 2022 a parametro zero dalla Roma, in un trasferimento passato lontano dalla luce dei riflettori. Al suo arrivo si pensava ad un giocatore ormai avviato verso il finale della sua carriera, ma il campo ha del tutto ribaltato le aspettative.
In questi anni è diventato un insostituibile della formazione di Simone Inzaghi e probabilmente in nerazzurro si è vista la miglior versione del centrocampista armeno.
Dopo alcune stagioni giocate ad altissimi livelli, quest’anno si sta percependo un calo fisiologico, causato principalmente dai suoi 36 anni.

Inter, Mhkitaryan verso l’addio a fine stagione?
Con l’arrivo di Cristian Chivu sulla panchina nerazzurra, Mhkitaryan è scivolato nelle gerarchie. A causa delle grandi prestazioni da parte di Zielinski, dello spazio ritagliato al nuovo acquisto Sucic e con l’aggiunta di alcuni acciacchi fisici, l’armeno non sta trovando grande continuità.
Contro il Lecce ha giocato dal primo minuto, mettendo però a referto una partita decisamente al di sotto dei suoi standard. Tanti palloni sbagliati, una bassa intensità di gioco e una scarsa lucidità nelle giocate, dovuta anche alla marcatura asfissiante dei giocatori di Di Francesco.
Il suo contratto andrà in scadenza a giugno 2026 e l’Inter difficilmente deciderà di rinnovarlo. L’ex Roma ha a disposizione la seconda parte di stagione per riconquistarsi una maglia stabile da titolare, la fiducia dell’allenatore, ma soprattutto il prolungamento del suo contratto.
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