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Dybala bello di notte
Old Trafford il Teatro dei Sogni e sicuramente ieri sera Paulo Dybala un sogno lo ha realizzato: ha segnato ed il suo gol ha dato la vittoria alla sua Juventus.
E’ una notte che la Juventus, i suoi calciatori e tutti i suoi tifosi non la dimenticheranno facilmente. E’ la seconda volta nella storia che la Juventus esce vittoriosa da questo magnifico stadio. Una sfida che appassiona, una di quelle partite che crea l’ansia e la voglia di viverla in pieno senza se e senza ma.
Nonostante sul sito del Manchester ieri sia comparsa la parola “Rubentus” e subito rimosso, la Juventus ha solo dimostrato tutta la sua imponenza, la supremazia sul Manchester e su Mourinho che ha lodato la squadra italiana in conferenza stampa sia pre che post partita.
Dybala esulta
Lasci libero Dybala? e lui non aspetta altro!!!! Libero di avvicinarsi alla porta, libero di avvicinarsi a Ronaldo e non ci pensa nemmeno una frazione di secondo, insacca direttamente nella rete protetta da De Gea. E’ il suo quinto gol stagionale, il quarto in Champions.
Ronaldo gli fornisce un pallone fantastico e lui segna e porta in vantaggio la Juventus. La prima vittoria della Juventus all’Old Trafford era nel segno di Alex Del Piero, dopo 22 anni la seconda la porta a casa Paulo un altro numero 10.
Ieri sera l’argentino ha sfoderato una prestazione mostruosa, cuce i reparti, resiste alla pressione di giocatori decisamente maggiori di lui fisicamente; ieri sera molta molta qualità. Riesce persino a rubare la scena a CR7 che ritorna nella sua prima casa dove è cresciuto e ancora amato e ieri sera visibilmente emozionato.
Pogba no!
La Juventus non ha dato possibilità alcuna al Manchester nè tantomeno al suo ex…Paul Pogba specialmente nel primo tempo. la squadra italiana al massimo della concentrazione, cinica al punto giusto da non concedere nulla ai Red Devils.
Nel secondo tempo vi sono state alcune piccole fiammate della squadra inglese sperando che la Juventus mollasse, ma non c’è stato nulla da fare, gli uomini di Mourinho erano ingabbiati. Unica concessione il tiro a Pogba, che però c’entra il palo e nulla di più. ha provato a dare una scossa alla sua squadra, ma senza alcun risultato.
Uscirà dal campo, al termine della partita, in lacrime, forse tra quelle lacrime ve ne sarà qualcuna di rimpianto per non indossare più la maglia bianconera?
Mourinho
Josè Mourinho, in questo periodo molto “chiaccherato” per i problemi di spogliatoio, ha avuto parole di lode per la squadra italiana sia nel pre-partita, sia nel post-partita. Impressionato dal gioco della Juventus e dalla sua difesa che rende la Juventus una fortezza dichiarando che Bonucci e Chiellini potrebbero tenere lezioni di difesa ad Arvard.
Peccato per il finale con gli insulti da parte del tifo bianconero inviati direttamente al ct portoghese; a quanto pare il tifo juventino non è ancora sazio di sanzioni.
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Atalanta, Palladino individua i (pochi) difetti di una Dea brillante
Atalanta, Raffaele Palladino si è dimostrato soddisfatto della vittoria sul Torino, ma ha evidenziato come si possa migliorare. Qui di seguito le parole dei tecnico campano.
L’Atalanta torna a flirtare con i tempi gasperiniani, anche se sulla panchina non siede più il tecnico di Grugliasco.
Le tre vittorie consecutive e la cattiveria agonistica come costante sono ormai un marchio di fabbrica del nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sta ampiamente ripagando i tifosi della Dea dopo un inizio da incubo.
Una classifica soddisfacente, che già di per sé può ritenersi in linea con quanto la società chiedeva, tuttavia, non può riempire la pancia del tecnico nerazzurro, che ha evidenziato ieri, nel post partita, alcuni elementi da affinare per rendere il giocattolo Atalanta ancora più letale.
“Dobbiamo però essere più cinici“ – ha detto Palladino nella conferenza post partita ieri sera – “creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai ‘quinti'”.
“Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più” – ha concluso l’ex allenatore di Monza e Fiorentina – “anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più“.
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Pietro Mennea come Steve Jobs: ricordo di un campione
A Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, il 24 gennaio si accenderanno i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Stiamo parlando del Premio Letterario Sportivo 2026 dedicato a Pietro Mennea. Scrittori provenienti da tutta Italia e ospiti illustri si riuniranno a Villa Matarazzo, sede del Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato”, per celebrare non solo la grandezza sportiva dell’uomo più veloce d’Italia, bensì il suo impegno civile, magari talvolta meno raccontato ma altrettanto rivoluzionario.
UN EVENTO TUTTO DA VIVERE NEL RICORDO DEL GRANDE PIETRO MENNEA: LA GRANDE LETTERATURA SPORTIVA SBARCA IN PROVINCIA DI SALERNO
L’evento, organizzato dalla Fondazione Polito, si conferma un punto di riferimento nazionale per chi intreccia sport, letteratura e memoria. Tutto ciò trasformando il ricordo del grande e inimitabile Pietro Mennea in un motore culturale capace di parlare alle nuove generazioni. Il Premio affonda le sue radici in un tema che Pietro Mennea considerava una vera missione: il “Passaporto Ematico”. Non si trattava di una semplice campagna informativa, ma di un progetto pionieristico che Mennea portò avanti con determinazione insieme all’amico Davide Polito (Presidente Fondazione Polito). Ciò con l’obiettivo di diffondere in Italia una cultura della prevenzione basata su controlli medici regolari e consapevolezza del proprio stato di salute.
Ebbene sì in un’era particolare in cui la medicina preventiva non era ancora al centro del dibattito pubblico, Mennea scelse a quanto pare di esporsi in prima persona. Il tutto mettendo la sua credibilità di campione al servizio di un messaggio sociale forte, concreto e ancora oggi di straordinaria attualità. Il “Passaporto Ematico” non era solo un documento sanitario, ma un invito a prendersi cura di sé con responsabilità, attraverso visite e monitoraggi effettuati presso studi medici autorizzati. E oggi più che mai riveste una straordinaria rilevanza, non smetteremo mai di ribadirlo nel nostro blog. Saremo sempre al fianco della prevenzione!
La cerimonia del 24 gennaio non sarà soltanto un tributo alla leggenda dello sport, ma un’occasione per riaffermare il valore di un’eredità morale che continua a ispirare. In un mondo che corre veloce, proprio come Mennea in pista, il Premio Letterario Sportivo diventa un momento di riflessione collettiva su ciò che significa davvero essere campioni. Eh già, non solo record e medaglie, bensì fatica, impegno, etica, dedizione e capacità di trasformare la propria notorietà in un bene comune.
A Santa Maria di Castellabate, tra le suggestive sale di Villa Matarazzo, la figura di Mennea tornerà a vivere attraverso le parole degli autori, le testimonianze degli ospiti e la forza di un messaggio che non ha perso intensità. Un appuntamento che da ben tre edizioni unisce cultura, sport e salute. E che conferma quanto il mito della “Freccia del Sud” continui a correre, oggi più che mai, nella memoria e nel futuro del Paese. Sotto un estratto video dell’edizione 2024 al Museo del Calcio Andrea Fortunato in provincia di Salerno.
Che altro aggiungere… Un premio che come detto richiama anche una battaglia che Mennea sentiva sua. Sì, proprio quel super passaporto ematico, strumento fondamentale per tutelare la lealtà sportiva e la salute degli atleti, che Pietro sosteneva con forza.
MENNEA COME STEVE JOBS: FUORICLASSE AUTENTICO
Sudore, umiltà, motivazioni e tanto sacrificio alla base del suo straordinario successo: “I campioni possono nascere ovunque, anche a Barletta, l’importante è avere gli stimoli e gli elementi giusti come la determinazione e massima fiducia in se stessi. Voglio anche rilevare che la mia razza ha una rabbia e testardaggine migliori di quelle di Steve Jobs. Il famoso giornalista Gianni Brera si stupì della mia mente, definendola addirittura mesopotamica!”. Nel corso di una indimenticabile serata a Jesi (An) (ben oltre un decennio fa – ne avevamo già parlato nel nostro blog in più circostanze) fu presentato il suo volume, il ventitreesimo per l’esattezza, dal titolo “La corsa non finisce mai”. Pietro Mennea, come si fa a dimenticarlo? Un fuoriclasse indimenticabile, super, incredibile. Un grande esempio di vita e di sport. Chapeau!

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Milan, Loftus-Cheek alla Lazio? Risponde direttamente Lotito
Milan, la questione Loftus-Cheek ha tenuto banco in queste ultime settimane. Ha voluto fare chiarezza direttamente il presidente della Lazio Claudio Lotito.
Sull’affare Loftus-Cheek si è detto e scritto tanto in queste ultime settimane. Sappiamo che il centrocampista inglese era uno dei nomi suggeriti da Maurizio Sarri per rinforzare la rosa, ma è altrettanto vero che l’ingaggio da 4 milioni ha fin da subito frenato la dirigenza.
Sul tema ha voluto precisare Claudio Lotito intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole:” Vorrei fare una precisazione, sui due giocatori che avete detto (Raspadori e Loftus-Cheek) non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie”.
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