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Champions League

Champions League, 15/05/02: la coppa di Zinedine Zidane

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UEFA

Il 15 maggio del 2002 i Blancos alzavano la Champions League per la nona volta grazie ad una meravigliosa perla del francese di origine algerina.

Nella cornice dell’Hamden Park di Glasgow il Real Madrid, all’epoca guidato dal CT Del Bosque, batteva in una gara tiratissima un Bayer Leverkusen tenace e mai domo.

champions league

ROME, ITALY – FEBRUARY 2016 : Zinedine Zidane during fotball match of Uefa Champions League 2015/2016 last-16 between A.s. Roma vs Real Madrid at the Olimpic Stadium on Februry 17, 2016 in Rome.

Champions League: il capolavoro di Zizou

Ovviamente, sulla carta, sembrava di assistere al classico Davide contro Golia. Da una parte i Galacticos del Real Madrid, alla ricerca della vittoria numero nove nel torneo. D’all’altra l’operaio Bayer Leverkusen, vero e proprio outsider del torneo, alla prima possibilità di alzare la coppa dalle grandi orecchie. Il mondo del calcio si apprestava a godersi quest’ultimo appuntamento per club prima dell’attesissimo mondiale di Corea e Giappone. Manifestazione che avrebbe visto affrontarsi quella generazione di fenomeni provenienti da molti dei Paesi dalla grande tradizione calcistica. Generazione di cui fa parte, tra gli altri, Zinedine Zidane.

La notte di Zizou

Tradizione vs novità, questo era Real Madrid-Bayer Leverkusen. I Blancos potevano contare su campioni di caratura elevatissima. La squadra tedesca invece, arrivava all’ultimo appuntamento della competizione trascinata dal fortissimo centrocampista tedesco Ballack, ma niente più.

Ma come succede nella maggior parte di queste situazioni: in campo non ci vanno i valori o i nomi. C’è da dire che la compagine tedesca non creerà molte grane al Real.

Ma comunque resterà negli annali della competizione per una prodezza balistica quasi indescrivibile. La partita più importante del calcio europeo quella sera diventa una cornice per contenere uno dei gol più belli di sempre: quello di Zidane.

Nel corso del primo tempo il Real Madrid va in vantaggio dopo meno di 10 minuti con il solito Raul Gonzalez Blanco. Per poi essere raggiunto al quattordicesimo dal pareggio firmato dal difensore brasiliano Lucio (un passato anche all’Inter).

Quando la prima frazione sta per volgere al termine arriva il guizzo, la pennellata d’artista che mette la firma su un gol capolavoro. Santiago Solari fa involare sulla fascia Roberto Carlos, che brucia sullo scatto Sebescen e mette al centro, dove Zidane con una girata eccezionale di mancino spedisce il pallone all’incrocio dei pali difeso da Butt. Esecuzione che ha ancor più dell’incredibile visto che il francese, in teoria, sarebbe destrorso.

Ancora oggi per molti rimane il gol più bello della storia della finale di Champions League. Probabilmente insidiato solamente dalla meravigliosa rovesciata di Gareth Bale molti anni più tardi contro il Liverpool.

Il secondo tempo si trascina senza troppe emozioni come se, quel gol, abbia messo già il sigillo sulla partita. Il Real alzerà così la sua nona Champions League/Coppa dei Campioni. Ma Zizou si toglierà dalla spalla una scimmia molto ingombrante. Lui che, fino a quel momento, era uscito sconfitto in finale di Coppa Uefa con il Bordeaux e due volte con la Juventus in Champions.

23 anni sono passati, ma chi ha visto quella partita non può aver dimenticato una rete da extraterrestre.

Champions League

Ranking UEFA, serve di più dalle italiane per ottenere il 5° posto in Champions League

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UEFA

Italia in corsa per il quinto posto in Champions League secondo il ranking UEFA, confermando la sua posizione tra le prime cinque.

Implicazioni per la Serie A

L’Italia mantiene saldamente il quinto posto nel ranking UEFA, una posizione cruciale che al momento non garantirebbe un ulteriore posto per le squadre italiane nella prestigiosa Champions League. Questo risultato è fondamentale per il calcio italiano, che continua a dimostrare competitività e qualità nei tornei europei.

Confermarsi tra le prime nazioni nel ranking UEFA non è solo una questione di prestigio, ma ha anche implicazioni dirette sulla partecipazione delle squadre italiane nelle competizioni europee.

Un altro posto in Champions League significherebbe maggiori opportunità per i club di Serie A di mostrare il loro valore sul palcoscenico europeo, portando benefici economici e sportivi. L’attenzione resta alta mentre le squadre italiane continuano a lottare per punti preziosi nelle competizioni attuali.

Dopo questa giornata delle coppe europee è ovviamente cambiata la classifica del ranking UEFA: Con la vittoria della Roma e della Juventus, i pareggi di Napoli e Bologna e le sconfitte di Inter e Atalanta.

La classifica del Ranking Uefa

 1) Inghilterra 16.847 punti (9 squadre su 9 in corsa); 2) Germania 14.035 (7 su 7); 3) Polonia 13.625 (3 su 4); 4) Spagna 13.312 (8 su 8); 5) Italia 13.071 (7 su 7); 6) Portogallo 13.050 (4 su 5); 7) Francia 12.071 (7 su 7); 8) Cipro 11.406 (3 su 4); 9) Grecia 10.650 (4 su 5); 10) Danimarca 10.500 (2 su 4).

Ranking UEFA

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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio

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Champions League

Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?

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La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League. 

Il successo bianconero porta le firme di Thuram McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.

Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli

Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.

Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.

Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).

Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal Bayern Monaco agli ottavi di finale.

Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

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LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Champions League

Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei

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A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa

L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.

La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.

I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.

L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

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