<p><strong>L&#8217;Inter passeggia sulla sgangherata Lazio di Sarri e lo fa esibendo gli epurati dalla tifoseria: il figliol prodigo Acerbi e il condottiero Inzaghi.</strong></p>
<p>Alzi la mano chi si aspettava un risultato diverso. Eccezion fatta per qualche irredentista dell&#8217;ottimismo, credo nessuno abbia mosso un muscolo. <strong>Perché la partita di domenica sera è stata la naturale conseguenza del momento antitetico che stanno vivendo le due compagini</strong>.</p>
<h2>Lazio e Inter agli antipodi</h2>
<p>Da una parte una società seria, con un organigramma aziendale ricco non solo in termini quantitativi ma soprattutto qualitativi. Dove il presidente fa solo il presidente (tradotto: mette i soldi e ogni tanto, ma solo quando è strettamente necessario, si fa vedere in pubblico) e lascia a coloro che capiscono veramente di calcio (i dirigenti) <strong>il compito di occuparsi delle questioni di campo</strong>.</p>
<p>Alla <strong>Lazio</strong> il <em>padre padrone</em> <strong>Lotito</strong> fa e disfa. Il mercato lo fa lui. I giocatori li sceglie lui (e infatti si vedono i risultati) e ovviamente al prezzo che dice lui. Poi però per i suoi di giocatori, non si capisce bene sulla base di quali meriti sportivi, <strong>chiede cifre spropositate e chiaramente fuori mercato</strong>.</p>
<p>Richieste che, ovviamente, <strong>nessuno sano di mente è mai disposto a soddisfare</strong>. Ciò periodicamente (ogni 2 o 3 anni in media) <strong>farcisce la rosa della Lazio di giocatori scontenti e/o appagati</strong>, creando malumori nello spogliatoio e minando quella che (almeno a parole) è sempre stata la priorità del <em>patron</em> bianco celeste: <strong>ovvero la sacra coesione dell&#8217;ambiente</strong>.</p>
<div id="attachment_309914" style="width: 684px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-309914" class="wp-image-309914 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-19-alle-16.18.55.png" alt="Lazio" width="674" height="373" /><p id="caption-attachment-309914" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.sslazio.it/it">S.S. Lazio Official Website</a>.</p></div>
<h2>Il virtuosismo del &#8220;<em>metodo Marotta</em>&#8220;</h2>
<p>Da una parte una società (<strong>l&#8217;Inter</strong>) che non ha paura di lasciar andare i propri pezzi pregiati, perché sa di essere arrivata a prenderli con la programmazione e la competenza e non con la fortuna, e che <strong>non procrastina inutilmente la rivoluzione tecnica quando ne inizia a intravedere i prodromi</strong>.</p>
<p>I nerazzurri quest&#8217;anno, dopo una finale di <strong>Champions League</strong> e due trofei in bacheca, <strong>hanno avuto il coraggio di fare ciò che andava fatto e questo a prescindere da quanto fosse impopolare</strong>. Ha salutato <strong>Onana</strong>, <strong>Gosens</strong>, <strong>Brozovic</strong>, <strong>Dzeko</strong> e <strong>Skriniar</strong>. E nonostante queste perdite dolorose <strong>l&#8217;Inter di quest&#8217;anno è molto più forte di quella dell&#8217;anno scorso</strong>.</p>
<p>Adesso è opinione comune. Sentimento diffuso. Viene quasi naturale dirlo ai quattro venti, <strong>ma questa estate nessuno la pensava così</strong>. Il sottoscritto se lo ricorda perfettamente, in quanto (come sempre) <strong>era l&#8217;unica voce fuori dal coro</strong>. Poi il tempo e il campo, come spesso accade, mi hanno dato ragione. Ora tutti sul carro di <strong>Marotta</strong>, <strong>Thuram</strong> e <strong>Sommer</strong>, ma questa estate tutte vedove di Onana e sembrava che senza Lukaku a pallone non ci si potesse più giocare.</p>
<p>La Lazio, invece, dopo un secondo posto e la terza stagione consecutiva senza uno straccio di trofeo, <strong>ha pensato che andasse tutto bene così</strong>. Ha pensato che i giocatori fossero forti, <strong>crogiolandosi sulla seconda metà di stagione ma dimenticandosi totalmente della prima parte e della disastrosa campagna europea che aveva già mostrato il vero valore della rosa.</strong></p>
<div id="attachment_309910" style="width: 1450px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-309910" class="wp-image-309910 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/12/20231217221208_1994099161.webp" alt="Lazio" width="1440" height="902" /><p id="caption-attachment-309910" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.inter.it/it">F.C. Internazionale Milano Official Website</a>.</p></div>
<h2>La Lazio ferita dai propri ex</h2>
<p><strong>Ho soprasseduto sulla partita poiché partita non c&#8217;è stata</strong>. Ho sentito dire che &#8220;<em>la Lazio non ha giocato male</em>&#8220;. Un mantra sciorinato a più riprese quest&#8217;anno, nel pervicace tentativo di continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto.</p>
<p>Per me una squadra che in novanta minuti fa un tiro in porta, e per di più con un azione personale e totalmente fuori dallo spartito del suo vertice basso di centrocampo, non ha giocato male: <strong>non ha giocato proprio</strong>. In questo senso c&#8217;è da sperare che da lassù qualcuno preservi <strong>Rovella</strong>. Unica nota lieta (con lui anche <strong>Guendozi</strong>) <strong>del disastroso mercato estivo del tuttologo Lotito</strong>.</p>
<p>E in questo senso i laziali hanno dimostrato ancora una volta di non aver capito il trucco. Fischiando <strong>Acerbi</strong> a ogni singolo tocco di palla e dicendone di ogni a <strong>Inzaghi</strong>. Il primo è stato scaricato da <strong>Sarri</strong> manco fosse un <strong>Gila</strong> qualsiasi (il cui agente ha pure avuto il coraggio di venire a Formello a battere cassa per due partite fatte decentemente) <strong>salvo poi dimostrare di valere tutta la difesa della Lazio (Romagnoli escluso) anche giocando su un piede solo</strong>.</p>
<p>Ma soprattutto Inzaghi, che per anni (lui sì) ha nascosto la polvere (i problemi della Lazio) sotto il tappeto grazie al proprio lavoro. <strong>Lo straordinario lavoro di Inzaghi ha fatto sembrare normali risultati che normali non lo erano affatto</strong>.</p>
<p>E adesso che se n&#8217;è andato e al suo posto è arrivato un tecnico &#8220;normale&#8221;, che io continuo a esentare da colpe (non quelle principali almeno) ma che oggettivamente nulla ha dato a questa squadra nell&#8217;ultimo triennio, <strong>l&#8217;eco del suo spettro che infesta Formello torna a sibilare in maniera sempre più insopportabile per la narrativa di Villa San Sebastiano.</strong></p>
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Aggiornato al 19/12/2023 16:25
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