Il via ufficiale ai giochi è stato dato dall’Imperatore Naruhito

Al termina della sfilata dei 206 paesi partecipanti – presentati in ordine alfabetico giapponese – hanno preso la parola l’organizzatrice Seiko Hashimoto e il presidente del comitato olimpico internazionale Thomas Bach. La Hashimoto, ex pattinatrice e presidente del comitato organizzativo giapponese, ha sottolineato come questi sono i giochi della rinascita e come tutti gli atleti devono considerarsi,  in un momento così difficile per il Paese del Sol Levante oltre che per il mondo intero, eroi e portatori di pace. La Hashimoto ha inoltre abbracciato idealmente tutti gli atleti, facendo loro gli auguri e invitandoli a portare in alto lo sport con gli ideali per cui è nato ed è arrivato a queste Olimpiadi non senza difficoltà, anzi proprio per questo gli atleti sono chiamati ancora di più a difendere ed innalzare quei valori di cui fu ideatore il Barone de Coubertin.

Thomas Bach ha fatto i complimenti al Giappone per come ha organizzato quest’evento, non facile date le numerose difficoltà cominciate dieci anni fa quando, dopo l’assegnazione dei Giochi, la nazione nipponica è stata travolta e sconvolta dall’incidente nucleare di Fukushima, causato da un maremoto a seguito di un violento terremoto. Bach ha sottolineato l’importanza di questi Giochi e ha incitato gli atleti a dare il meglio delle loro possibilità per far vincere, in piena pandemia e davanti a un’impennata dei contagi che ha riguardato anche il villaggio olimpico, lo sport e il suo spirito sugellato nel motto “L’importante non è vincere ma partecipare”.

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Curiosità e momenti di gloria nella sfilata inaugurale

Nella sfilata inaugurale dei 206 paesi partecipanti ci sono stati dei momenti iconici e comici che l’hanno caratterizzata. Hanno sfilato, e fa riflettere, i rifugiati olimpici, atleti provenienti da diverse nazioni che, per motivi principalmente politici, sono stati costretti a fuggire dal loro Paese. Vengono dalla Siria, dal Sudan, dall’Afghanistan e da altri paesi come il Camerun e il Venezuela.

Hanno commosso la sfilata del ROC, il movimento di atleti russi per lo scandalo del doping di stato non possono partecipare con la loro bandiera, e l’ingresso nello stadio della Palestina, uno Stato senza stato da sempre martoriato da conflitti e difficoltà ideologiche.

Tutta da ridere, invece, la sfilata di Bermuda, i cui atleti si sono presentati, appunto, in bermuda, scatenando l’ilarità generale con molti che avevano previsto questo siparietto.

Al termine della cerimonia, che non è una celebrazione, termine considerato fuori luogo vista la situazione globale, ha fatto il suo ingresso nello stadio nazionale di Tokyo la bandiera a cinque cerchi, portata da sei rappresentanti, uno per ciascuno dei cinque continenti più un rappresentante dei rifugiati olimpici. Per l’Europa, la fortissima pallavolista italiana Paola Ogechi Egonu. Infine, è stata la fortissima tennista giapponese, ex numero 1 del seeding mondiale, Naomi Osaka ad accendere il braciere olimpico, evento simbolico che sancisce il via effettivo della manifestazione.

Stanotte esordirà la squadra maschile di pallavolo contro il Canada. Scenderanno in pedana anche le prime specialità della scherma, con le medaglie che saranno assegnate nella giornata di domani, e poi attenzione alla prova di ciclismo su strada. Occhi puntati su  Ivan Zaytsev, Luigi Samele e Vincenzo Nibali. Buone Olimpiadi a tutti e forza azzurri!