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Udinese-Salernitana: probabili formazioni e dove vederla

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Udinese-Salernitana sarà la sfida che aprirà l’ultimo turno del girone d’andata e l’anno solare. Calcio d’avvio alla Dacia Arena domani alle ore 18.30.

Domani alla Dacia Arena l’Udinese proverà a proseguire il periodo positivo da quando sulla panchina dei friulani siede Cioffi. Con l’ex secondo di Gotti i bianconeri hanno ottenuto un ottimo pareggio con il Milan e l’ottima vittoria a Cagliari, oltre che il passaggio di turno in Coppa Italia. A Udine arriva una Salernitana, ultima in classifica, in crisi di risultati e forse di nervi viste le tensioni sulla proprietà della società campana.

Qui Udinese

Il tecnico bianconero dovrebbe proseguire con il schema abituale 3-5-2. Nei tre di difesa davanti a Silvestri ci saranno Nuytinck insieme a Becao e Samir. Sugli esterni ci saranno i confermatissimi Molina e Udogie. Arslan sarà in regia, supportato da Walace e Makengo. In avanti l’ottimo Deulofeu e Beto.

Qui Salernitana

Colantuono affronterà a specchio il collega Cioffi con il 3-5-2. Davanti a Fiorillo ci saranno Bogdan, Gyomber e Gagliolo. I tre centrali in mediana saranno Obi, Coulibaly e Kastanos. Sulle corsie esterne la corsa sarà affidata ai giovani Delli Carri e Ranieri. In avanti la coppia Ribery e Simy alla ricerca del gol che manca da troppo tempo.

Probabili formazioni

UDINESE (3-5-2): Silvestri; Becao, Nuytinck, Samir; Molina, Arslan, Walace, Makengo, Udogie; Deulofeu, Beto. All. Cioffi.

SALERNITANA (3-5-2): Fiorillo; Bogdan, Gyomber, Gagliolo; Delli Carri, Obi, L. Coulibaly, Kastanos, Ranieri; Ribery, Simy. All. Colantuono.

Precedenti

Udinese e Salernitana in Serie A hanno solo due precedenti, nella stagione 1998-99, in entrambe le occasione la vittoria fu del club friulano, s’impose in casa per 2-0, in trasferta per 2-1.

Dove vederla

La sfida della Dacia Arena sarà visibile in esclusiva su DAZN.

 

Serie A

Roma, Gasperini: “Raspadori? Io parlo solamente dei miei giocatori. Sono molto contento del girone d’andata”

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Roma

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Sassuolo in programma domani alle ore 18:00.

Dopo il silenzio stampa post Lecce, oggi Gasperini è tornato a parlare. L’allenatore dei giallorossi ha analizzato la partita di domani, lo stato di forma di alcuni giocatori e ovviamente è stato punzecchiato sul tema mercato.

Roma

GRATTACAPI PER GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma, le parole di Gasperini

La presenza della società? La squadra come sta? Tempistiche per l’arrivo di un primo acquisto?
“Il fatto che la proprietà sia qui è un grande segnale. Un segnale che la proprietà è presente e vuole prendere in mano la situazione. Il fatto che rimanga anche per più settimane vuol dire che vuole certamente cercare di prendersi cura di questa squadra, non solo come ha fatto in passato, ma lo può fare direttamente con la propria presenza. Le altre cose sono quelle che sono state dette. Wesley oggi ancora no: lo vediamo domani, ha uno sforzo muscolare che è abbastanza forte e speriamo che si possa recuperare. Adesso perdiamo Cristante, recuperiamo Mancini ed Hermoso, però perdiamo anche Dovbyk. Insomma, la situazione è sicuramente di emergenza, come lo è ormai da qualche partita”.

La sfida al Sassuolo? Novità su Raspadori, dove lo vedrebbe bene in campo?
“Domani c’è l’insidia della partita, dovuta al fatto che tutto il campionato è così. Il Sassuolo indubbiamente sta facendo un buon campionato, anche se ha perso con la Juventus stasera. Però ho visto il Milan rischiare di perdere ieri con il Genoa, ho visto l’Inter pareggiare con il Lecce, ho visto il Napoli pareggiare. Queste cose vanno evidenziate. Anzi, forse noi adesso siamo stati tra i più bravi in questo tipo di partite, però evidenziano la difficoltà di un campionato che è un grande campionato, equilibrato, di grande equilibrio. Ogni partita va affrontata al meglio e anche per noi domani sarà così. È stata molto importante anche la risposta contro il Lecce, con tante defezioni, a dimostrazione che i ragazzi si allenano bene, con entusiasmo e non con difficoltà negli allenamenti o perché magari non allenati. È una squadra che dà sempre risposte molto forti. Sul mercato, allora: lei mi ha mai sentito parlare di mercato? Mi ha mai sentito parlare di Raspadori? C’è qualcuno qui che ha mai parlato di mercato con me? Al telefono, tramite messaggi, privatamente? C’è qualcuno che quest’estate o quest’inverno mi ha sentito parlare di attaccanti, a luglio o agosto? Qualcuno di voi mi ha mai sentito parlare di mercato? Voi siete bravissimi, informatissimi, io vi leggo, siete fantastici e fate benissimo il vostro mestiere. Però non da me. Se voglio sapere le notizie, basta leggere, va tutto benissimo. Ma non sono io che posso alimentare queste cose. Io parlo solamente dei giocatori che sono della Roma, perché sono quelli che domani vanno in campo e devono cercare di fare il risultato per la Roma. Un giudizio tecnico? Lo faccio sui miei giocatori”.

Il silenzio di Lecce?
“Io pensavo che voi parlaste della partita, dell’impresa che ha fatto la Roma. Sì, certo, una partita di emergenza: è andata a vincere a Lecce, dando una bella risposta. Invece il discorso si è spostato su altro. È difficile, perché se parli, come quest’estate, dite che ti lamenti degli attaccanti; se non parli, vieni interpretato in tutti i modi. Non parliamo di mercato. L’ho già detto, anche perché voi sapete veramente tutto e quindi non c’è bisogno di dirvi delle cose. Avete tutte le vostre fonti, siete bravissimi. Non c’è bisogno che vi parli anch’io di mercato. Stasera mi metto davanti alla televisione, guardo una trasmissione, magari guardo Sky, guardo Gianluca Di Marzio, che sa tutto più di me… o leggo voi. Andate avanti così, è giusto: siete bravi, davvero”.

Come giudica il girone d’andata?
«Anche in questo caso faccio fatica, ma personalmente sono contento, molto contento. Credo che, come ho detto altre volte, la Roma abbia un nucleo molto forte e molto competitivo. L’obiettivo della Roma, secondo me, è rinforzare sempre la squadra e aumentare la competitività della rosa.
C’è una difficoltà, perché ci sono diversi giocatori in scadenza e diversi giocatori in prestito. Quindi, se la Roma deve guardare un po’ più in là, questo non è il pericolo nell’immediato, perché se riusciamo a fare qualcosa a gennaio possiamo solo migliorarci. Se guardo al futuro è un po’ più complicato, e il fatto che la società sia qui è un grandissimo segnale. Nell’immediato credo che dal mercato di gennaio possiamo uscire sicuramente con qualcosa in più, però le partite le abbiamo adesso. Abbiamo gare di campionato ravvicinatissime, abbiamo la Coppa Italia martedì, dove non recupereremo nessuno se non Cristante; poi perderemo Mancini e possiamo solamente perdere altri giocatori, spero di no, ma questa è la situazione. È un momento sicuramente importante, poi tutti i momenti sono importanti. Qui sappiamo che bisogna giocare tante partite in un mese. C’è l’Europa League, c’è il campionato e adesso giochiamo una, due partite a settimana, avremmo dovuto giocare anche tre per così tante settimane. È un’esperienza anche questa, che può aiutare a fare delle valutazioni, pensando che giochiamo contro squadre con obiettivi e rose molto forti. Dobbiamo quindi pensare, oltre che all’immediato, a cercare sempre di migliorare e rendere la squadra sempre più competitiva».

Oggi c’è Camerun-Marocco…
«Forza Camerun, no dai scherzo. Io spero in una finale tra Marocco e Costa d’Avorio per i due giocatori che abbiamo, per cui possiamo augurare sempre il meglio a questi ragazzi. Vuol dire che sono ben allenati. Poi si vedrà, mano a mano».

Quanto sono frequenti i suoi contatti con Dan Friedkin?
«Spero che ce ne siano sempre di più. Abbiamo persone che hanno mille attività, però quando parlo con loro siamo sempre molto in linea su quello che vorrebbero fare e su quello per cui io sono venuto alla Roma a cercare di realizzare. Potremmo farlo, anche se lì è un po’ più complicato. Però mi sento supportato, c’è un aiuto concreto per realizzare le cose. Sicuramente questo ti deve restare».

Angelino come sta? Può giocare domani?
«Su questo argomento è una questione medica, sulla quale devo mantenere la massima riservatezza, perché riguarda la salute. È proprio un problema di salute. Ci auguriamo tutti che possa sistemare tutto, stare bene e tornare a giocare».

Tempo di bilanci, cosa si aspetta dal girone di ritorno?
«Bisogna partire da quello che c’è. Io ringrazio i giocatori per tutto quello che ci hanno dato e per tutta la loro disponibilità. In base a quello che abbiamo, credo onestamente che abbiamo fatto bene. Poi magari non vinciamo lo scudetto, non riusciamo a entrare in Champions, non so qual è il risultato sportivo che soddisfa, se è l’unico metro di paragone. Personalmente, in questi cinque mesi sono veramente gratificato dalle partite che abbiamo fatto, dal comportamento di tutti i giocatori, da quello che stiamo cercando di fare. E soprattutto per noi è importante avere, da parte dei tifosi e della gente, la considerazione che stiamo cercando di fare tutto il possibile».

 

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Lazio, Lotito: “Sarri non conosce Ratkov? Milinkovic quando l’ho preso qualcuno lo conosceva?”

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Lazio

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista in occasione della festa della società biancoceleste dove ha trattato svariati argomenti.

Lazio, le parole di Lotito

Lazio

Rome, Italy 10.01.2024: President of Lazio Claudio Lotito celebrate victory at end of the ITALY CUP “Coppa Italia” Frecciarossa 2023-2024, football match SS LAZIO vs AS ROMA at Olympic Stadium in Rome.

A che punto siamo con lo stadio Flaminio?
“Se ci fossero stati problemi non avremmo presentato la documentazione. Stanno lavorando due università, nello staff c’è anche un esponente della famiglia Nervi. Fra avere un Flaminio in queste condizioni e uno con una situazione architettonica che molti hanno definito geniale c’è differenza. Ringrazio il sindaco, ha apprezzato e accolto l’importanza di una ristrutturazione conservativa che va a migliorare la situazione attuale”.

Lo stadio e la proprietà dell’area?
“Un problema risolto. La mia proposta è quella del diritto di superficie, che ci consente di essere proprietari dell’impianto per 99 anni. Senza quello l’investimento da 430 milioni presentato sarebbe stato diverso. E’ la stessa procedura della Roma. Noi utilizzeremo il Flaminio con 50 mila spettatori, loro un’area nuova”.

Sono previsti nuovi soci e nuovi capitali?
“Non mi risulta. Contrariamente alle rappresentazioni fatte in modo strumentale, la Lazio non ha problemi di nessuna natura. Qualcuno forse in passato ha voluto crearli con l’applicazione di norme bizzarre bloccando il mercato, ma oggi la società non ha nessun tipo di problema come non lo aveva prima. L’investimento da 430 milioni la Lazio lo farà direttamente perché la proprietà ha le risorse per poterlo fare”.

I prossimi passi?
“La prossima settimana presenteremo lo schema di contratto, verrà valutato e se andrà bene si riuniranno e valuteranno la pubblica utilità. Poi si andrà alla conferenza dei servizi. E’ un quadro a breve, abbiamo perso qualche mese purtroppo”.

Esistono delle tempistiche?
“Non voglio fare previsioni. Tre anni per iniziare i lavori è un tempo ragionevole, poi spero non ci siano rallentamenti. Noi eravamo convinti fosse una partenza automatica, il comune ha studiato bene le carte e capito che le nostre proposte erano ricevibili. C’è una condivisione, ora manca l’iter burocratico. Sul progetto, ve lo dico in anticipo, ho trovato da parte delle istituzioni grande disponibilità: non si stravolgerà l’aspetto architettonico dello stadio, anzi si valorizzerà. Dipendesse dalla mia volontà lo farei domattina. Verrà fatto un accordo di adozione, cureremo l’area e cercheremo di fare attività perché è un’area storica legata anche alla famiglia Bernini. Vorremmo riattivare tutto questo per farlo diventare un centro di riferimento anche della storia della Lazio. Il calcio non può essere solo risultato sportivo, il calcio è anche educazione e formazione”.

Inevitabile tornare anche sulla questione arbitri che tanto sta facendo discutere…
“Non commento niente. Io registro i danni che abbiamo subito. Mi risulta, da quello che so, che anche la politica sta attenzionando la cosa. Ma non la situazione della Lazio, il sistema. Oramai questo sistema non tiene più così come è concepito, non è più credibile su quello che succede… Un fallo di mano a volte viene percepito in un modo e a volte in un altro, per fare un esempio”.

Cosa succederà?
“Sono fiducioso, non ho voluto delegittimare nessuno. Poi però abbiamo registrato una serie di episodi che hanno dimostrato che esiste una valutazione non conforme. Un esempio? Un fuorigioco, un’espulsione, un fallo di mano, cose valutate in un modo da una parte e in un modo diverso dall’altra. Questa situazione ha generato in me, come uomo delle istituzioni, la voglia di attenzionare il problema attraverso una lettera ufficiale alla Lega Calcio. Una lettera corretta e trasparente, in cui spiego che il sistema sta perdendo credibilità”.

Passando al mercato, Sarri ha detto che non conosce Ratkov…
“Ha detto che non lo conosce, che non fa lo scout, senza polemica. Milinkovic quando l’ho preso qualcuno lo conosceva? Sergej fra l’altro si è comportato in modo esemplare con noi, ho sbagliato forse io perché quando era arrivata un’offerta da 140 milioni avrei dovuto venderlo. Quando ha chiesto di andare via gli ho detto che sarebbe servita una certa cifra e lui si è messo a lavoro per trovarla. Nella vita ci sono rapporti di rispetto da mantenere. Noi stiamo cercando di creare una Lazio come punto di riferimento, non come punto di partenza ma come punto di arrivo. Il mister è un fuoriclasse dal punto di vista della formazione. Se un giocatore ha 28-30 anni che vuoi formare? Se uno ha 23-24 anni può essere trasformato. Noi stiamo ringiovanendo la rosa, cosa non di poco conto, vendendo giocatori di una certa età per prenderne di più giovani. Alla società in estate hanno creato un danno da 100 milioni, se avessimo potuto fare mercato oggi avremmo una situazione diversa. Chi è andato via voleva farlo in estate, ma non potevamo lasciarli partire in quel momento. A tal proposito, ricordate Greenwood? Ho tentato fino all’ultimo di prenderlo, ma non ci è voluto venire ed è andato in Francia. E la colpa è anche dell’ambiente, che se crea tutto questo caos la gente preferisce posti più tranquilli”.

Arriveranno altri giocatori?
“La Lazio farà quello che serve. Io sorrido perché già conosco le cose… Tutto questo sulla base di preservare la società. Io sono stabile, la società non è in vendita e non è scalabile. Poi la gente può scrivere quello che vuole… Arriverà quello che deciderò che dovrà arrivare”.

Sarri le ha chiesto dei giocatori?
L’allenatore ho già detto che deve formare, può dare i profili e non i nomi, poi la società comprerà chi vuole”.

Sul mercato state accontentando Sarri?
“Io non devo accontentare nessuno. La società è rappresentata dal suo presidente che è anche il proprietario, da quello che elargisce le risorse. Poi c’è il ds e poi l’allenatore. La squadra l’allestisce la società, l’allenatore chiede i profili necessari e non i nomi specifici, e noi stiamo cercando di creare le condizioni per fare un gruppo forte senza mortificare le persone che ci sono oggi che sono speciali, serie e attaccate alla maglia. Lo stanno dimostrando nonostante le difficoltà imponderabili. La Lazio non ha mai giocato con l’organico a pieno regime. Noi abbiamo fatto una scelta, dicendo che chi sarebbe voluto restare sarebbe rimasto. Chi voleva andare via è stato lasciato. Castellanos ha chiesto di andare via e noi lo abbiamo accontentato e sostituito. Guendouzi ha chiesto di andare via, entrambi si sono comportati in modo esemplare comunque. Guendouzi poteva andare via già prima, poi ha fatto l’ultima partita, è andato via ed è stato sostituito. Nella Lazio c’è programmazione, abbiamo una sala scouting che in Italia non ha quasi nessuno”.

 

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Serie A

Bologna, in trasferta a Como con il timore di mandare tutto all’aria

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Bologna

Il Bologna non sta attraversando un buon momento in campionato ed ha perso molti punti nella corsa ad un piazzamento in Europa. Domani c’è lo scontro diretto contro il Como, che ha un grande peso specifico. 

Vincenzo Italiano nelle dichiarazioni ha sempre dimostrato di essere molto sereno e molto soddisfatto del cammino dei suoi ragazzi. Considerando da dove è partito il Bologna qualche anno e vedendo gli obiettivi per cui gioca oggi, è sicuramente difficile dargli torto.

Questo però non toglie il fatto che la sua squadra in quest’ultimo periodo ha avuto un evidente calo. I rossoblu non vincono in campionato dallo scorso 22 novembre contro l’Udinese e nel frattempo hanno perso terreno e punti pesanti contro le dirette concorrenti.

In particolare le sconfitte contro Juventus e Atalanta, hanno dato una bella scossa alla classifica, ovviamente da un punto di vista negativo.

Bologna

VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Bologna, contro il Como non si può perdere

Il tuor de force non è ancora finito per il Bologna, che domani sarà ospite al Sinigaglia dove affronterà il Como. La squadra di Fabregas, dopo aver avuto un leggero calo, sembra essere ritornata in splendida forma e minaccia seriamente le zone alte della classifica.

I lariani infatti vengono da 3 vittorie consecutive e in questa stagione non hanno mai perso in casa. Il Bologna si giocherà uno scontro diretto che vuol dire moltissimo: da una parte la voglia e l’ambizione di recuperare terreno sulla zona Champions, dall’altra la paura di affondare in classifica.

Vedremo come deciderà di giocarsela Vincenzo Italiano e se i rossoblu riusciranno a ritrovare i 3 punti che mancano ormai da troppo tempo.

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