LA CURVA SUD OSANNA CLAUDIO RANIERI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong>Esattamente 83 anni fa -il 14 giugno 1942- con il secondo conflitto mondiale in atto, la Roma vinceva il primo Scudetto della sua storia. </strong></p>
<p>La situazione del Paese, unita a quella globale, non ha abbattuto la voglia dei tifosi giallorossi di festeggiare un traguardo di grande importanza, che andava a spezzare quell&#8217;egemonia geografica che sembrava impossibile fermare.</p>
<div id="attachment_461495" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-461495" class="size-full wp-image-461495" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/05/tifosi-della-roma.jpg" alt="Roma" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-461495" class="wp-caption-text">LA COREOGRAFIA DEI TIFOSI DELLA ROMA IN TRIBUNA TEVERE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<h2>Roma: è anche la partita dei fratelli Lalli</h2>
<p>Con il conflitto mondiale, che vedeva <strong>l&#8217;Italia</strong> della &#8220;partita&#8221; già da un paio d&#8217;anni, la città di <a href="https://www.calciostyle.it/calciomercato/roma-con-un-tesoretto-da-50-milioni-si-studiano-i-prossimi-colpi-ratiu-e-oriley-nel-mirino"><strong>Roma</strong> </a>non si abbatte. E soprattutto la metà giallorossa. Il 14 giugno del 1942 infatti, una folla di tifosi giallorossi si dirige con il cuore colmo di passione verso lo <em>Stadio Nazionale del P.N.F.</em></p>
<p>Il programma mette di fronte alla compagine giallorossa i “<em>Canarini</em>” del <strong>Modena,</strong> ormai retrocessi. Tutto sommato sembrerebbe una passeggiata. Ma non lo è mai. La Roma ci arriva con un punto in più del <strong>Torino</strong> e due in più del <strong>Venezia</strong>. Imperativo categorico è la vittoria.</p>
<p>Oltre ventimila tifosi affollano lo Stadio della Capitale, con la speranza più che mai di arrivare a ciò che si è inseguito vanamente nel periodo di <strong>Testaccio</strong>. Giornata importante quindi per tutti i tifosi giallorossi, sia quelli nella Capitale, sia coloro che sono impegnati al fronte, cui la Roma regala un attimo di spensieratezza.</p>
<p>Il sodalizio giallorosso rappresenta, per chi è al fronte, la propria “Casa”, la propria “Patria”. Spensieratezza e gioia che la &#8220;truppa&#8221; giallorossa regala anche a due cugini, <strong>Francesco e Gioacchino Lalli</strong>. I due ragazzi hanno tante cose in comune: la famiglia, il quartiere di <strong>Centocelle</strong>, l’essere giallorossi.</p>
<p>Condividono però, purtroppo, un’altra situazione: entrambi sono sordomuti. Tuttavia, vogliono gridare comunque al mondo la loro gioia, il loro amore per i colori della Roma. E lo fanno creando uno stendardo che passerà alla storia: <strong>“</strong>VIVA LA ROMA CAMPIONE D’ITALIA 1942”, con al centro la “Lupa Capitolina” e nei lati superiori la scritta <strong>ASR</strong>. Nel lato destro la scritta è posizionata al contrario, come a rendere tutto simmetrico.</p>
<p class="p1">Un capolavoro, una sorta di affresco per quei due cuori che in questo giorno battono forte forte. Sono riusciti in qualche modo ad urlare insieme a tutto lo stadio.</p>
<h2>Lo Scudetto arriva nella Capitale</h2>
<p class="p1">Sul campo la partita va come deve andare. Non importa se giocata bene o male. I giocatori sono emozionati, sentono il peso della responsabilità. Il boato al 21′ per il gol di <strong>Cappellini</strong>, che di testa raccoglie una punizione di <strong>Jacobini</strong>, scaccia le paure.</p>
<p class="p1">Poi il gol di <a href="https://www.transfermarkt.it/ermes-borsetti/profil/spieler/401382"><strong>Borsetti</strong> </a>con un tiro al volo al 35’ regala la tranquillità, ma soprattutto, regala lo <em>Scudetto</em>. Un “titolo” che interrompe l’egemonia delle squadre del Nord. Ma come se non bastasse questa giornata ci regala ancora un’altra bella immagine: la foto dei neo campioni<strong> d’Italia</strong> con <strong>Amadei</strong>, <strong>Andreoli</strong>, <strong>Borsetti</strong>, <strong>Coscia</strong>, <strong>Jacobini</strong> e <strong>Pantò</strong> con il cappello piumato dei Bersaglieri. In camicia bianca, e fiori in mano, il Presidente <strong>Bazzini</strong> e il mitico <strong>Vincenzo Biancone</strong> con il labaro sociale a mostrare i colori della vittoria: il giallo e il rosso.</p>
<p>Sullo sfondo di un conflitto che qualche tempo dopo avrebbe mostrato tutta la sua crudeltà perlomeno nella Capitale un piccolo momento di felicità c&#8217;è stato.</p>
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Aggiornato al 13/06/2025 18:07
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