Tanto tuonò che piovve. Dopo aver rischiato di capitolare già contro Lazio e Milan, il Napoli si è schiantato contro la Sampdoria. Una squadra senza capo ne coda, senza nerbo, senza un barlume di gioco, a metà tra la nostalgia del gioco di Sarri e quello non ancora metabolizzato di mister Carletto Ancelotti.

Una squadra che ha evidenziato le lacune di cui avevamo già parlato e che in sede di mercato estivo non ha trovato riparazione, ovvero la mancanza di un portiere adeguato, (Ospina finora non ha dato alcun affidamento) e di un playmaker basso che sostituisse Jorginho, considerando che Diawara, ha gli stessi problemi degli anni precedenti e Hamsik non è propriamente un regista.

Le riserve deludono

Il tutto condito da un incomprensibile turn over di Ancelotti che ha ancora di più palesato le difficoltà partenopee, turn over che sa tanto di aziendalismo per accontentare il presidente che tanto lo auspicava. Fatto sta, che oggi il Napoli non ha una sua vera nuova identità, i capi saldi di Sarri sono in evidente difficoltà,(vedasi Albiol e Koulibaly) Mario Rui non è all’altezza di sostituire Ghoulam, l’attacco è evanescente, con Milik che attualmente cammina invece di correre.

Forse aveva ragione Sarri?

Sarà un anno duro, inutile nasconderci dietro ad un dito. Ancelotti non ha la bacchetta magica e i mancati investimenti sul mercato estivo si faranno sentire, eccome se si faranno sentire. Questa mancanza di programmazione, di idee, di reali investimenti sono colpe reali della società che Ancelotti ha avallato e forse questo è stato il suo grande errore. Forse solo oggi stiamo comprendendo perché Sarri abbia deciso di lasciare, ed il presidente De Laurentiis sembra che stia seminando solo macerie. Ultima cosa: ma un Marchisio a zero non sarebbe proprio male… Anche se probabilmente è proprio l’ex bianconero che non vestirebbe la maglia dei rivali del Napoli.