Serie A
Moviola Style: i casi del dott. Sarli | Gli anticipi della 15° giornata
Moviola Style, la nostra nuova rubrica che vuol rileggere i casi più salienti del turno di Serie A. Cominciamo con gli anticipi del quindicesimo turno.
Moviola Style, Fiorentina-Sampdoria
Partita subito in salita per la Viola che al 15’ minuto subisce la rete degli ospiti: bel cross di Candreva per Gabbiadini, perfetta l’incornata da pochi passi, 0-1. Al 23’ però la Fiorentina perviene al pareggio: bel passaggio in area di Sottil che trova lesto Callejon, bravo a spedirla in fondo al sacco, 1-1. Passano 9’ e Bonaventura serve un cioccolatino a Vlahovic che, da posizione ravvicinata, di testa non sbaglia, 2-1 e gara ribaltata. Al 42’ giallo per Gabbiadini per un fallo tattico, inevitabile il cartellino.
Al 45’ la Viola la chiude: Sottil piomba come un fulmine su un pallone vagante al centro dell’area di rigore e batte il portiere con un potente tiro centrale. Si va al riposo sul 3-1. Girandola di cambi al rientro in campo, al 60’ Sottil spara a lato un bel pallone dopo essersi smarcato nel cuore dell’area di rigore.
Al 74’ Colley atterra un avversario e viene ammonito e all’82’ la stessa sorte capita a Ferrari. Altri cambi nel finale, escono i due viola artefici del pari prima e del sorpasso poi, ma il risultato non cambia, la Viola si riscatta e torna al successo tra le mura amiche.
Moviola Style, Atalanta-Venezia
Partita senza storia a Bergamo. I nerazzurri passano in vantaggio con Pasalic che raccoglie in area una perla di Ilicic e scaraventa il pallone in rete, dopo solo 7’ si sblocca il punteggio. Al 12’ gran lavoro di Muriel che, con un passaggio preciso, taglia in due l’aria di rigore avversaria e serve ancora Pasalic, palla all’angolino di destra e doppietta, splendida azione tutta di prima. Al 21’ il Venezia ha l’occasione giusta per riaprire i giochi con Henry ma il suo tiro, forte e preciso dal limite verso l’angolino basso di destra, è respinto a mani aperte da Musso. Si va all’intervallo sul 2-0. Al 55’ una conclusione di Ilicic, ancora indirizzata in basso a destra, viene murata da un difensore.
Al 57’ Koopmeiners calcia di prima dal limite e trova il 3-0, forte e preciso stavolta il pallone s’insacca sempre nello stesso angolo. Al 62’ Muriel colpisce il palo sinistro e, cinque minuti più tardi, serve in area ancora Pasalic che con una botta chirurgica sfonda la porta centralmente. Il Venezia reagisce al 70’ con Crnigoj, palla di un niente sopra la traversa poi, all’87’ Miranchuk potrebbe calare la manita ma il suo tiro, con gran sollievo del portiere avversario, si spegne sul fondo largo a sinistra.
Ancora un cambio, entra Toloj, poi l’arbitro manda tutti negli spogliatoi, Atalanta travolge il Venezia 4-0
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Moviola Style, Salernitana-Juventus
I bianconeri faticano ma s’impongono a Salerno, una partita più difficile del previsto che vede la Juventus riscattarsi dopo la sconfitta interna contro l’Atalanta. Al 15’ sono i padroni di casa ad andare vicini al vantaggio: cross di Kechrida mette un pallone chirurgico sulla testa di Simy, palla di poco a lato. Al 21’ gli ospiti reagiscano e, alla prima occasione, la sbloccano: Dybala raccoglie al volo l’assist di Kulusevski, scambio al limite tutto di prima, e manda la palla in fondo al sacco.
Al 25’ Gagliolo atterra un avversario e viene ammonito, primo giallo della gara ed è per i padroni di casa. Al 28’ Chiellini segna mandando in rete un pallone vagante in area ma l’arbitro, con l’ausilio del VAR, annulla per fuorigioco.
Si va a riposo sullo 0-1. Nella ripresa subito due cambi per la Salernitana che poi, con Ranieri, sfiora il pari, il suo diagonale si schianta sul palo. Ancora tre sostituzioni, una per la Juventus che, al 70’, perviene al raddoppio: Morata raccoglie un pallone che schizza in area e, con una magia, lo indirizza all’angolino basso di sinistra, portiere battuto. Ancora cambi, doppio per i padroni di casa, poi all’87 Belec neutralizza la conclusione ravvicinata di Dybala che poi, al 95’, subisce un fallo da rigore ma il tiro dal dischetto, complice uno scivolone al momento del tiro, si spegne alto sopra la traversa. Finisce così il match dell’Arechi, tre punti preziosissimi per la Juventus.
Moviola Style, Verona-Cagliari
Partita nervosa al Bentegodi, cinque cartellini gialli, sei con quello combinato a Tudor. Al 5’ un difensore blocca un tiro di Caprari, al 33’ reazione del Cagliari con Nandez che si fa ipnotizzare da Montipò. Al riposo gara avara di emozioni ma al 55’ Simeone ha l’occasione d’oro per sbloccare la partita, calcia forte ma centrale e Radunovic pare agevolmente. Al 57’ sono ancora i padroni di casa a sfiorare il vantaggio, Barak ha spazio ma decide di calciare dal limite, pallone sulla sinistra, Radunovic respinge a mani aperte, palla sul fondo. Al 69’ ancora scaligeri pericolosi, Dawidowicz colpisce di testa sugli sviluppi di un corner, palo sinistro. In pieno recupero un difensore ospite nega il goal a Lasagna, che si era procurato con maestria lo spazio per calciare all’interno dell’area. La partita, ricca di occasioni ma povera di goal, termina a reti bianche.
Domani si giocheranno altre quattro partite, l’appuntamento con la moviola è giovedì mattina, vi aspetto.
Notizie
Ardemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”
L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e determinato come non mai. Dal Milan di Ancelotti a una nuova sfida nelle Marche, con la maglia della Civitanovese: è Ardemagni show. Ecco cosa ha detto, in queste ore, ai microfoni di Smart Club, programma sportivo Made in Marche, sotto la regia della brava giornalista Marta Bitti.
L’ex Milan e Atalanta Ardemagni: un bomber ex Serie A senza limiti
Eccolo al top a IGsport47, nell’interessante e appassionante programma Smart Club. Alla conduzione Marta Bitti, affiancata da Cristiano Lambertucci e Luca Baiocco, spazio per l’appunto a un grande protagonista del calcio italiano. Una carriera lunga e ricca di gol, con oltre 100 sigilli realizzate in Serie B, raccontata tra aneddoti, analisi tecnico-tattiche e uno sguardo sul presente e sul futuro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Matteo Ardemagni carico e determinato come non mai nelle Marche per mettere esperienza, carisma e fame al servizio della sua nuova squadra. Obiettivo salvezza in Eccellenza.
Cresciuto in società come Milan e Atalanta, con un passato importante a Perugia e in molti club blasonati del calcio italiano, Ardemagni ha raccontato in sostanza il suo percorso agonistico e le sue motivazioni nel programma sportivo marchigiano Smart Club. Le sue parole fanno ben capire di che pasta è fatto: un giocatore maturo, esperto, consapevole e ancora determinato a lasciare il segno.
Matteo Ardemagni, un viaggio calcistico tra grandi club e oltre 100 gol in carriera: alla Civitanovese per fare grandi cose
La storia di Matteo Ardemagni è quella di un attaccante che ha saputo costruire la propria identità passo dopo passo, dopo una lunga gavetta. Esperienza precoce nel Milan di Ancelotti, dove ha respirato fin da giovanissimo l’aria dei campioni. Ha poi completato la formazione nell’Atalanta, società da sempre attenta ai talenti offensivi.
Da lì è iniziato un percorso ricco di tappe prestigiose: Triestina, Cittadella, Modena, Perugia, Avellino, Ascoli, Frosinone, fino alle più recenti esperienze in Serie C. Con oltre 100 reti nei campionati professionistici, Ardemagni è divenuto a tutti gli effetti emblema puro di affidabilità e dedizione. Un attaccante cresciuto a pane e gol, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo sempre una performance costante.
Le dichiarazioni a Smart Club: “Unità e sacrificio, così si conquista la salvezza”
Ospite del programma Smart Club, Ardemagni (che conosce bene le Marche: ad Ascoli indossò in passato la fascia di capitano) ha parlato con grande lucidità del momento della squadra e delle sue motivazioni personali. L’attaccante ha sottolineato come la sfida salvezza passi soprattutto dalla compattezza del gruppo: “Non basta il singolo, serve unione d’intenti. Mi sento vivo, ho il fuoco dentro”. Come dire, quando gli atleti di una squadra remano tutta dalla stessa parte, anche le difficoltà possono trasformarsi in belle opportunità.
Ha poi aggiunto che la sua scelta di approdare nelle Marche nasce dal desiderio di sentirsi ancora protagonista: “Voglio dare tutto. Ho accettato questa sfida con umiltà, cercherò di aiutare i giovani. Credo nel progetto. I nostri tifosi possono fare la differenza, dentro e fuori dal campo”. Parole che confermano la sua determinazione, motivazione e la volontà di essere un punto di riferimento per la generazione young.
Civitanova (Civitanovese – Eccellenza) e il nuovo capitolo: nelle Marche per lasciare un segno, non per una passerella qualunque… “Pippo Inzaghi mi disse che…”
Ardemagni ha parlato anche del suo impatto con l’ambiente marchigiano, elogiando la passione dei tifosi e la serietà della società civitanovese. “Obiettivo salvezza, dobbiamo meritarla”, ha dichiarato. L’attaccante ha poi evidenziato l’importanza del lavoro quotidiano: “La differenza la fanno i dettagli: allenarsi bene, aiutarsi, non mollare mai. È questo lo spirito che voglio trasmettere”. Un messaggio chiaro, che conferma come Ardemagni non sia solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore aggiunto sul piano umano e motivazionale. Il suo punto di riferimento è stato Pippo Inzaghi: “Pippo mi diceva sempre il gol arriverà, l’importante è farsi trovare pronto”. Che dire, a buon intenditor poche parole. E’ possibile rivedere la puntata anche su YouTube sul canale SmartClub IGSport47.
Serie A
Roma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”
La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A pochi giorni dalla sfida, Lorenzo Pellegrini ha parlato in esclusiva ai microfoni di CBS sport.
La tappa di Napoli può diventare uno snodo cruciale per il cammino della Roma verso l’obiettivo Champions League. Una sfida che ha un grande significato per la classifica dei giallorossi, in piena lotta per entrare nelle prime 4 posizioni in Serie A. Un traguardo che sogna di coronare a fine stagione Lorenzo Pellegrini, il cui futuro nella Capitale resta in dubbio.
Il capitano giallorosso ha infatti il contratto in scadenza nel prossimo giugno, e non si è mai parlato concretamente di rinnovo. Tematica che il numero 7 della Roma ha trattato nell’intervista recentemente rilasciata a CBS sport. Di seguito le sue parole.
Roma, le parole di Pellegrini
Maglia della quale sei più orgoglioso di avere a casa?
“Io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Non scambio sempre la maglia con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.
Gasperini.
“Quando si cambia l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Così, almeno c’è il pre-campionato per capire le sue richieste. Ma sono molto felice di essere allenato da Gasperini. Penso che sia un allenatore che permette di migliorare molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Alla fine, con lui si migliora anche fisicamente. Ma penso che sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive”.
La Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è alta la motivazione a tornarci?
“Sì, quest’assenza ci mette un po’ più di pressione addosso, ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Non giochiamo da molti anni in Champions e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Siamo sulla buona strada, perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine: anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso, quando abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere”.
Legame con la Roma.

“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Nasci qui, vivi qui e sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti dirà: ‘Voglio diventare un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto capitani romani, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino.
La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando ho indossato la maglia, ho sentito quella sensazione e ho pensato: ‘Ok, Lorenzo, sei un ragazzo molto fortunato’. In questi casi, c’è una bella responsabilità da prendere”.
Carriera.
“Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho fatto quella scelta perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno quello che è stato fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.
Serie A
Roma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli
La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Paulo Dybala e Robinio Vaz sono tornati ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino la loro presenza per il match del Maradona.
La 25° giornata di Serie A può rappresentare uno snodo cruciale, con due scontri diretti chiave, soprattutto per la lotta scudetto, ma anche per la zona Champions League. L’affascinante sfida tra Napoli e Roma di domenica sera al Maradona può raccontare molto delle ambizioni delle due squadre, quando stiamo per avvicinarci all’ultimo decisivo terzo della stagione.
I giallorossi, al momento 4° in classifica al pari della Juventus, devono sfatare il tabù degli scontri diretti contro un Napoli che avrà voglia di rivalsa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana. Inoltre gli azzurri, in caso di vittoria, possono staccarsi in maniera quasi definitiva dalla lotta al 4° posto.
Roma, Gasp ritrova Vaz e Dybala: Hermoso resta in dubbio

PAULO DYBALA PENSIEROSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Una sfida quindi che va ben oltre la rivalità vista l’alta posta in palio. Roma che è tornata ad allenarsi a Trigoria agli ordini di Gasperini. Il tecnico giallorosso ha avuto modo di ritrovare due pedine preziose per il suo attacco: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Entrambi hanno svolto la seduta con il resto del gruppo, e sono pronti ad essere protagonisti in campo al Maradona. Gli altri infortunati, Koné, El Shaarawy, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, hanno proseguito il loro iter di recupero. L’unico che sembra avere chance di recuperare per domenica sera è il difensore spagnolo.
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