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<p data-start="75" data-end="430"><strong>Igli Tare a Top Story racconta il suo viaggio: dai sacrifici tra Albania e Germania fino al Milan, il club che per lui rappresenta il limite assoluto.</strong></p>
<p data-start="75" data-end="430">Ai microfoni di Grida Duma per <em data-start="106" data-end="119">&#8220;Top Story&#8221;</em>, trasmesso su <strong data-start="134" data-end="157">Top Channel Albania</strong>, il dirigente sportivo del Milan <a href="https://www.calciostyle.it/calciomercato/milan-tare-guarda-in-casa-fiorentina-ce-un-obiettivo-per-gennaio"><strong data-start="191" data-end="204">Igli Tare</strong></a>, durante una lunga intervista, ci ha tenuto a raccontare il suo viaggio sino ad arrivare a quello che per lui è il <strong data-start="320" data-end="356">“club che rappresenta il limite”</strong>, oltre il quale non c’è più nulla (<a href="https://www.fcinternews.it/in-primo-piano/cassano-show-dopo-il-cielo-c-e-l-inter-preso-in-giro-al-milan-qui-90297"><em data-start="392" data-end="426">o l’Inter, direbbe qualcun altro</em></a>).</p>
<p data-start="432" data-end="700">All’interno dell’intervista, l’ex giocatore e dirigente della <strong data-start="494" data-end="503">Lazio</strong> ha trattato vari temi: tra cui le motivazioni che hanno portato alla scelta di affidare a <strong data-start="594" data-end="618">Massimiliano Allegri</strong> le chiavi dello spogliatoio, fino a parlare del <strong data-start="667" data-end="697">neo-acquisto Ardon Jashari</strong>.</p>
<p data-start="432" data-end="700"><strong>Di seguito le parole riportate da Milanews:</strong></p>
<p> ;</p>
<p><strong>DIVENTARE DIRIGENTE:</strong></p>
<p>&#8220;Sentivo che sarei passato dall&#8217;essere un calciatore ad un allenatore, come mi sentivo durante l&#8217;era comunista con i miei compagni di scuola, quando sedevamo al &#8220;Parku Rinia&#8221; e dicevo sempre loro che un giorno mi avrebbero visto in Serie A, nel campionato italiano. Mi dicevano sempre che ero pazzo e non mi credevano. Dopo 15 anni, ho incontrato per caso un mio amico che mi ha raccontato questo fatto. Credo che se hai un sogno, devi saper lottare e realizzarlo. Ho un&#8217;espressione che uso sempre: &#8220;Quello che per altri è la fine, per me è solo l&#8217;inizio&#8221;.</p>
<p class="fco-standard-slide__headline" aria-label="Headline"><strong>L&#8217;ALBANIA E LA FUGA DA BAMBINO:</strong></p>
<p>&#8220;Quelle che erano le idee degli anni &#8217;90. Il mio desiderio di provare la mia carriera fuori dall&#8217;Albania era&#8230; Forse, nel corso degli anni, è stata un&#8217;idea sbagliata, forse ho scelto la strada più lunga, perché avrei potuto avere la migliore carriera in nazionale. La fuga dall&#8217;Albania? Sono andato in Grecia il primo anno, è stata un&#8217;esperienza piena di alti e bassi. Ho avuto l&#8217;opportunità di conoscere i lati positivi e negativi del paese in cui sono andato. Il periodo selvaggio e brutto della visione razzista degli albanesi. Per questo motivo, ho scelto di andare in Germania in seguito, per entrare nel mondo del calcio. Il mio adattamento è stato traumatico, ero senza nessuno, ricominciavo tutto da zero, o addirittura da zero. Con la mia borsa in spalla, andavo a cercare la squadra dove avrei potuto provare e mi avrebbero dato l&#8217;opportunità di entrare. Ci sono andato un pomeriggio, febbraio o marzo, ho chiesto loro di allenarsi con me e poi mi hanno detto che sarei rimasto con loro, mi hanno anche trovato al lavoro&#8221;.</p>
<p class="fco-standard-slide__headline" aria-label="Headline"><strong>LA VERGOGNA DA BAMBINO</strong></p>
<p>&#8220;È vero che per le prime 2-3 settimane di lavoro si vergognava e si copriva per non farsi vedere? Ho lavorato come giardiniere. All&#8217;inizio mi vergognavo molto. Le prime due settimane in Germania, pensavo che chi mi avrebbe riconosciuto, mi coprivo, tenevo gli occhi aperti solo perché pensavo che se qualcuno mi avesse guardato, avrebbe detto &#8220;È così che è passato da calciatore a giardiniere&#8221;. Pulivamo con lui, i miei colleghi, il gruppo di lavoro, pulivamo i parchi, i fiori, gli alberi, ma dopo 2-3 settimane, vivevo con orgoglio, perché non stavo facendo nulla di male, se non il fatto che stavo sopravvivendo e avevo un&#8217;opportunità economica per aiutare la mia famiglia. Questo è l&#8217;unico (lavoro) che ho fatto, ho lavorato per 6 mesi, poi me ne sono andato e ho avuto l&#8217;opportunità di provare per una grande squadra in Germania in quel periodo&#8221;.</p>
<p class="fco-standard-slide__headline" aria-label="Headline"><strong>L&#8217;ARRIVO AL MILAN:</strong></p>
<div class="fco-article-body">
<p>&#8220;Era una possibilità che sentivo che sarebbe arrivata. Ho sempre pensato che un giorno le mie strade si sarebbero incrociate con questo club, e infatti è successo. C&#8217;era anche stata l&#8217;opportunità in passato di realizzarlo e sapevo che era solo questione di tempo. Sono stato molto paziente fin dal momento in cui ho concluso l&#8217;esperienza con la Lazio. 18 anni con la Lazio, 3 da giocatore e 15 da direttore sportivo”.</p>
<p class="fco-standard-slide__headline" aria-label="Headline"><strong>OBBLIGO SPIRITUALE DI VINCERE COL MILAN:</strong></p>
<div class="fco-article-body">
<p>&#8220;Voglio rimanere il più a lungo possibile, perché è un club che rappresenta il limite, non si può andare più in alto del Milan. È tra i club più titolati al mondo insieme al Real Madrid. Fino a qualche anno fa era il club con il maggior numero di trofei vinti. Per arrivare a questo livello ci sono stati un lavoro durissimo, sacrifici e passione. È un onore poter far parte della storia di un club come questo. Essere parte di questa realtà mi rende molto soddisfatto. A livello di crescita personale, la mia esperienza con il Milan è fondamentale. Per me non è solo un club, ma una parte integrante della mia carriera e della mia vita, e quindi è un obbligo spirituale vincere con questo club ed essere parte della sua storia.&#8221;.</p>
</div>
<div class="fco-standard-slide__hash-bar" aria-label="Slide InView"></div>
<p class="fco-standard-slide__headline" aria-label="Headline"><strong>LA SCELTA DI ALLEGRI:</strong></p>
<div class="fco-article-body">
<p>&#8220;La società ha supportato la mia opinione di assumerlo come allenatore perché la sua esperienza e il modo in cui gestisce le diverse situazioni con la squadra, con la società, sono tutti ottimi&#8221;.</p>
<p class="fco-standard-slide__headline" aria-label="Headline"><strong>JASHARI:</strong></p>
<div class="fco-article-body">
<p>&#8220;Jashari ha tutto per essere un grande giocatore&#8221;</p>
<div id="attachment_516605" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-516605" class="wp-image-516605 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/09/Max-Allegri.jpg" alt="Milan" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-516605" class="wp-caption-text">MASSIMILIANO ALLEGRI INDICA IL NUMERO TRE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
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Aggiornato al 02/10/2025 14:37
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