Serie A
Lazio-Milan 3-0, si complica la Champions: le pagelle dei rossoneri
La gara tra Milan e Lazio termina con una sinora quanto meritata vittoria per 3-0 da parte dei padroni di casa, troppa roba i romani visti ieri sera a scapito di un Diavolo che probabilmente ha esaurito la benzina da qualche settimana e che viaggia con la spia della riserva accesa. Difficile salvare qualcuno, andiamo a vedere le pagelle dei rossoneri.
Donnarumma 4,5: partiamo dall’immagine sorridente di fine partita mentre scherza con Reina, inqualificabile. Sul secondo gol di Correa sbaglia i tempi, distratto più dal suo futuro che dalla partita in corso.
Calabria 5,5: lodevole per corsa e tenacia, sbaglia però troppi palloni anche perché non è ancora al top della condizione, sul primo gol della Lazio la sua posizione è errata ( dal 24’ st Dalot 5,5: e tra con voglia di fare male, soprattutto in fase offensiva, ma perde troppi palloni con ingenuità).
Kjaer 5: si perde Correa in largo ed in lungo, il danese appare stanco come il resto della squadra, poco lucido ( dal 28’ st Romagnoli: sv).
Tomori 4: non era in forma, Pioli lo schiera comunque in campo, ma l’inglese non riesce ad incidere come ci aveva abituati e per Correa ed Immobile affondare come lama nel burro è un gioco da ragazzi. Colpevole su tutte e tre le marcature. Ora serve riposo.
Theo Hernandez 4,5: sempre lo stesso errore, palla in orizzontale e regalino agli avversari, come se il pasticcio contro la Sampdoria avesse insegnato nulla. Inesistente in marcatura, la squadra non ha più la forza fisica per sopperire alle sue mancanze.
Kessie 5,5: cosa chiedere di più all’ivoriano? Lotta fino all’ultimo secondo, ma non riesce più ad arrivare a certi giri, dimostra di essere umano.
Bennacer 5: presente ovunque a centrocampo, motorino inesauribile, ma troppo impreciso e non è da lui ( dal 24’ Tonali 5,5: entra e sfiora il gol con un sinistro dalla distanza, poco altro).
Saelemaekers 6: il migliore in campo, dai suoi piedi partono i tagli giusti, sempre imprevedibile, peccato che i compagni spesso non lo aiutino. Errato sostituirlo. (Dal 16’ st Brahim Diaz 5,5: si muove bene, ma non riesce ad incidere, innamorato del pallone come non mai)
Calhanoglu 5,5: entra sempre nel vivo dell’azione ed è uno dei pochi che dà l’idea di poter far male, ci prova anche dalla distanza ma con poca precisione.
Rebic 5: combina poco, si muove discretamente bene senza però mai trovare il giusto guizzo, non era facile contro una Lazio determinata e schierata molto bene in campo.
Mandzukic 5: non è in condizione, dopo pochi minuti sembra già volersi arrendere, ma non lo fa e cerca di lottare con impegno. Arriva su pochi palloni. ( dal 16’ st Leao 4: tocca due palloni in mezz’ora, probabilmente per sbaglio).
Pioli 4: era una delle partite più importanti, il Milan sbaglia completamente l’approccio ed il tecnico non può essere esente da colpe. Sbaglia nuovamente i cambi, ma non è una novità, toglie Saelemaekers che è il più in palla di tutti e tiene in campo Mandzukic che non ce la fa. E Hauge?
Serie A
ULTIM’ORA Fiorentina, squadra di nuovo in ritiro
La Fiorentina torna in ritiro al Viola Park: quattro giorni di lavoro e concentrazione massima in vista della delicatissima sfida contro la Cremonese.
Nuovo ritiro in casa Fiorentina. Dopo il ritiro deciso in seguito alla sconfitta contro il Verona e poi interrotto subito dopo la vittoria sull’Udinese, la squadra tornerà a condividere alcuni giorni all’interno del Viola Park, secondo quanto riportato in esclusiva da Viola News.

L’URLO DI PAOLO VANOLI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Fiorentina, ritiro fino a domenica
I giocatori rimarranno al centro sportivo da oggi fino a domenica, per un totale di quattro giorni di ritiro. L’obiettivo è preparare con la massima concentrazione la sfida di domenica al Franchi contro la Cremonese, un match che ha il sapore dell’ultima chiamata.
Una scelta forte, che conferma la tensione e l’urgenza del momento. Per la Fiorentina, ma soprattutto per Paolo Vanoli, si tratta dell’ennesima spiaggia a cui aggrapparsi per provare a invertire una stagione fin qui complicatissima.
Serie A
Juventus, cosa serve per un grande 2026?
La vittoria di Pisa ha chiuso l’anno della Juventus in crescita. Ora però il salto di qualità è richiesto sia a tecnico che società.
La Juventus ha chiuso l’anno con un successo pesante a Pisa e con la sensazione di aver rimesso ordine dopo una partenza complicata. Il 2-0 in casa della squadra di Gilardino, sofferto ma fondamentale, ha completato un filotto di vittorie che ha restituito fiducia e riporta i bianconeri stabilmente in corsa per la zona Champions.
Spalletti ha salutato il 2025 con tre punti “sporchi”, ma preziosi, frutto di una squadra sempre più solida e capace di dare continuità ai risultati raccolti negli scontri diretti contro Bologna e Roma. La classifica non è ancora del tutto sistemata, ma le basi per rilanciarsi nel 2026 ci sono tutte.
Juventus 2026, da dove ripartire?
A Pisa, però, sono emersi anche i limiti di una Juventus che fatica ancora a produrre gioco e inventiva. In una serata non brillante di Yildiz, al netto del gol nel recupero, la svolta è arrivata dalla panchina: l’ingresso di Zhegrova ha cambiato il volto della partita, portando qualità, imprevedibilità e maggiore coraggio offensivo.

EDON ZHEGROVA IN AZIONE IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )
È proprio da qui che Spalletti vuole ripartire nel nuovo anno. La fase difensiva appare ormai blindata, ma per alzare l’asticella servirà osare di più nelle scelte, valorizzando il talento a disposizione e intervenendo sul mercato per colmare le lacune più evidenti. A Pisa la fortuna ha dato una mano, ma quando la Juve ha alzato il ritmo e il baricentro ha dimostrato di poter fare la differenza. Occorre tuttavia continuare a lavorare su numerosi altri aspetti, come ad esempio il fatto che la squadra subisce ancora troppi gol.
Il 2026 bianconero inizia così con fiducia ritrovata, una base solida e la consapevolezza che il prossimo passo passa dal coraggio, in panchina come nelle strategie societarie.
Serie A
Bologna, dal secondo round con l’Inter all’obiettivo Europa
Il Bologna si avvicina alla 18° giornata dopo il pareggio contro il Sassuolo, avversario di turno l’Inter, che i felsinei hanno affrontato in Supercoppa.
Per la squadra di Italiano il momento è positivo e la finale disputata a Riad col Napoli è la dimostrazione che le ultime stagioni non sono state solo fortuna.
Bologna, prima l’Inter poi calendario fitto
Il prossimo impegno che vedrà protagonisti Orsolini e compagni è in programma domenica 4 gennaio a San Siro contro l’Inter di Chivu. A poche settimane di distanza dal confronto in Arabia Saudita, spuntato dai rossoblu ai calci di rigore, tornano ad affrontarsi le due compagini che nelle ultime stagioni hanno dato vita a veri e propri scontri mozzafiato.
Basti pensare per esempio alla scorsa stagione, quando al Dall’Ara i nerazzurri dissero addio ai sogni di gloria all’ultimo secondo a causa della rovesciata di Orsolini. Negli ultimi anni Inter-Bologna non è mai stata un partita come le altre, merito soprattutto del percorso di crescita intrapreso dai felsinei e culminato con la vittoria della Coppa Italia lo scorso maggio.
Per questo motivo il confronto della 18° giornata assume un significato più profondo, legato anche alle ambizioni di entrambe le squadre. I nerazzurri puntano dritti al titolo e la testa della classifica al momento è la posizione in cui tutta la società sperava di trovarsi a questo punto della stagione; il difficile è mantenerla fino alla fine.
Dall’altra parte il Bologna arriva da un pareggio amaro contro il Sassuolo di Grosso e cerca riscatto alla Scala del Calcio. I punti in classifica sono 26 e la lotta col Como (a quota 27), per un posto in Europa, si fa sempre più agguerrita. Anche per questo quindi Italiano non intende inchinarsi alle big ma anzi è determinato a portare a casa punti pesanti.
Superato lo scoglio nerazzurro, sarà poi l’ora di intraprendere un tour de force piuttosto impegnativo che solamente nel mese di gennaio vedrà i rossoblu affrontare in ordine Atalanta, Como, Hellas Verona, Fiorentina, Celtic, Genoa e Maccabi Tel Aviv. Cinque giornate di Serie A e due di Europa League che determineranno anche il proseguo del cammino europeo. Il gruppo è più affiatato che mai e punta a fare più punti possibili in tutte le competizioni per confermare il proprio status.

RICCARDO ORSOLINI GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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