Juve Arthur

Una vera sfortuna per Arthur e per la Juve, perché l’infortunio arriva proprio nel momento in cui tutti si erano convinti delle abilità del brasiliano, quando insomma sembrava aver scalato le gerarchie sino a diventare probabilmente la pedina più importante del centrocampo bianconero, giocatore fondamentale nel garantire qualità nella gestione della palla, soprattutto in fase di ripartenza.

I numeri

Arthur, arrivato la scorsa estate tra lo scetticismo generale, ha fatto parlare i numeri: nelle 13 partite, di cui 10 da titolare, oltre al gol realizzato, il brasiliano ha toccato in media 67.2 palloni a gara, con 1 grande opportunità a sfida, 0.9 passaggi chiave e una precisione nei passaggi del 94 percento.

La sua importanza è ancora più evidente se analizziamo i dati squadra con lui in campo: con il brasiliano titolare, la Juve ha una media di 2.2 punti a gara. 1,9 gol fatti e 0,6 subiti; senza di lui 1.9 punti a gara, 2 gol fatti ma 1,18 subiti.

Senza la necessità di fare troppi calcoli, è evidente come la squadra, con Arthur in campo dall’inizio, subisca praticamente la metà dei gol: Arthur non sarà il regista alla Pirlo, maestro nel mettere i compagni davanti alla porta con lanci millimetrici (o almeno non ancora), ma possiede una straordinaria abilità nel gestire la palla in una zona cruciale del campo, aspetto che diventa fondamentale quando la squadra vuole impostare tutte le azioni partendo dalla propria difesa, concetto caro al Mister.

I tempi di recupero

Ciò che tiene in ansia tutto l’ambiente Juve è il tipo di infortunio subito, insolito per un calciatore; i tempi di recupero, al momento non ancora noti, dipendono dalla gravità dell’infiammazione: nei casi più lievi potrebbero essere sufficienti le cure fisioterapiche, ma se la calcificazione ossea dovesse rivelarsi più grave del previsto, allora l’intervento chirurgico diverrebbe necessario, con gravi conseguenze non solo per la stagione del Brasiliano, ma probabilmente per tutta l’annata della squadra bianconera.