Yann Aurel Bisseck of Inter Milan during the UEFA Champions League league stage match Manchester City vs Inter Milan at Etihad Stadium, Manchester, United Kingdom, 18th September 2024 (Photo by Cody Froggatt/News Images)
<p><strong>Il difensore dell&#8217;<a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/cagliari-inter-le-probabili-formazioni-e-dove-vederla-2">Inter</a> Yann Bisseck è felice per aver rinnovato il contratto coi nerazzurri e ha un bel rapporto con l&#8217;allenatore Simone Inzaghi.</strong></p>
<p>Con i problemi fisici di <strong>Benjamin Pavard</strong>, in questa stagione <strong>Yann Bisseck</strong> è stato schierato spesso dall&#8217;inizio del tecnico <strong>Simone Inzaghi </strong>e ha risposto quasi sempre con ottime prestazioni condite da un super gol nella vittoria per 5-0 sull&#8217;<strong>Hellas</strong> <strong>Verona</strong>, a tal punto da essere ormai un titolare dell&#8217;<strong>Inter</strong>.</p>
<p>Anche nella prossima di campionato contro il <strong>Cagliari</strong>, l&#8217;ultima del 2024 prima di volare in Qatar per la Supercoppa, il difensore tedesco è atteso dal primo minuto. Una trasferta da non sbagliare per i nerazzurri, che devono mantenere il passo di <strong>Atalanta </strong>e <strong>Napoli</strong> nella lotta scudetto, in attesa di recuperare la gara con la <strong>Fiorentina</strong>.</p>
<h2>Yann Bisseck racconta la sua esperienza nell&#8217;Inter</h2>
<p>Nell&#8217;intervista rilasciata ai canali ufficiali della <a href="https://www.legaseriea.it/it">Serie A</a>, Bisseck ha parlato della sua esperienza in nerazzurro, <strong>partendo dal rinnovo fino al 2029</strong>: &#8220;<em><strong>Firmare un contratto per un grande club come l&#8217;Inter è emozionante</strong>. Per me è un grande segno di fiducia e rispetto perché non credo che in molti pensassero mi comportassi così bene da subito, quindi <strong>sono semplicemente felice di averlo fatto</strong>. Ho ancora molta strada da fare, posso ancora fare molto meglio, ma penso che la direzione sia quella giusta</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Sulle difficoltà iniziali nella scorsa stagione</strong><br />
&#8220;<em>Onestamente me l&#8217;aspettavo perché venendo dal campionato danese, non una delle leghe più competitive d&#8217;Europa, sai che sei un po&#8217; indietro nelle gerarchie. Ho impiegato il primo mese per ambientarmi, penso di averlo fatto bene. Alla fine, è tutto nella tua testa. Devi essere mentalmente forte perché è molto facile perdere la fiducia, soprattutto all&#8217;inizio quando giochi pochissimo. Ma devi andare avanti e aspettare la tua occasione, per farti trovare pronto, perché spesso è l&#8217;unica che ti capita</em>&#8220;.</p>
<div id="attachment_403116" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-403116" class="wp-image-403116 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/12/Inzaghi-Simone.jpg" alt="Inter" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-403116" class="wp-caption-text">SIMONE INZAGHI PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<p><strong>Il ricordo del primo gol in Serie</strong> <strong>A</strong><br />
&#8220;<em>Era come una favola perché si trattava del giorno prima di Natale, la mia famiglia era allo stadio. Se segni a San Siro, vivi un&#8217;emozione diversa. In trasferta non è la stessa cosa. Quando senti l&#8217;intero stadio che grida il tuo nome cinque volte e vedi i tuoi compagni felici, è un&#8217;emozione difficile da descrivere</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il gol a Bologna su assist dell&#8217;altro braccetto Bastoni</strong><br />
&#8220;<em>Non sapevo che <strong>Inzaghi</strong> avesse detto che per un gol così avrebbe pagato la cena alla squadra, gli parlerò. Ma non è qualcosa che abbiamo preparato, penso la gente esageri un po&#8217;. Sì, è pazzesco un gol così, ma noi vogliamo semplicemente segnare. Sappiamo che quando <strong>Bastoni</strong> ha la palla può succedere qualcosa, cerca di creare occasioni. Non so cosa ci facessi in posizione così avanzata, ma ero lì al posto giusto nel momento giusto</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il rapporto con Inzaghi e le richieste ai difensori</strong><br />
&#8220;<em>È un modo diverso di giocare, ma già in Danimarca avevo libertà giocando da terzo difensore di sinistra, quindi ero abituato. Noi difensori dobbiamo costruire da dietro, essere aggressivi e tenere bene la linea. Quindi <strong>ci vuole tempo prima che l&#8217;allenatore si fidi di te</strong>, in quella posizione non è facile, facciamo muovere l&#8217;intera squadra. Ma è bello e divertente. Hai molta libertà, sappiamo quando dribblare. <strong>Con Inzaghi parliamo molto, si fida di me. </strong>Quando sono in campo la qualità non cala. Sono contento di come sta andando</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il ricordo più bello dello scudetto</strong><br />
&#8220;<em>Quando abbiamo vinto il derby, anche se non sono sceso in campo. Se devo essere sincero, ricordo a malapena la gara, quando l&#8217;arbitro ha fischiato la fine è stato incredibile. Il modo in cui è esploso lo stadio, la felicità dei compagni. Il significato della seconda stella è davvero indescrivibile, un qualcosa che non dimenticherò mai. Così come la festa a Milano&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il soprannome &#8220;<em>bisteccone</em>&#8220;</strong><br />
&#8220;<em>Non so come sia successo, nei commenti social ho visto questo soprannome. Ero confuso, soprattutto perché non sapevo l&#8217;italiano in quel periodo. Ma ora mi chiamano così anche i miei compagni e i miei familiari. Penso comunque che ci siano soprannomi peggiori, ma non ho dovuto dare spiegazioni a casa perché la mia famiglia segue molto da vicino la mia carriera</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La vita a Milano</strong><br />
&#8220;<em>È bello vivere a Milano, specialmente per me che ho sempre vissuto in piccole città. È qualcosa di nuovo per me perché c&#8217;è sempre qualcosa da fare, posti da vedere. Mi piace e basta. Anche se i prezzi degli affitti potrebbero essere più bassi, il resto è abbastanza bello</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro con Travis Scott</strong><br />
&#8220;<em>Mi piace l&#8217;hip hop, era ancora la pre-season quando un membro dei media mi ha chiesto se volessi andare al suo concerto. Non mi aspettavo di incontrarlo davvero perché non sono il tipo di ragazzo che va ai concerti o roba del genere. Non mi piacciono i posti con troppa gente. Non abbiamo avuto molto tempo per parlare, ma è stato bello. Uno degli aspetti più belli della vita da calciatore sono le esperienze fuori dal calcio</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Gli obiettivi personali e di squadra</strong><br />
&#8220;<em>Vogliamo vincere tutte le competizioni a cui partecipiamo, vogliamo sicuramente ripeterci in campionato, vincere Supercoppa e Coppa Italia. Stiamo cercando di vincere tutto perché pensiamo di avere la forza per farlo. A livello personale, invece, voglio giocare il più possibile. Penso di essere partito bene in questa stagione, ho giocato molto di più: rispetto all&#8217;anno scorso, a questo punto della stagione credo di aver più che triplicato il minutaggio</em>&#8220;.</p>
<div id="attachment_393438" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-393438" class="size-full wp-image-393438" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/11/bissek.jpg" alt="Inter" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-393438" class="wp-caption-text">Yann Aurel Ludger Bisseck sorridente ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<p>&#8220;<em>Quindi voglio avere continuità nelle prestazioni, penso sia questa la cosa più importante per un difensore su cui tutti possano contare. Poi, ovviamente, vorrei ricevere la prima chiamata dalla Nazionale, magari a marzo quando giocheremo a San Siro contro l&#8217;<strong>Italia</strong>: questa sarebbe una bella storia. Penso di essere sulla buona strada, le cose stanno andando bene</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il rapporto con la vittoria e la sconfitta</strong><br />
&#8220;<em>Sono onesto: odio perdere più di quanto ami vincere. Perdere dà una sensazione di non senso, è come se una parte di te morisse. Non tutto il corpo, ma il tuo fegato o qualcosa di simile. Mi irrita in senso negativo. Vincere è bello, ma perdere mi fa davvero male, mi fa arrabbiare. Ma alla fine l&#8217;obiettivo è sempre la vittoria, quindi non giochiamo per non perdere, ma per vincere</em>&#8220;.</p>
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Aggiornato al 27/12/2024 17:32
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