Questa nuova e rigenerata Inter, seppur vittima di due pesanti eliminazioni dalle coppe nazionali ed europee, sembra non avere rivali nel campionato nostrano. Si rende dunque interessante un attenta analisi sul percorso che gli uomini di Conte hanno dovuto attraversare, passando prima dal 3-5-2 piuttosto caratteristico del tecnico ex nazionale, al 3-4-1-2, con risultati piuttosto deludenti.

Il ritorno alle origini

Se è vero che il 3-5-2 rispecchia un idea piuttosto difensivista di calcio, perciò più attenta a non subire reti che non a farne, è altrettanto vero che questa tendenza è stata ampiamente smentita dallo stesso Conte, che con la sua Inter, vanta il miglior attacco del campionato. Questo ritorno alle origini sperimentato dal tecnico leccese ha già dato frutti piuttosto importanti, che vedono la vittoria contro la Lazio, che è apparsa comunque piuttosto spenta, ma anche e sopratutto, lo straordinario successo ottenuto contro il Milan di Pioli, che invece, ha fatto giocare la propria squadra, nel derby preso nello specifico, in maniera piuttosto offensiva, senza mai tirare indietro il piede. Due gare diverse con due squadre diverse a battersi contro l’Inter, ma con risultati analoghi.

La miglior difesa è l’attacco

6 gol segnati e uno subito, contro due delle big del nostro campionato sono un bottino ricco e nutriente per l’ego e la classifica, con i nerazzurri che allungano sulle maggiori rivali. Perchè se è vero che l’Inter difende bene e imposta meglio, bisogna guardare ad una coppia d’attacco, quella formata da Lukaku e Lautaro, che sta consegnando nelle mani di Conte una quantità di reti e punti piuttosto generosa. Non appare dunque casuale che il miglior attacco della lega sia proprio quello dell’Inter, che sembra aver finalmente trovato il perfetto compromesso tra una solidità difensiva e un attacco cinico e sempre attento, pronto a colpire in qualsiasi momento. Questo dato trova conferma negli annali proprio del nostro campionato, dove i nerazzurri avevano segnato di più solo nelle annate 49/50 e 50/51, con un idea di calcio completamente diversa.