Fiorentina

Da un 4-3 ad un meno spettacolare ma comunque avvincente 1-2. Due risultati diversi ma collegati tra loro: in entrambi i casi, infatti, la Fiorentina è stata rimontata dall’Inter negli ultimi minuti (nel secondo caso è avvenuta ai supplementari) e per questo motivo non dev’essere ripetuto lo stesso errore commesso circa 4 mesi fa.
Milenković e company hanno fatto una grande partita mercoledì e sarebbe un peccato buttare tutto via come accaduto dopo il 26 settembre: la squadra uscì a testa altissima dal Meazza e sembrava essere ormai consapevole delle proprie qualità, ma il campo successivamente ha dimostrato il contrario.

Fiorentina, dalla Samp all’Atalanta una crisi senza fine

Pronti, via! Subito dalla sfida giocata al Franchi contro la Sampdoria la squadra è stata protagonista di prestazioni a dir poco imbarazzanti. Anche nelle due vittorie contro l’Udinese (una in campionato e l’altra in Coppa Italia) e il Padova (in Coppa Italia), i viola hanno fatto vedere veramente poco e i 90’ più recupero contro i veneti parlano da soli (contro il Benevento, almeno al momento, la peggior Fiorentina di tutta la stagione). Per fortuna dopo la sconfitta a Bergamo i gigliati hanno iniziato a raccogliere un po’ di punti

Troppo fragili

Che qualcosa non andasse nella testa dei calciatori era evidente: all’inizio abbiamo ipotizzato di tutto, dal fatto che a questa rosa mancassero una punta e un regista, passando per la sbagliata riconferma di Iachini, fino alla cessione di Chiesa alla Juventus e l’errore dello stesso tecnico marchigiano nell’avergli consegnato la fascia alla sua ultima apparizione in maglia viola.
Una cosa è certa: la squadra si butta giù troppo facilmente alla prima difficoltà e questo problema era stato subito segnalato da Prandelli.
La speranza, adesso, è di dare continuità a quanto di buono abbiamo visto mercoledì e già al Diego Armando Maradona ci dovranno essere risposte positive in tal senso, indipendentemente dal risultato.