THESSALONIKI, GREECE- AUGUST 14, 2014 : Walter Mazzarri head coach of Inter before the friendly match Paok vs Inter.
<p><strong>3-5-2 o 4-3-3? Analizziamo assieme la rosa del club Campione d&#8217;Italia e proviamo a ipotizzare il vestito tattico del nuovo Napoli di Mazzarri.</strong></p>
<h2>4-3-3 o 3-5-2?</h2>
<p>Il 3-5-2 è stato il marchio di fabbrica della carriera da allenatore di <strong>Walter Mazzarri</strong> come allenatore. Un modulo che però appare incompatibile con la rosa attuale del <strong>Napoli</strong>. Motivo per il quale stamattina &#8220;<em>La Repubblica</em>&#8221; <a href="https://napoli.repubblica.it/sport/2023/11/15/news/puo_farcela_se_evita_interferenze_e_questa_volta_crede_anche_nelle_coppe-420413800/">ha suggerito che il tecnico labronico potrebbe abiurare il proprio dogma</a>.</p>
<p>L&#8217;incompatibilità fra le idee calcistiche di <strong>Tudor</strong> e il parco giocatori del club è stato uno dei motivi che hanno portato alla mancanza di un accordo. <strong>Il 4-3-3 è il modulo di partenza del Napoli</strong>. Quello con cui <strong>Spalletti</strong> ha riportato lo scudetto. <a href="https://www.ilnapolista.it/2023/06/rudi-garcia-io-non-rivoluziono-tutto-ma-non-rinuncio-a-dare-il-mio-contributo/">Lo aveva ribadito anche <strong>Rudi Garcia</strong> nella seconda metà di Giugno</a>.</p>
<p>Lo stesso Mazzarri, <a href="https://www.ilnapolista.it/2023/11/mazzarri-e-luomo-giusto-per-il-napoli-ha-studiato-a-memoria-il-gioco-di-spalletti/">in una premonitrice intervista concessa al &#8220;<em>Corriere dello Sport</em></a>&#8221; appena una settimana prima di tornare a Castel Volturno, ha ammesso di aver &#8220;<strong><em>studiato a memoria il calcio di Spalletti</em></strong>&#8220;. Ha dichiarato anche di <strong>non aver mai avuto a disposizione gli interpreti adatti per il 4-3-3.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-183739 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2022/01/Mazzarri_PAP_6231-1-1.jpg" alt="cagliari" width="1200" height="728" /></p>
<h2>&#8216;Formations not longer exits in modern football&#8217;</h2>
<p>Ma è davvero così? Davvero la rosa del Napoli non può essere schierata in campo in maniera diversa? <strong>Stante che ostinarsi a parlare di moduli nel 2023 è un esercizio mnemonico pigro</strong>. Il concetto stesso di modulo è divenuto anacronistico. E&#8217; tutt&#8217;al più un modo per disegnare graficamente lo schieramento in campo delle due squadre alla presentazione della partita.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vljh9olDVK0">Un concetto che il Napoli di Spalletti esprimeva perfettamente</a>. <strong>Ridurre il calcio di Spalletti a una sequenza vuota di numeri significherebbe delegittimare il grande lavoro del tecnico di Certaldo</strong>. Senza contare che Mazzarri ha apertamente parlato dei &#8220;<em>movimenti del calcio spallettiano</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Per imitare il calcio proposto da un altro allenatore non per forza bisogna copiarne il sistema di partenza</strong>. Il calcio è fatto di concetti che sono traversali a tutti i moduli di gioco. A contare davvero sono gli automatismi e le sinergie. L&#8217;interpretazione che danno i giocatori. La libertà e la tranquillità nel compiere una scelta piuttosto che un&#8217;altra. <strong>I moduli sono solo numeri</strong>.</p>
<p><strong>Nel calcio moderno il concetto di sistema statico è ampiamente superato e ogni squadra assume varie forme nell&#8217;arco della stessa partita</strong>, a seconda della situazione di gioco. Posto che, <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/kovalenko-mette-fine-allera-garcia-lempoli-vince-al-maradona-0-1">come ho già detto nel mio commento a Napoli-Empoli</a>, <strong>la prima cosa che deve fare è liberarsi del fantasma di Spalletti</strong>. Quella squadra è stata un <em>unicum</em> irripetibile e continuare<strong> pervicacemente ad aggrapparsi al suo ricordo è deleterio</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-301166 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/11/spalletti-2-1.jpg" alt="" width="1200" height="800" /></p>
<h2>L&#8217;influenza di De Laurentis</h2>
<p>L&#8217;egocentrismo di quel megalomane di <strong>De Laurentis</strong> ha caratterizzato l&#8217;intera prima metà di stagione del Napoli. La sua presenza costante agli allenamenti (al fianco di Garcia) della squadra. La sua scelta di trasferire la sede dei suoi uffici personali a Castel Volturno. Il suo continuo sconfinare nell&#8217;area tecnica del suo allenatore <strong>ha ricordato le ingerenze di Berlusconi con Oscar Tabarez</strong>.</p>
<p>Anche in quel caso, ovviamente, le cose non andarono bene. E&#8217; inevitabile in queste situazioni che <strong>la delegittimazione della figura dell&#8217;allenatore venga percepita anche dal gruppo</strong>. La scelta di un tecnico aziendalista come Mazzarri va in questo senso. Se Mazzarri sarà soltanto un fantoccio a servizio dell&#8217;ego smisurato del <em>patron</em> e acriticamente accondiscendente nei confronti dei capricci dei giocatori, allora <strong>la sua esperienza azzurra potrebbe essere ancor peggiore di quella del suo predecessore</strong>.</p>
<p>Anche perché in carriera <strong>il tecnico toscano non ha (quasi) mai derogato dal suo 3-5-2</strong>. Le uniche eccezioni sono rappresentate da una breve parentesi a <strong>Cagliari</strong>, la sua ultima panchina in carriera, e da una manciata di partite alla guida del <strong>Watford</strong>. <strong>In Sardegna Mazzarri varò un inedito 4-4-2 che venne abbandonato dopo una sola vittoria in undici partite</strong>. In Inghilterra provò il 4-3-3 <strong>ma l&#8217;esperimento durò appena quattro partite</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-280955 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/08/Kvaratshkelia-e1691080371736.jpeg" alt="Kvaratskhelia Mazzarri" width="799" height="400" /></p>
<h2>Il <em>Mazzarri-bis</em>: la difesa</h2>
<p>Ciò che faremo oggi è ipotizzare un possibile undici tipo del Napoli partendo dal 3-5-2 come modulo di partenza. <strong>Il problema principale del Napoli di quest&#8217;anno è stato rappresentato dalla difesa</strong>. La partenza di <strong>Kim</strong> non è stata assorbita né a livello individuale né a livello di impalcatura difensiva.</p>
<p><strong>Nathan</strong> non è Kim e sarebbe ingiusto pretendere che lo fosse. Senza contare che<strong> il sud-coreano era il giocatore che permetteva alla linea difensiva di Spalletti di mantenere un baricentro così alto</strong>. Con la sua <em>leadership</em> e la sua capacità di guidare il reparto era fondamentale per permettere al Napoli di portare quel tipo di pressione asfissiante nella metà campo avversaria.</p>
<p>Senza Kim non solo il baricentro della squadra si è notevolmente abbassato, e ciò ha reso immensamente più difficile riproporre quel controllo capillare della sfera che aveva contraddistinto l&#8217;annata dello scudetto, ma soprattutto <strong>la sua assenza ha tolto quegli automatismi mandati a memoria al reparto</strong>.</p>
<p><strong>Rrahmani</strong> è stato insignito dei galloni da leader ma <strong>la nuova investitura anziché responsabilizzarlo sembra avergli tolto quelle certezze faticosamente trovate nella scorsa stagione</strong>. Sia al Verona che nella sua nazionale, <strong>il difensore kosovaro era stato abituato a giocare sul centrodestra di una difesa a tre</strong>. Forse anche per questo il suo adattamento alla difesa a quattro di Spalletti era stato così difficoltoso il primo anno.</p>
<p>La sensazione è che <strong>la presenza di Kim abbia nascosto le residue difficoltà di adattamento dell&#8217;ex-giocatore della Dinamo Zagabria</strong>. Il ritorno alla difesa a tre potrebbe essere propedeutico a riportare sotto l&#8217;ombra del Vesuvio il vero Rrahmani. Il ruolo di leader difensivo potrebbe essere cucito addosso a uno fra Nathan (favorito) e <strong>Ostigard</strong>. A sinistra troverebbe la sua collocazione naturale un centrale mancino come <strong>Juan Jesus</strong>. Un altro giocatore che ha faticato enormemente dopo aver fatto molto bene con Spalletti.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-264911 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/04/Rrahmani.jpeg" alt="" width="847" height="613" /></p>
<h2>Il <em>Mazzarri-bis</em>: centrocampo e attacco</h2>
<p>Non ci sono dubbi che sulle corsie laterali agiranno <strong>Di Lorenzo</strong> e <strong>Oliveira</strong>, <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/napoli-mario-rui-piu-grave-del-previsto-le-alternative">in attesa del rientro dall&#8217;infortunio di <strong>Mario Rui</strong></a>. <strong>Il vero nodo riguarda la zona nevralgica del campo</strong>. Il Napoli è sempre stato abituato a giocare con un centrocampo a tre, anche se a volte il 4-3-3 è stato alternato al 4-2-3-1.</p>
<p>Il centrocampo a cinque permetterebbe di mantenere invariata la composizione del centrocampo azzurro che ha vinto lo scudetto. Ovvero <strong>Lobotka</strong> in cabina di regia con <strong>Anguissa</strong> e <strong>Zielinski</strong> come cavalieri serventi. Sarebbe però difficile collocare <strong>Kvaratskhelia</strong> da seconda punta al fianco del <em>totem</em> <strong>Osimhen</strong>.</p>
<p>Il georgiano, pur potendo essere considerato a tutti gli effetti un attaccante, non <strong>possiede i crismi della punta pura</strong>. La necessità di portarlo quanto più vicino alla porta si scontra con le porzioni di campo naturalmente battute dal fantasista. Ecco allora che una piccola variazione sul tema, il passaggio al 3-4-2-1, potrebbe essere la tanto agognata panacea di questa annosa questione.</p>
<p>Il Napoli potrebbe quindi schierarsi con Anguissa e Lobotka davanti alla difesa e a supporto di Osimen agirebbero Kvara-Zielinski. Con il georgiano più libero di svariare, partendo però sempre da sinistra, e di trovarsi da solo la posizione più congeniale e il polacco nel classico ruolo da <em>incursore</em>. A Zielinski verrebbe cucito un ruolo su misura, <strong>a metà fra la mezza&#8217;ala e il trequartista</strong>.</p>
<p>Compiti a cui può egregiamente adempiere, come ha dimostrato anche a <strong>Empoli</strong>, e che sono nelle sue corde <strong>probabilmente più di quanto non lo sia il ruolo da mezz&#8217;ala pura</strong>. Il polacco occuperebbe una posizione ibrida con il quale potrebbe contestualmente garantire copertura (aiuto alla linea mediana con i suoi ripiegamenti), <strong>qualità fra le linee e presenza in area</strong>.</p>
<p><strong>Napoli (3-4-2-1);</strong> Gollini/Meret; Juan Jesus, Nathan/Ostigard, Rrahmani; Oliveira/Mario Rui, Lobotka, Anguissa, Di Lorenzo; Kvara, Zielinski; Oshimen.</p>
<div class="wp-block-wptelegram-widget-join-channel aligncenter">
	<a href="https://t.me/calciostyle" class="components-button join-link is-large has-text has-icon" target="_self" rel="noopener noreferrer">
		<svg width="19px" height="16px" viewBox="0 0 19 16" role="img" aria-hidden="true" focusable="false">
			<g>
				<path d="M0.465,6.638 L17.511,0.073 C18.078,-0.145 18.714,0.137 18.932,0.704 C19.009,0.903 19.026,1.121 18.981,1.33 L16.042,15.001 C15.896,15.679 15.228,16.111 14.549,15.965 C14.375,15.928 14.211,15.854 14.068,15.748 L8.223,11.443 C7.874,11.185 7.799,10.694 8.057,10.345 C8.082,10.311 8.109,10.279 8.139,10.249 L14.191,4.322 C14.315,4.201 14.317,4.002 14.195,3.878 C14.091,3.771 13.926,3.753 13.8,3.834 L5.602,9.138 C5.112,9.456 4.502,9.528 3.952,9.333 L0.486,8.112 C0.077,7.967 -0.138,7.519 0.007,7.11 C0.083,6.893 0.25,6.721 0.465,6.638 Z" ></path>
			</g>
		</svg>
		Seguici su Telegram!	</a>
</div>

Aggiornato al 15/11/2023 14:27
La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A…
Ecco l’analisi di tutte le partite di Serie A con probabili formazioni, indisponibili, ballottaggi e…
La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone…
Borussia Dortmund-Mainz é la partita che apre la 22a giornata di Bundesliga. Il calcio d'inizio…
Nel calcio europeo contemporaneo, il concetto di “undici titolari” ha perso gran parte del suo…
Rennes-Paris Saint Germain é la partita che apre la 22a giornata di Ligue 1. Il…