Marco Amelia racconta in esclusiva ai microfoni di SuperNews come procede la sua carriera da allenatore. Classe 1982, campione del mondo 2006 con la Nazionale Italiana, colonna portante tra i pali del Livorno dal 2004 al 2008, poi Palermo, Genoa e Milan. Ritiratosi dal calcio giocato nel 2017, Amelia intraprende il percorso da allenatore.

Sullo stop del campionato e della gestione psico-fisica di questo periodo
La gestione fisica e mentale non è facile da gestire stando rinchiusi in casa con una condizione pandemica a livello mondiale, si deve sempre trovare il modo di riuscire a fare esercizio fisico per farsi poi trovare in condizioni decenti alla ripresa. Fortunatamente oggi la tecnologia ti da un grande aiuto per fare questo, perché ti mette in contatto con i tuoi compagni di squadra e con i tuoi allenatori. Non credo che questo condizionerà la prossima stagione, anzi, creerà ancora più organizzazione per chi ha la responsabilità sulla salute fisica degli atleti.

L’emozione più grande e l’insegnamento principale
Penso di essere più che soddisfatto della mia carriera. Ho avuto grandi soddisfazioni che hanno premiato gli enormi sacrifici fatti fin da quando ho iniziato nelle giovanili a Roma. La vittoria del mondiale è di sicuro la soddisfazione più grande, in tutti questi anni ho imparato che nel calcio non ti regala niente nessuno, ogni cosa te la devi sudare.

Sei diventato allenatore nel 2018. Come mai hai deciso di iniziare questa nuova carriera?
Negli ultimi anni in cui ho giocato ho sempre provato a ragionare da allenatore sapendo che, prima o poi, avrei dovuto smettere, e volevo capire se questo potesse diventare un ruolo da indossare e fare mio. Anche gli allenatori che ho avuto mi hanno spinto a prendere questa strada e, per questa ragione, quando ho avuto l’opportunità di andare a Coverciano a prendere il patentino, ho smesso e mi sono dedicato a questo, che spero possa essere il mio presente ma anche il mio futuro.

Sulle difficoltà principali di quando si inizia ad allenare
Non è facile svestire i panni di giocatore ed indossare subito quelli di allenatore, c’è tanta differenza: da giocatore devi pensare per te stesso e poi pensare di star bene in un gruppo insieme ad altri, da allenatore devi pensare a tutti i tuoi giocatori, tutti diversi, ognuno con le sue problematiche e le sue caratteristiche e devi cercare di metterli insieme affinché si crei l’empatia di squadra.

Sul Marco Amelia calciatore e il Marco Amelia allenatore
Non so se c’è differenza in me stesso tra quando ero giocatore ed oggi, di sicuro ho in me la consapevolezza che sono due ruoli diversi e che i pensieri quotidiani sono completamente opposti rispetto a quando giocavo. Aver giocato, però, spesso mi aiuta oggi a capire i miei giocatori al meglio.

FONTE: https://news.superscommesse.it/calcio/2020/06/marco-amelia-allenatore-presente-e-futuro-398770/