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Tokyo 2020, Italia: inseguimento d’oro
Arriva la sesta medaglia d’oro per l’Italia dal ciclismo su pista.
Francesco Lamon, Filippo Ganna, Jonathan Milan e Simone Consonni conquistano l’oro nell’inseguimento a squadre battendo in finale la Danimarca e stabilendo, di nuovo, il record del mondo in 3’42″032. L’oro in questa disciplina mancava da Roma 1960, il quartetto azzurro ha scritto un’altra pagina di storia in quest’Olimpiade.
“Credevo che restasse un sogno, invece si è avverato. Dovevo far vedere ai ragazzi che ci credevo, ma non sapevo cosa aspettarmi. Quello che abbiamo fatto in questi due giorni ha fatto venire le gambe molli ai nostri avversari. Quando Pippo è andato avanti ci ho creduto e abbiamo vinto.” Così il commissario tecnico della pista Marco Villa dopo il trionfo del quartetto azzurro.
Davide Cassani, coordinatore delle nazionali aggiunge: “Non ho mai dubitato, nemmeno quando la Danimarca ha accumulato un vantaggio di oltre otto decimi, perché sapevo che lo strappo finale era affidato a Ganna.”
Insomma, un vero trionfo che ci fa salire, per la sesta volta, sul tetto del mondo. Grazie ragazzi!
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Quarti fatali all’Italia, tutte eliminate le squadre azzurre

Lupo/Nicolai (Foto facebook)
Dopo l’uscita di scena del volley maschile e del basket, escono ai quarti anche il volley femminile, il settebello e la coppia del beach volley.
Le ragazze di Mazzanti sono state battute della Serbia 0-3 (21-25; 14-25; 21-25) in una partita mai in discussione, una sconfitta netta che brucia anche perché, sulla carta, tre le due squadre non c’è il divario maturato sul campo.
Il settebello cede nettamente alla Serbia 6-10, solo un’illusione le due reti iniziali di Presciutti che ci hanno tenuto in partita nei primi minuti di gioco, dopo il 2-2 la Serbia è scappata via aumentando man mano il distacco. Una partita maledetta che era iniziata bene ma, appunto, è stata solo un’illusione.
Il duo del beach volley Lupo/Nicolai cede 0-2 alla coppia qatariota Ahmed/Cherif 0-2 (17-21; 21-23). Un match tiratissimo dove, alla fine, ha prevalso l’esperienza degli avversari nonostante l’impegno dei nostri. Una sconfitta bruciante ma il divario tecnico era elevato e siamo stati bravi a non concedere ai nostri avversari un divario più ampio.
Nell’atletica leggera si ferma in semifinale dei 110 ostacoli la corsa di Paolo Dal Molin, che col 4° tempo nella sua batteria non può accedere ai ripescaggi, e niente da fare nemmeno per Gaia Sabbatini nella semifinale dei 1500 metri, eliminata con l’ottavo tempo. In finale ci arriva invece Zane Weir, che nel getto del peso fa sognare con 21,25 metri, ben oltre il minimo necessario di 21,20 metri. Si piazza quinto dietro i big, adesso c’è la finale che, comunque vada, è storica.
Nel nuoto di fondo, 10 km femminile, delude Rachele Bruni, che chiude solo 14°. Ci si aspettava di più dall’argento di Rio 2016, adesso gli occhi sono puntati sulla gara maschile con Mario Sanzullo e, soprattutto Gregorio Paltrinieri.
Linda Cerruti e Costanza Ferro chiudono seste, a mezza classifica, la finale del nuoto sincronizzato programma libero e tecnico. Ora venerdì la prova a squadre.
Nei tuffi, piattaforma 10 metri femminile, Sara Jodoin Di Maria accede alla semifinale, eliminata invece, a causa di tantissimi errori, Noemi Batky.
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Cosa possono imparare i club di calcio sull’engagement dalle piattaforme moderne come Casoola
I club di calcio europei investono ogni anno cifre considerevoli nella comunicazione digitale, eppure molti faticano a costruire un rapporto continuativo con il proprio pubblico online al di fuori delle giornate di gara.
La risposta a questo problema potrebbe arrivare da settori apparentemente lontani dal mondo sportivo. Casoola, come piattaforma di intrattenimento digitale, ha sviluppato un’architettura di coinvolgimento che mantiene l’utente attivo e orientato anche in assenza di un evento centrale attorno a cui organizzare l’esperienza.
Struttura intuitiva e navigazione senza attrito
Le piattaforme digitali più efficaci condividono una caratteristica fondamentale: l’utente trova ciò che cerca senza dover investire tempo o attenzione nell’orientamento. La semplicità della navigazione non è un dettaglio estetico, ma una scelta strategica che riduce il tasso di abbandono e aumenta il tempo medio di interazione con il servizio. Casoola applica questo principio in modo coerente, costruendo un’interfaccia in cui la gerarchia delle informazioni guida l’utente in modo naturale, senza interruzioni o passaggi superflui.
Cosa manca spesso nei siti dei club
Molti siti ufficiali di club calcistici presentano architetture di contenuto poco coerenti, con sezioni difficili da raggiungere e aggiornamenti distribuiti in modo irregolare. L’utente che arriva cercando le ultime notizie sulla squadra si trova spesso a navigare tra pagine sovraccariche, senza una gerarchia visiva chiara o un percorso logico che faciliti l’esplorazione. Casoola, e piattaforme simili, dimostrano che la qualità dell’esperienza di navigazione è essa stessa un contenuto, non un semplice contenitore.
Personalizzazione e risposta al comportamento dell’utente
Le piattaforme digitali moderne raccolgono e interpretano i dati di utilizzo per adattare l’esperienza alle preferenze individuali, rendendo ogni sessione più rilevante rispetto alla precedente. Un club di calcio potrebbe applicare la stessa logica, differenziando i contenuti proposti in base al tipo di tifoso, alla frequenza di visita o agli argomenti consultati con maggiore regolarità. Casoola lavora secondo questi principi, offrendo un’esperienza che si affina nel tempo sulla base delle interazioni accumulate dall’utente.
Coerenza e frequenza come elementi di fidelizzazione
La fidelizzazione digitale non dipende dalla qualità di un singolo contenuto, ma dalla coerenza con cui il servizio si presenta nel tempo. Un utente che trova aggiornamenti regolari, risposte rapide e un’interfaccia stabile sviluppa un rapporto di fiducia con la piattaforma che va oltre il singolo accesso. Per i club di calcio, mantenere una presenza digitale attiva e coerente anche nelle settimane senza partite rappresenta una delle sfide più concrete, e l’approccio adottato da ambienti come Casoola offre un modello operativo da cui trarre indicazioni pratiche e applicabili.
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Formazioni ufficiali Como-Roma: le scelte di Fabregas e Gasperini
Como-Roma, le formazioni ufficiali: Fabregas punta su Nico Paz e Douvikas, Gasperini risponde con Malen e Pellegrini. Ecco i titolari del Sinigaglia

Donyell Malen ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Formazioni ufficiali Como–Roma: scontro Champions al Sinigaglia
Poche ore al fischio d’inizio del big match della 29ª giornata di Serie A. Al “Giuseppe Sinigaglia”, Como e Roma si sfidano in un vero e proprio spareggio per il quarto posto. I due tecnici, Cesc Fàbregas e Gian Piero Gasperini, hanno sciolto gli ultimi dubbi: ecco i 22 che scenderanno in campo dal primo minuto.
Como-Roma, le scelte degli allenatori
Fàbregas conferma il suo 4-2-3-1 votato al palleggio. Tra i pali c’è Butez, schermato dalla coppia centrale Smolcic-Kempf. In mediana la qualità di Sergi Roberto si affianca alla dinamicità di Da Cunha, mentre l’attacco è affidato al terminale Douvikas, supportato dal talento cristallino di Nico Paz.
Gasperini risponde con il collaudato 3-4-2-1. In difesa, davanti a Svilar, agiscono Ghilardi, Mancini e Hermoso. La novità principale è in mediana dove Pisilli vince il ballottaggio per affiancare Koné. Sulla trequarti, l’esperienza di capitan Pellegrini e il dinamismo di Cristante agiranno alle spalle dell’unica punta Donyell Malen, preferito a partita in corso rispetto alle opzioni dalla panchina. Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori:
COMO (3-4-2-1): Butez; Ramon, Diego Carlos, Kempf; Smolcic, Sergi Roberto, Da Cunha, Alex Valle; Nico Paz, Caqueret; Baturina. All.: Cesc Fabrega
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini, Ghilardi; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Pellegrini, El Shaarawy; Malen. All.: Gian Piero Gasperini
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Provedel, parla il medico dell’operazione: “È come un centrocampista che si è rotto il crociato
Provedel rientrerà solo a fine stagione, per preparare al meglio la nuova stagione biancoceleste. Al suo posto, spazio a Motta, al debutto contro il Sassuolo

L’ESULTANZA URLO DI IVAN PROVEDEL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Provedel, parla Di Giacomo
La stagione finita di Provedel si aggiunge ad una lunga lista di giocatori resi indisponibili durante la stagione. Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castellanos, Cancellieri e molti altri. Ma l’assenza del classe 1994 assume un rilievo maggiore, considerando che i biancocelesti rappresentano una delle difese d’élite del nostro campionato. L’intervento di ricostruzione artroscopica è riuscito perfettamente, con Ivan che guarda già al rientro estivo.
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della struttura ospedaliera che ha accolto l’estremo difensore, ha parlato del recupero che dovrà affrontare il numero 94: “Non bisogna avere fretta, esistono tempi biologici che vanno rispettati: la natura deve fare il suo corso”.
Parola d’ordine: calma. Non bisogna accelerare con il classe 1994, ma aspettare che il recupero sia completo al 100% per poter insistere su un suo impiego, mentre Motta accumulerà minuti ed esperienza. “Ho trovato il ragazzo molto motivato, ha già voglia di tornare in campo. Ma si tratta di uno stop importante: per un portiere un infortunio alla spalla è paragonabile a una rottura del crociato anteriore per un centrocampista”.
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