Milan-Lazio, non si placano le proteste di Maurizio Sarri che al termine della sfida è stato espulso dal direttore di gara per ingiurie e comportamento non corretto. Il tecnico promette battaglia ricorrendo alle vie legali.

Maurizio Sarri è furibondo, il tecnico della Lazio è infatti stato espulso al termine della sfida contro il Milan per ingiurie ed un comportamento di fatto non rispettoso nei confronti di Alexis Saelemaekers. Solo il provvidenziale intervento di Ibrahimovic e degli addetti ai lavori ha evitato che ci fossero ulteriori strascichi. Che ci sono stati, ma a distanza di un giorno, a freddo.

Il tecnico della Lazio contesta infatti la giornata di squalifica inflitta dal Giudice Sportivo e lo fa con parole eloquenti durante la presentazione della sfida di Europa League contro il Galatasaray. 

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Sarri, dichiarazioni pesanti

Una conferenza stampa che si porta dietro i veleni della gara contro il Milan, Maurizio Sarri infatti non le manda di certo a dire, anzi si sfoga contro la decisione dell’arbitro prima ed in un secondo momento contro quella del Giudice Sportivo.

Ecco le sue parole:”Ho preso una giornata di squalifica per avere avuto un comportamento scorretto e violento nei confronti di un giocatore. Non mi sembra che il mio sia stato un comportamento violento, ho soltanto detto al giocatore di avere maggiore rispetto. Invece a 30 metri c’è stato un altro giocatore (Ibrahimovic) che ha preso per i capelli un nostro giocatore. Mi sembra che questo sia un comportamento violento, non il mio. Ma in quel caso non è stato preso alcun provvedimento, non capisco il perché”

Ho letto che sono stato espulso per espressioni blasfeme. Non è vero. Nel sottopassaggio ho detto all’arbitro, testuali parole, ‘Hai lasciato che un ragazzino mi prendesse per il culo senza che tu ed il quarto uomo faceste nulla’. Poi che fai? Cacci me. Non ho usato altre parole blasfeme, ci sono tre persone che possono testimoniare. Ho già dato mandato ai miei avvocati di verificare se ci siano le possibilità di adire a vie legali per ristabilire la verità”.