Una sconfitta che fa rumore, il Milan si risveglia all’indomani della seconda debacle in otto giorni, tenta di leccarsi le ferite e riflette sugli errori commessi. La difesa è sicuramente sul banco degli imputati.

Milan-Inter, una partita che deve fare riflettere giocatori e staff rossonero sugli errori commessi – troppi –  e sull’approccio alla gara probabilmente errato. Sicuramente un gol dopo appena cinque minuti avrebbe spezzato le gambe a chiunque, ma è altrettanto vero che tempo per recuperare ce n’era, invece i rossoneri per gran parte del primo tempo hanno assistito da spettatori non paganti alle cavalcate di Lukaku che ha letteralmente surclassato i difensori milanisti che inevitabilmente salgono sul banco degli imputati.

Una settimana da dimenticare

E’ sicuramente una settimana da dimenticare quella appena passata per Alessio Romagnoli. Il capitano rossonero, da sempre sotto la lente di ingrandimento in merito ad un salto di qualità al momento solo intravisto in alcune occasioni, sta vivendo un periodo alquanto complicato. La prova incerta contro lo Spezia, il fallo di mano contro la Stella Rossa ed infine la gara di ieri pomeriggio mettono il capitano alla sbarra come il maggiore imputato.

Colpevole sia nel primo che nel terzo gol dell’Inter, al difensore rossonero si contesta un atteggiamento troppo passivo nei confronti di Lukaku che dalla sua parte ha letteralmente fatto ciò che ha voluto evidenziando uno strapotere fisico ed una grinta sicuramente maggiore rispetto al milanista. E con Tomori che scalpita, il futuro del centrale di Anzio potrebbe essere visto sotto un’altra ottica.