“Dottore,faccio sempre lo stesso sogno”-“Sarebbe?”-“Sogno Caicedo che entra e all’ultimo minuto fa gol”. Più che un sogno ormai è diventata una solida consuetudine, la Pantera Nera graffia sempre sul finale.

IL “SESTO UOMO”

Minuto 90′ di Cagliari-Lazio, i sardi conducono per una rete a zero. Il quarto uomo segnala sette minuti di recupero. Al minuto 93′ L.Alberto riporta la partita in perfetto equilibrio. La Lazio sembra aver quel qualcosa in più per provare a vincerla. In campo, ci sono tutti e quattro i tenori biancocelesti consci di non aver disputato una partita convincente. Il calcio è strano. Strano perchè sarebbe troppo scontato che il gol della vittoria lo segnasse  Immobile o il gigante Milinkovic. No, sarebbe una cosa vista e rivista. Allora, il destino, sempre il destino, decide di far capitare la palla del vantaggio sulla testa del sempre panchinaro Caicedo, che poi definirlo panchinaro non è corretto. In termini cestistici verrebbe definito come un sesto uomo, chiamato ad intervenire quando le cose non vanno come previste. Caicedo sa che il suo ruolo è quello, metterla dentro quando gli altri non riescono. Di gol pesanti ne ha fatti: con il  Sassuolo entra e segna nel finale, con la Juve entra,segna e chiude la partita. Non c’è due senza tre e infatti….Jony mette un cross dalla sinistra, stacca più in alto Caicedo. SEGNA. URLA. SI TOGLIE LA MAGLIA. La Lazio vince,vince ancora grazie a Felipe Caicedo, uno che ai tempi dell’ Espanyol aveva la media peggiore per tiri in porta e gol. Ma quello è il passato, il presente dice quattro gol in stagione, tre oltre il novantesimo. Se nella notte i tifosi laziali hanno sognato una pantera nera al posto di un’aquila è lecito; sarà perchè “faccio sempre lo stesso sogno, Caicedo che entra e segna”