“Ancora tu, ma non dovevamo non vederci più?” per citare Roisin Murphy e per introdurre al meglio il ritorno dello svedese più popolare degli ultimi 50 anni. Ovviamente parliamo di Zlatan Ibrahimovic’ che dimostra di essere come il vino che “più invecchia e più è buono”.

SUPREMACY

Mi perdonerà Carlo Pellegatti se uso il soprannome che lui stesso ha dato allo svedese. Mai altro nomignolo fu più adeguato, già perchè quello che si vede in campo è una vera supremazia dello svedese in maglia rossonera. Nonostante l’età sia sua nemica, il fisico non sembra averne patito più di tanto. Quella di Zlatan è una carriera fatta di trionfi, giocate e momenti che chiunque amante del calcio sogna. Abbiamo imparato ad amare Ibra per la sua arroganza, perchè non si nasconde mai davanti a nessuno; anche durante le sconfitte perchè sono proprio quelle che lo hanno reso il miglior attaccante della nostra generazione. Aveva voglia di esultare come  Dio sotto la curva rossonera in occasione di Milan-Samp, l’appuntamento è stato rimandato solo di qualche giorno. Palla arretrata di Hernandez e sinistro magico del numero 21 che apre le braccia per esultare ancor prima che la palla entrasse in rete, è pura e “semplice” SUPREMACY di Ibra. Non abbiamo la certezza di quel che sarà la sua stagione.

Possiamo però goderci lo svedese fino a fine stagione perchè il suo talento, la sua classe ed anche la sua leadership mancava nel nostro campionato e prima di tutto mancava al Milan che si ritrova nel mezzo di quella che si appresta ad essere l’ennesima rivoluzione. Chissà se riuscirà a beneficiarne anche Leao; lo svedese ha scelto lui come suo protetto riconoscendo il talento di un diamante grezzo. Caro Zlatan, sei tornato per dimostrare di non essere finito; stolto chi ha pensato tu lo fossi. Perchè anche a 38 anni sarà sempre SUPREMACY di Ibra.