“Ruspe a San Siro”, il titolo di un film che un tifoso nostalgico come posso essere io non vorrebbe mai vedere. Milan ed Inter sarebbero pronte a costruire un nuovo impianto proprio accanto al San Siro che con ogni probabilità verrà tristemente demolito. Ritengo sia giusto innovarsi e cercare sempre il meglio in un cammino volto all’evoluzione, ma la questione sentimentale non può non avere un peso in questa vicenda. Stiamo parlando di San Siro, uno stadio che fino a tre anni fa ha ospitato la finale di Champions League ed abbatterlo lascia nei cuori un vuoto e rappresenta come una sorte di sacrilegio, pezzi di vita di migliaia di tifosi sono passati da lì e dalle eroiche gesta dei campioni che ne hanno solcato il campo. L’idea del nuovo impianto nasce da Elliott a seguito della missione della dirigenza rossonera per studiare nuovi modelli negli Stati Uniti. La scelta di costruire un impianto condiviso è senz’altro singolare ed innovativo e non registra al momento precedenti siccome tutte le principali big europee hanno optato per costruirsi una propria struttura da essere a piacimento personalizzata.

Ma perchè quindi un impianto condiviso tra Inter e Milan? Semplice, consente di dimezzare i costi che complessivamente vengono stimati in almeno 500 milioni divisi equamente tra i due club che sborserebbero quindi 250 milioni cadauno. Il risparmio è sicuramente notevole e consentirà ad Elliott di impiegare le restanti finanze per cercare nel medio termine, oltre allo stadio, di costruire una squadra vincente in Italia ed in Europa al fine di poterlo vendere.

Inter e Milan già la prossima settimana potrebbero presentare il progetto al Comune di Milano con previsione di apertura dei nuovi cancelli presumibilmente nella stagione 2022/2023.

Tutto deciso e tutto pronto, si deve solo ottenere il via – che sembra una formalità – e si inizierà, ma per uno dei templi del calcio più importanti al mondo una lacrimuccia non può non scendere.