Walter Mazzarri coach of Napoli, during the Champions league match between Napoli vs Sporting Braga final result, Napoli 2, Sporting Braa 0, match played at the Diego Armando Maradona stadium.
<p><strong>A due mesi dal ritorno di Mazzarri a Napoli, la sua media punti, messa a confronto con quella del suo tanto vituperato predecessore, è da incubo.</strong></p>
<h2>Mazzarri, media punti da <em>horror</em></h2>
<p><strong>Rudi Garcia</strong>, in <strong>Serie A</strong>, è stato in carica per 12 partite. Durante le quali ha totalizzato 21 punti. Il conto è presto fatto: <strong>la media è di 1,75 punti per partita</strong>. 6 vittorie, 3 pareggi e altrettante sconfitte.</p>
<p><strong>Walter Mazzarri</strong>, dal suo ritorno sulla panchina del <strong>Napoli</strong>, ha giocato sette partite da allenatore dei campioni d&#8217;Italia totalizzando sette punti. <strong>La media è di 1 punto esatto a partita</strong>. Ovvero 2 vittorie, 4 sconfitte e un pareggio.</p>
<p>In mezzo ci sono state anche due gare di <strong>Champions League</strong>, la sconfitta di Madrid e la vittoria interna contro il <strong>Braga</strong>, oltre alla clamorosa eliminazione in <strong>Coppa Italia</strong> (0-4 al <em><strong>Maradona</strong></em>) per mano del <strong>Frosinone</strong>.</p>
<p>Garcia lasciava una squadra sì in evidente difficoltà, <strong>ma comunque quarta in classifica e quindi in linea con l&#8217;obiettivo stagionale</strong>. Non sufficiente però per chi ha voluto trattare un miracolo come fosse una normalità. E nella più crudele dimostrazione del contrappasso <em>dantesco</em>, ecco il materializzarsi del detto &#8220;<em>chi troppo vuole nulla stringe</em>&#8220;: <strong>ora il Napoli è nono in classifica</strong>.</p>
<div id="attachment_314617" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-314617" class="wp-image-314617 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/01/FF61901.jpg" alt="Napoli" width="990" height="660" /><p id="caption-attachment-314617" class="wp-caption-text">Foto Fabio Ferrari/LaPresse. (<a href="https://www.torinofc.it/">Source Torinofc.it</a>)</p></div>
<h2>Napoli, non era colpa di Garcia?</h2>
<p>I dati di cui sopra, che assolutamente non vogliono essere un&#8217;invettiva nei confronti di Mazzarri, <strong>evidenziano che un cambio di marcia nel Napoli non c&#8217;è stato</strong>. Un qualcosa che, solitamente, è automatico quando l&#8217;allenatore è il reale colpevole di una squadra che (realmente) rende sotto le aspettative.</p>
<p>Basti pensare all&#8217;<strong>Udinese</strong> dal ritorno di <strong>Cioffi</strong>. O al <strong>Leicester</strong> subito dopo la vittoria della <strong>Premier League</strong>. Con <strong>Claudio Ranieri</strong> che totalizzò 21 punti in 25 partite (media di 0,84 punti a partita) e <strong>Craig Shakespeare</strong> che ne fece 23 in 13 (media di circa 1,8 punti a partita) vincendo sette delle sue prime dieci partite in carica quando le <em>foxes</em> ne avevano vinte cinque in tutto il campionato.</p>
<p>In quel caso davvero l&#8217;allenatore era il problema (vi era un ammutinamento dello spogliatoio nei suoi confronti) <strong>e sollevarlo dall&#8217;incarico era stato propedeutico a privare i giocatori di ogni alibi</strong>, ponendoli di fronte alle proprie responsabilità. <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/kovalenko-mette-fine-allera-garcia-lempoli-vince-al-maradona-0-1">In questo caso l&#8217;allenatore è stato semplicemente usato come un capro espiatorio per poter continuare a perorare una certa narrativa</a>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-293675 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/10/napoli-garcia-1-scaled.jpeg" alt="Napoli" width="2560" height="1707" /></p>
<h2>Il Napoli è &#8220;<em>il Leicester italiano</em>&#8220;</h2>
<p>Cos&#8217;hanno in comune il Napoli di Spalletti e il Leicester di Ranieri? Molto di più di quanto la stampa nostrana voglia ammettere. <strong>Sono due miracoli sportivi assolutamente irripetibili</strong>, resi possibili soltanto dalla congiunzione simultanea e contestuale di una sterminata serie di fattori estremamente favorevoli.</p>
<p>Erano due squadre con delle individualità d&#8217;eccellenza (<strong>Kim</strong>, <strong>Kvara</strong> e <strong>Osimhen</strong> nei partenopei; <strong>Vardy</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Kanté</strong> e <strong>Schmeichel</strong> nelle <em>foxes</em>) ma che presentavano anche una serie di gregari che hanno reso ben al di sopra del proprio reale valore. Come giustamente sottolineato da <strong>Paolo Di Canio</strong> ieri sera al <em>Club di Sky</em>, &#8220;<i>l&#8217;anno scorso abbiamo visto vincere gente che ha vinto solo al Napoli e da nessun&#8217;altra parte</i>&#8220;.</p>
<p>E se quel Leicester, che per inciso <strong>era molto più forte del Napoli dell&#8217;anno scorso anche se in Italia non lo ammetteranno mai</strong>, è andato incontro a un crollo così rovinoso <strong>come si è potuto pensare che il Napoli avrebbe fatto eccezione?</strong> L&#8217;aver trattato un autentico miracolo sportivo, o &#8220;<em>impresa</em>&#8221; sportiva come preferisco definirle io, come la regola e non come un&#8217;eccezione <strong>è il più grande atto di <em>hybris</em> che si possa compiere nel calcio</strong>.</p>
<p>E Mazzarri, anche lui convinto che per rivedere il Napoli dell&#8217;anno scorso bastasse un <em>normalizzatore</em> come lui, sta recitando una parte in questo film dell&#8217;orrore. Anche se da figura marginale, da comparsa. Rimango convinto che Walter possa essere l&#8217;allenatore giusto per questa squadra, <strong>ma aver abiurato il proprio credo calcistico lo ha reso il peggior candidato possibile</strong>.</p>
<p>Mazzarri non ha mai predicato il 4-3-3. Mazzarri non ha mai giocato come gioca Spalletti. <strong>Questa &#8220;<em>svolta giochista</em>&#8221; non è credibile</strong>. Il Napoli di Mazzarri deve mettersi a tre dietro. Abbassare il baricentro. Diventare finalmente umile e riconoscere i propri limiti. E&#8217; il primo passo per uscire dalla crisi, ma anche il più difficile da compiere <strong>perché</strong> <strong>vorrebbe dire ammettere l&#8217;eccezionalità della scorsa stagione</strong>. Cosa che a Dimaro non sembrano disposti a fare.</p>
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Aggiornato al 08/01/2024 13:38
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