Schietta l’ intervista rilasciata al Messaggero da Gabriele Gravina. Il Presidente FIGC parla a cuore aperto della crisi del calcio italiano e del sogno europeo della nazionale di Mancini. 

67 anni, laurea in Giurisprudenza, a capo del Gruppo Gravina che si articola in diverse società attive nei settori dell’edilizia civile ed industriale ma anche di energia ed ambiente. Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dall’ottobre 2018 quando subentrò all’allora Commissario Roberto Fabbricini. La sua intervista rilasciata al quotidiano romano traccia un quadro piuttosto scuro sullo stato di salute del calcio italiano ma lancia anche messaggi di speranza.

Sogno azzurro

« L’11 giugno tutto il mondo ci guarderà e penserà che la vita riparte. Il primo grande evento calcistico in Italia, con il pubblico allo stadio, seppur in percentuale ridotta. Stiamo lavorando perché ad agosto gli stadi si possano nuovamente riempire». Il suo messaggio di speranza legato alla presenza del pubblico con la riapertura degli stadi tanto auspicata da tutti gli appassionati.

Sulla nazionale di Roberto Mancini : «Dobbiamo affidarci ai sogni perché ci aiutano ad uscire da questa maledetta pandemia. Il percorso da qui all’11 luglio è molto complicato ma almeno abbiamo l’entusiasmo che questa Nazionale ha restituito agli italiani dopo anni di depressione. Voglio dire una cosa: più di così questo gruppo non poteva fare. Mancini ha dato a questi ragazzi serenità e consapevolezza dei propri mezzi». Come dargli torto ? L’entusiasmo che si è creato intorno alla nazionale in vista dell’ormai imminente europeo è fin troppo spinto : dobbiamo realisticamente pensare che almeno SpagnaFranciaGermania ed Inghilterra hanno organici superiori al nostro senza dimenticare la mina vagante Belgio. Del resto il fatto che in tempi neanche troppo lontani discutevamo del dualismo Totti-Del Piero ed oggi ci preocuppiamo del ballottaggio Politano-Raspadori dà la misura di come la cifra tecnica del calcio nazionale si sia tristemente abbassata. Lo stesso Gravina lo ammette : «Purtroppo. Eravamo il campionato più bello del mondo, ora siamo la quarta forza d’Europa e rischiamo di essere superati da altri campionati. Cosa manca? Di investire nei settori giovanili e infrastrutture. Lo diciamo da anni, ma non lo abbiamo ancora capito. In più, serve il senso di responsabilità per un progetto di riforma complessivo dei campionati».  A proposito di giovani : qualcuno spieghi al confermato Paolo Nicolato che il calcio è fatto di due fasi, quella difensiva  della nostra Under 21 è stata imbarazzante nella sfida persa con i coetanei portoghesi due giorni fa. E la sua squadra dovrebbe essere, a regola, la nazionale maggiore di domani …

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Caso Superlega

Sul ‘caso Superlega’ il Presidente Gravina ribadisce  «È un problema che non fa bene a calcio. Ci sono delle regole da rispettare, e non perché lo dice Ceferin, è che funziona così. Ci sono delle società che vogliono organizzare il proprio campionato. Nessuno glielo impedisce, ma lo facciano fuori dal nostro sistema, dai tornei che riconoscono della Fifa, nella Uefa e nella Figc». ribadendo la ferma posizione anche della nostra Federazione e lanciando ancora un chiaro messaggio ad Andrea Agnelli : «Il calcio italiano non deve rinunciare al rispetto delle regole, innanzitutto. Valgono per tutti, anche per la Juventus …».

Caso Lazio/Salernitana

Poteva mancare il richiamo al rude Claudio Lotito ed il caso della sua doppia proprietà ? Certo che no :  «Lo dico chiaro e tondo: la cessione della Salernitana dovrà avvenire nel rispetto delle regole, senza strane interpretazioni delle norme. Chi vuole bene alla Salernitana, sa di cosa parliamo».  E qui il vulcanico presidente laziale dovrà rispondere ‘ricevuto forte e chiaro’ perchè Grabriele Gravina resta molto vigile e tentativi di manovre diversive e/o fedeli prestanome non avranno scampo.