<p><strong>Il 7 settembre 1893, presso il consolato britannico di Genova, nasceva il &#8220;Genoa Cricket and football club&#8221;: il club calcistico più antico d&#8217;Italia.</strong></p>
<p>Inizialmente il club fu battezzato con il nome di <em>&#8220;</em><strong>Genoa Cricket and Athletic club</strong><em>&#8220;</em>. I propri padri fondatori erano per lo più armatori e imprenditori legati ai traffici di porto ed estimatori di quello sport tanto amato di tradizione anglosassone, il cricket.</p>
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<h2>Spensley e la nascita del &#8220;<i>Genoa Cricket and Football Club&#8221;</i>.</h2>
<p>Nel 1896, tre anni dopo la fondazione del <strong>Genoa</strong>, <strong>James Spensley, </strong>medico di bordo che da li a breve sarebbe diventato uno dei promotori principali del calcio italiano, si unì al club e ne fu il vero promotore come società calcistica. Fu lui a proporre, il 2 gennaio 1899, il cambio di nome in <strong>Genoa Cricket and Football Club</strong>: in onore dello sport più praticato dagli iscritti e che aveva già portato due titoli nazionali. Spensley introdusse anche, il 10 aprile 1897, una nuova regola che ammetteva soci italiani nel club, fino a quel momento composto solo da britannici.</p>
<p>Le principali squadre dell’epoca, oltre al Genoa, includevano la <strong>Ginnastica Torino</strong>, la <strong>Juventus</strong>, l’<strong>Internazionale Torino</strong>, la <strong>Torinese</strong> e l’<strong>Unione Pro Sport Alessandria</strong>. Il 6 gennaio 1898, il Genoa disputò una partita contro una selezione di giocatori torinesi: perdendo 1-0. La rivincita, disputata a Torino il 9 marzo, vide la vittoria del Genoa con lo stesso punteggio.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-361004 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/07/Depositphotos_645525356_S-e1721392929253.jpg" alt="genoa gilardino" width="1000" height="600" /></p>
<p><strong>La rivalità tra Genova e Torino segnò i primi anni del campionato italiano</strong>. Il Genoa vinse i primi tre titoli nazionali, anche dopo la fusione tra Torinese e Internazionale Torino nel 1900.</p>
<h2>La prima partita internazionale tra federazioni</h2>
<p>Nel 1899, al <strong>Velodromo Umberto I</strong> di Torino, ci fu la svolta che segnò per sempre le sorti del calcio italiano: quando una rappresentativa italiana affrontò la Svizzera. Tra i giocatori italiani c&#8217;erano genoani come<strong> Spensley</strong> e <strong>Pasteur</strong>, insieme a <strong>Savage</strong> della Torinese e <strong>Kilpin</strong> del <strong>Milan</strong>. Gli svizzeri, guidati da <strong>Gamper</strong>, fondatore del <strong>Barcellona</strong>, vinsero 2-1 in quella che può essere considerata la prima partita internazionale della <strong>Federazione Italiana</strong>.</p>
<h2>Il primo Mister, William Garbutt</h2>
<p>Lo scudetto ormai mancava da anni e la nuova dirigenza <i>rossoblù</i> era decisa a riportare a Genova il titolo di campioni d&#8217;Italia. L&#8217;anno della svolta fu il 1912, nel quale arrivò <strong>William Garbutt:</strong> l&#8217;inglese è considerato il primo allenatore professionista in Italia. Da questo momento, per la prima volta, si utilizzò la parola <em>&#8216;mister&#8217;.</em></p>
<p>Garbutt venne inoltre scelto per guidare la nazionale italiana dal 1913. <span style="font-size: 16px;">Il</span><span style="font-size: 16px;"> </span><span style="font-size: 16px;">Mister portò nella penisola tecniche d&#8217;allenamento all&#8217;avanguardia. Decisivo fu l&#8217;arrivo di due grandi centravanti britannici, <strong>Grant</strong>, <strong>Walsingham,</strong> e il giovane terzino <strong>De Vecchi</strong>.</span></p>
<h2>Garbutt e gli anni d&#8217;oro del grande Genoa</h2>
<p>Finita la guerra, la società dovette rimboccarsi le maniche a causa di numerose perdite. <strong>Tra il 1922-1923 il <em>Grifone</em> raggiunse di nuovo il proprio apice, vincendo l&#8217;ottavo scudetto senza subire sconfitte nei 28 incontri disputati.</strong></p>
<p>Vennero ingaggiate giovani promesse che successivamente fecero la storia del calcio. Il portiere <strong>Giovanni De Prà</strong>, noto come <strong>&#8220;il Ragno&#8221;</strong>, che divenne una colonna portante del Genoa e della Nazionale italiana. Celebre per la sua resistenza al dolore, De Prà continuò a giocare con un braccio rotto durante una partita olimpica contro la <strong>Francia</strong>. Nel 1929 fu premiato come miglior portiere internazionale, insieme allo spagnolo <strong>Zamora</strong>.</p>
<p>Accanto a lui <strong>Renzo De Vecchi</strong>, soprannominato <strong>&#8220;Figlio di Dio&#8221;</strong>, fu un altro punto fermo del Genoa e della Nazionale, affiancato dal terzino olimpico <strong>Delfo Bellini</strong>.</p>
<h2>Genoa-Bologna: la partita degli spari</h2>
<p><a href="https://www.calciostyle.it/notizie/lenciclopedia-della-serie-a-parte-prima/amp">Nel 1925, il campionato italiano non era a girone unico</a>. Per vincere il titolo si disputava una doppia finale tra le vincitrici delle Leghe Nord e Sud. Il Genoa, campione in carica, e il <strong>Bologna</strong>, emergente, si affrontarono in una finale della Lega Nord che divenne leggendaria per la sua durata e intensità. La sfida, che avrebbe dovuto risolversi in due partite, si trasformò in una battaglia di cinque incontri, tra maggio e agosto, segnata da tensioni sia in campo che fuori.</p>
<p>Le prime due partite finirono con una vittoria per parte, portando allo spareggio a Milano, giocato il 7 giugno, dove il Genoa era in vantaggio per 2-0. Tuttavia una controversa decisione arbitrale, che assegnò un gol al Bologna, scatenò disordini tra i tifosi e l&#8217;arbitro convalidò il pareggio. Entrambe le squadre fecero ricorso, ma la Lega Nord decise di ripetere la partita a Torino il 5 luglio. Il match finì ancora in pareggio e fu caratterizzato da scontri violenti tra tifosi alla stazione di Porta Nuova, <strong>culminati in una sparatoria che ferì due tifosi genoani</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo incontro, giocato a porte chiuse il 9 agosto a Milano, fu vinto dal Bologna 2-0</strong>. Il Bologna vinse il suo primo scudetto , ma l&#8217;eco di quella tumultuosa finale risuona ancora oggi.</p>
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Aggiornato al 07/09/2024 12:01
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