Dicono che in amore la crisi del settimo anno sia soltanto una leggenda, ma ciò che sta avvenendo tra la Dea e il suo capitano è qualcosa di incredibile e inaspettato. Dopo 252 presenze e 59 gol complessivi e dopo aver trascinato l’Atalanta tra le prime squadre in Europa, il Papu è giunto ormai ai saluti, perché la rottura, nonostante i tentativi di riavvicinamento, pare ormai insanabile.

Negli scorsi giorni è stato scritto tanto sui possibili motivi: si è passati da motivazioni tattiche, da capacità nel ricoprire il ruolo così come lo intende Gasperini, al fatto che il Papu fosse stato troppo distratto dalla chiamata della Nazionale argentina.

Papu intoccabile

La verità però pare essere un’altra: da indiscrezioni trapelate da fonti vicine all’ambiente, pare che la lite sfociata tra Gasperini e Gomez sia stata solo il pretesto per l’allenatore per liberarsi di una personalità carismatica cresciuta anno dopo anno, fino a diventare ingombrante e pericolosa per tutto l’ambiente.

Pare infatti che il vero motivo del litigio debba essere ricondotto ai troppi privilegi di Gomez vantati non solo verso la spogliatoio, ma verso tutta la Società stessa, privilegi che avevano ripercussioni negative sul comportamento e sulla disciplina che il capitano dovrebbe avere, quasi a dire “il Papu è il Papu e non si tocca. Mai.”

Una situazione sempre più complessa per il Mister, che ad un certo punto è divenuta insopportabile, tanto da mettere in discussione l’autorità di Gasperini nei confronti di tutto il gruppo e a costringerlo a chiederne la cessione, perché per raggiungere grandi obiettivi occorre mantenere il gruppo compatto e con 2 leader del genere, uno è di troppo.

E’ stato allora che la Società, costretta a fare una scelta, si è schierata con Gasperini, l’unico davvero intoccabile per la Dea e per continuare ad inseguire quelli che, soprattutto grazie a lui, prima si chiamavano sogni oggi si chiamano obiettivi.