Dopo la proposta di Mediapro per creare il canale televisivo della Lega Serie A su cui da mesi ci stanno ragionando le società con il colosso spagnolo-cinese, ieri ci sono state le prime mosse per i diritti tv della Serie A per il triennio 2021-24 anche da parte di chi detiene i diritti fino alla prossima stagione: Sky e DAZN. Ieri i broadcaster licenziatari dei diritti tv per il triennio in corso sono stati ricevuti dal Consiglio di Lega. Per Sky erano presenti tra gli altri il Ceo di Sky Italia Maximo Ibarra e Marzio Perrelli, Executive Vice President Sky Sport. Per Perform (DAZN) c’erano il Ceo Veronica Diquattro e Jacopo Tonoli Chief Commercial Officer di Perform.

La proposta di Mediapro

L’ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo ha dichiarato che Mediapro ha presentato la propria offerta e che sarà valutata attentamente. Da quel che trapela Mediapro ha confermato l’offerta per un valore di 1,15 miliardi di euro a stagione (1,3 circa con i diritti di archivio, la produzione, la raccolta pubblicitaria e marketing) con un’opzione di rinnovo tra le parti per altri tre anni a certe condizioni economiche. L’offerta si potrebbe consolidare solo se attraverso il bando rivolto ai broadcaster, atteso entro aprile, la Lega dovesse incassare meno di 1,15 miliardi di euro.

Sky e DAZN pronte al rilancio

Queste invece le dichiarazioni di De Siervo, a margine del Sport&Business summit organizzato dalla 24Ore Business School, sulle dichiarazioni di intento di Sky e DAZN: «Sky e Dazn hanno confermato il loro interesse verso la Serie A, per noi è un fatto estremamente positivo. E’ stato un consiglio di Lega molto proficuo, hanno chiesto loro di essere ascoltati. Sky ha presentato il nuovo management, con il nuovo ad che ha ribadito interesse Sky verso la Serie A e questo per noi è un fatto estremamente positivo. Lo stesso ha fatto Dazn all’interno di un piano industriale che vede la Serie A al centro dello sviluppo in Italia e in altri 7 paesi all’estero».  Una partita tutta da giocare tra i vari broadcaster televisivi, pronti a ricoprire d’oro il calcio italiano che sta tentando, affannosamente, di tornare ai fasti d’un tempo.