L’avventura fino ad ora di Kevin-Prince Boateng con la maglia viola non sta decollando così come tutti i tifosi si sarebbero aspettati. Arrivato per dare maggiore peso alla manovra offensiva gigliata, fino ad ora il Boa sta deludendo le aspettative e pensare il peso che si sta portando dietro scegliendo la maglia numero 10 invece della consueta 27…

Qualche amichevole buona, poi goal, subito, alla prima di campionato contro il Napoli, una botta da fuori che non ha lasciato scampo a Meret e una condizione fisica che sembrava fare invidia a molti. Poi il buio più totale.

Complice il ruolo di ‘falso nueve’? Possibile, visto che il ghanese attaccante puro non lo è mai stato, ma ha cercato di diventarlo per volere del suo ex tecnico De Zerbi che, al Sassuolo, vedeva lui come riferimento principale per liberare Berardi e Di Francesco. Perché, allora, non provarlo in una posizione più arretrata come mezzala – suo ruolo originario – o trequartista?

Il beneficio di tutta la squadra

A beneficiare di questo cambio di posizione non potrebbe essere che tutta la squadra, che in questo modo troverebbe una maggiore identità garantendo a Vlahovic molti più minuti in campo e a Pedro di ambientarsi più velocemente. Inoltre, Boateng potrebbe così andare ad arricchire un reparto, quello di centrocampo, ancora in fase di costruzione e momentaneamente in difficoltà, con Badelj finora troppo discontinuo e Benassi ai margini delle scelte dell’aeroplanino.

Se posizionato interno, potrebbe far rifiatare ogni tanto Castrovilli oppure lo stesso numero 5 viola, dando la possibilità a Pulgar di tornare nel ruolo di regista e formare con Gaetano un ottima metà campo di qualità. Se trequartista, Prince giocherebbe dietro a Chiesa e – presumibilmente – Vlahovic, offrendo loro palloni molto interessanti.

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