GENNARO GATTUSO PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong>Il nuovo commissario tecnico dell&#8217;Italia, Gennaro Gattuso, ha parlato nella conferenza stampa di presentazione. Con lui presenti Gravina e Buffon.</strong></p>
<p><strong>Gennaro Gattuso</strong>, nuovo commissario tecnico della <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/ambrosini-gattuso-ideale-per-litalia-ancelotti-non-avra-un-lavoro-facile"><strong>Nazionale Italiana</strong></a>, è intervenuto nella conferenza stampa di presentazione assieme al presidente della <strong><a href="https://www.figc.it/it/home/">FIGC</a> Gravina</strong> e il capo delegazione azzurra, <strong>Buffon</strong>.</p>
<p>L&#8217;ex centrocampista è subentrato all&#8217;esonerato <strong>Spalletti</strong>, mandato a casa dopo la pesante sconfitta alla prima giornata di qualificazione al <strong>Mondiale</strong> contro la <strong>Norvegia</strong>. L&#8217;obiettivo di <em>Ringhio</em> sarà ovviamente quello di eliminare qualsiasi possibilità di non qualificarsi, per la terza volta consecutiva, alla <strong>Coppa del Mondo</strong>.</p>
<div id="attachment_474261" style="width: 1010px" class="wp-caption alignnone"><img aria-describedby="caption-attachment-474261" class="size-full wp-image-474261" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/06/gattuso-3.jpg" alt="Italia" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-474261" class="wp-caption-text">GENNARO GATTUSO SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<h2>Italia, le parole di Gattuso</h2>
<p>&#8220;Questo è un sogno che si avvera, spero di essere all&#8217;altezza. So che il compito non è facile ma di facile nella vita non c&#8217;è nulla. Io e io mio staff sappiamo che c&#8217;è tanto da lavorare, ma c&#8217;è la consapevolezza di poter fare un grandissimo lavoro. C&#8217;è da lavorare, da andare in giro e parlare coi giocatori per entrare nella loro testa. Sento dire da tanti anni che non c&#8217;è talento, ma io penso che i giocatori ci siano e dobbiamo solo metterli nella condizione di farli esprimere al massimo. L&#8217;obiettivo è riportare l&#8217;Italia al Mondiale, per noi e per il nostro calcio è fondamentale&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa bisogna fare?</strong></p>
<p>&#8220;Dobbiamo ritrovare l&#8217;entusiasmo, non pensare in modo negativo. Chi viene a Coverciano deve arrivarci con entusiasmo, creare una famiglia credo sia la cosa più importante. Oltre la tecnica e la tattica dobbiamo ritrovare quel gruppo che per tanti anni ci ha contraddistinto nel mondo&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa ha prevalso in te quando hai preso questa scelta?</strong></p>
<p>&#8220;La convinzione di avere a disposizione giocatori importanti, 4-5 giocatori di questo gruppo sono tra i primi dieci nei loro ruoli. Però ripeto: squadra, non singoli giocatori. Sono convinto che la squadra abbia dei valori e si possa raggiungere l&#8217;obiettivo. Quando Buffon e Gravina mi hanno chiamato non ho esitato un istante, credo abbiamo le doti per raggiungere l&#8217;obiettivo&#8221;.</p>
<p><strong>Che identità bisogna ritrovare?</strong></p>
<p>&#8220;Quest&#8217;anno in Serie A c&#8217;era il 68% di giocatori stranieri e questo dato deve farci riflettere. A livello di settore giovanile è stato fatto un grande lavoro, ma poi dopo l&#8217;Under 19 i calciatori si perdono un po&#8217;. Quest&#8217;anno all&#8217;Hajduk giocavo con 2005, 2006, 2007&#8230; Dobbiamo dare spazio ai giovani. Stare fuori due volte dal Mondiale non è semplice, per questo motivo dobbiamo ritrovare entusiasmo perché con la paura non si va da nessuna parte&#8221;.</p>
<p><strong>La Russa ha fatto un po&#8217; di polemica</strong>&#8230;</p>
<p>&#8220;Spero di fargli cambiare idea. Ma posso assicurarti che nel 2005 sono stato male dopo la finale, volevo lasciare il Milan. Su La Russa: spero di fargli cambiare idea e di raggiungere l&#8217;obiettivo&#8221;.</p>
<p><strong>Che Gattuso vedremo?</strong></p>
<p>&#8220;La figura da calciatore è difficile da cancellare. Tutti pensano a un Gattuso tutto cuore e grinta, ma oggi un Gattuso nella mia squadra non lo metterei per come voglio giocare. Questa è la verità. Bisogna analizzare bene: con cuore e grinta non si sta undici-dodici anni ad allenare. Mi piace aggiornarmi, parlare di calcio. Negli ultimi anni il calcio è cambiato, ogni calciatore ha una testa e non tutti sono uguali. Oggi i calciatori sono più professionisti, ma fanno un po&#8217; più fatica a fare gruppo&#8221;.</p>
<p><strong>Puoi spiegarci questa squadra di collaboratori e dei tuoi risultati?</strong></p>
<p>&#8220;Ho Bonucci nel mio staff e poi altri cinque componenti che lavorano da anni con me. Prandelli, Zambrotta e Perrotta ci daranno una mano insieme a Viscidi. Io col Napoli ho perso una Champions con 77 punti, col Milan non ci sono andato per un punto. Con l&#8217;Hajduk dopo 19 anni ci siamo giocati il campionato con una squadra imbottita di giovani. Dipende poi come vengono scritte le cose: poi solo una squadra vince il campionato, solo una vince. Poi però bisogna vedere il lavoro e come ha lavorato, se ha fatto crescere i giovani e la squadra&#8221;.</p>
<p><strong>Come cambia il tuo lavoro da CT?</strong></p>
<p>&#8220;La quotidianità sarà diversa. Spero di non stressare i colleghi della Serie A e chi lavora all&#8217;estero, l&#8217;obiettivo è vedere un paio di giorni di allenamento, parlare coi giocatori e vedere le partite. Sarà questa la vita, treni, aerei, vedere i giocatori e fare le scelte migliori&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Cosa hai preso da Lippi? Cosa ti ha detto a telefono?</strong></p>
<p>&#8220;Cosa ha detto non posso dirlo.. MI ha detto sei CT, capite dove voglio arrivare&#8230; (ca*** tuoi, ndr). Io spero di fare ciò che ha fatto Marcello: non dico alzare la Coppa al cielo, ma creare quell&#8217;alchimia nello spogliatoio. Spero di ricreare quel senso di appartenenza, voglio vedere giocatori che arrivano a Coverciano col sorriso, che stanno bene. Devo riuscire a interagire coi giocatori in maniera corretta, i tempi sono cambiati e bisogna essere bravi a entrare nella loro testa, nel modo giusto. Non pensare che loro devono cambiare, siamo noi a dovergli andare incontro&#8221;.</p>
<p><strong>Quale messaggio ti ha colpito di più in questi giorni?</strong></p>
<p>&#8220;Tanti messaggi. Sicuramente sentire i miei genitori emozionarsi per l&#8217;opportunità che mi ha dato la Federazione è stato un bel momento, di gioia. Poi tanti altri messaggi ma sentire papà e mamma emozionarsi ancora è stato bello&#8221;.</p>
<p><strong>Sull&#8217;attacco e sulla mancanza di goal?</strong></p>
<p>&#8220;In questo momento nel nostro campionato abbiamo il 40% di squadre che giocano a 3 e il 60% a 4. Ma non contano i moduli, dobbiamo mettere i giocatori al posto giusto. In questo momento bisogna giocare nella metà campo avversaria, dobbiamo creare e fare male in area avversaria. Poi a 3 o 4 cambia poco, dobbiamo fare male e stare bene in campo&#8221;.</p>
<p><strong>Caso Acerbi?</strong></p>
<p>&#8220;Bisogna capire il perché. Ho chiesto a Gravina e Buffon di aiutarmi, di capire i bisogni dei giocatori e stargli vicino con tutti gli attrezzi che abbiamo. Per non creare scuse o precedenti, chi è convocato sta a Coverciano come si faceva una volta. Se poi non si riesce a far guarire il giocatore, lo si fa tornare al club di appartenenza. Quando un giocatore gioca 50/60 partite i dolori ci sono sempre, bisogna andare oltre. La cosa importante è stare assieme e non creare precedenti&#8221;.</p>
<p><strong>Ha già parlato con qualche giocatore? Tornerà qualcuno?</strong></p>
<p>&#8220;In questi giorni ho chiamato 35 giocatori, ho sentito tutti. Anche Chiesa, a cui ho detto di giocare con continuità. Sono giocatori che sono stati fuori ma che possono dare una mano. Ma a parlare è il campo: se si fanno le cose bene, le porte della Nazionale sono aperte&#8221;.</p>
<p><strong>Sente pressione? Ha visto la partita con la Norvegia?</strong></p>
<p>&#8220;La pressione la porta questa maglia, che ci ha visti vincere 4 Mondiali. La partita con la Norvegia l&#8217;ho vista: loro andavano 3 volte più forte, tanti giocatori venivano da una sconfitta pesante in Champions. La squadra non ha avuto la forza della Norvegia&#8221;</p>
<p><strong>Cosa salva dell&#8217;Italia di Spalletti?</strong></p>
<p>&#8220;Con Luciano ci siamo sentiti e di lui ho una stima incredibile, è un maestro che mastica calcio da tanti anni. Ogni anno riesce a fare cose nuove, c&#8217;è grande stima. In questo momento devo vedere cosa vogliamo fare, ma la sua professionalità è incredibile. Ha fatto un lavoro importante con la maglia della Nazionale. Cambiamenti non se ne possono fare, c&#8217;è poco tempo&#8221;.</p>
<p><strong>Su cosa sarà intransigente?</strong></p>
<p>&#8220;Se non vedo calciatori che vanno a 100 all&#8217;ora&#8230; Bisogna far parlare il campo, bisogna stare lì e andare a mille all&#8217;ora. Per me quando l&#8217;allenamento inizia bisogna pedalare, andare. La squadra deve lavorare con serietà e impegno, poi a ciò che succede fuori dal campo non do importanza. Non posso fare il sergente di ferro o il poliziotto, ma quando un giocatore si allena deve andare sempre a mille allora&#8221;.</p>
<p><strong>Che lezione di vita dai ai tuoi concittadini?</strong></p>
<p>&#8220;Io non devo dare lezioni di vita. La Calabria è una terra bellissima e dico ai giovani di seguire la strada giusta, quello dello studio e del fare le persone perbene. Speriamo di far parlare la nostra terra anche per cose positive perché è una terra incredibile&#8221;.</p>
<p><strong>Ha avuto tempo di emozionarsi?</strong></p>
<p>&#8220;Sinceramente no, subito pensieri e responsabilità. Tanto stress e voglia di fare. Io posso promettere solo impegno e passione, voglio entrare nella testa dei giocatori. Dobbiamo parlare come un noi, non come un io. Poi sugli aspetti tecnici e tattici i giorni sono pochi, starà a noi fare meno danni possibili. La cosa più importante sarà tirar fuori dai calciatori voglia, entusiasmo e senso di appartenenza&#8221;.</p>
<p><strong>C&#8217;è Acerbi tra i 35 giocatori sentiti?</strong></p>
<p>&#8220;No, non ho parlato con lui. Acerbi sta dando al calcio, si è parlato tantissimo ma non è una problematica che ha toccato me. Da parte mia le scelte però sono diverse: nulla contro Acerbi ma non l&#8217;ho chiamato, anche se c&#8217;è rispetto e stima. Ho chiamato giocatori più giovani che in questo momento credo ci possano dare una mano&#8221;.</p>
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Aggiornato al 19/06/2025 12:07
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