Questione stadio: AdL e Comune ai ferri corti

Il glorioso Stadio San Paolo di Napoli fu inaugurato il 6 dicembre del 1959 nel quartiere Fuorigrotta.E’ sempre stato la “casa del Napoli” ed ha anche ospitato alcune partite degli Europei del ‘68 e dell’80, nonché moltissime altre partite della nazionale italiana, e numerose gare delle Olimpiadi romane del ’60.

Lo Stadio San Paolo

Per sette anni vi si è esibito il calciatore più forte di sempre, Maradona, ed ha comunque visto all’opera tanti altri campionissimi sia del Napoli che delle altre squadre che vi venivano a giocare.Calciatori, allenatori, dirigenti del Napoli e delle altre compagini sono spesso rimasti ipnotizzati dall’effetto S.Paolo; cioè dall’urlo degli 80.000 spettatori che spingevano gli azzurri nelle partite.Un vero e proprio popolo di tifosi che ancora oggi, sebbene la capienza sia stata dimezzata, rappresenta “il 12° uomo in campo”.E’ rimasta famosa una frase del grande Yaya Touré che , in una partita di Champions di qualche anno fa, tra Napoli e Manchester City, dopo aver visto lo stadio completamente pieno ed ascoltato il famoso urlo dei tifosi azzurri quando finiva l’ aria che preannuncia le partite del torneo per club più prestigioso, dichiarò di aver pensato:”Ok, stasera siamo nei guai!”
Il S.Paolo fu ristrutturato in occasione dei mondiali’90, ma in modo rabberciato, infatti già dopo pochi anni iniziarono a manifestarsi problemi sia estetici che funzionali.Oggi tutti i tifosi sostengono a ragione di pagare prezzi sproporzionati per le partite del Napoli, data la fatiscenza dell’impianto stesso, che De Laurentiis ha elegantemente definito “un cesso”.

Di chi sono le colpe di questa situazione?

Quando ADL acquistò il Napoli trovò un’amministrazione comunale molto ben disposta nei suoi confronti, ma in seguito con l’elezione dell’attuale sindaco De Magistriis, c’è stato un graduale e costante inasprimento dei rapporti fino alla rottura odierna.Ogii il S.Paolo versa in pessime condizioni .I tifosi, a ragione, nei vari blog sostengono che:” La struttura versa veramente in condizioni miserevoli. Addirittura in tribuna Posillipo, cioè dove i biglietti costano di più, i bagni sono vergognosi e i sediolini sono identici a quelli marci e vecchi delle curve. Un bar minuscolo adiacente alla tribuna con prezzi assurdi…assolutamente non all’altezza del blasone e della storia di questa squadra e di questa città. Soprattutto considerando che i biglietti non sono affatto regalati, anzi. Non si può riservare questo trattamento ai propri tifosi”.Questa situazione è il frutto di uno scarica-barile tra Comune e Adl che va avanti da anni sulla base di due convenzioni pubbliche di cui l’ultima scaduta nel 2015, non rinnovata.
Il testo però di quest’ultima indica la responsabilità circa la manutenzione ed i costi e ricavi dello stadio, prevedendo che:” L’Ente pubblico paga le manutenzioni ordinarie e straordinarie che rendono il bene patrimoniale di sua proprietà compatibile coi match internazionali che gioca il club privato (e dal quale guadagna solo il club privato). La gestione della pubblicità sull’impianto (che riguarda quella cartellonistica, fonica, video) ha un patto fortemente vantaggioso per la squadra azzurra: appena il 4% degli introiti va all’Amministrazione comunale, esclusi gli introiti per la vendita delle pubblicità installate nelle aree coperte dal campo (spogliatoi, salette riservate, bouvette, eccetera). De Laurentiis è proprietario di tutti i diritti di riproduzione, commercializzazione e proiezione delle immagini girate al San Paolo di Fuorigrotta senza dovere un cent all’Ente pubblico.

Il costo del San Paolo

Per il campionato di calcio la SSC Napoli paga il 6% sugli incassi netti delle partite di serie A Tim e di Champions League (articolo 12) e il 6% sugli abbonamenti fino ad un tetto massimo di 100mila euro. Quali gli obblighi a carico del “concessionario”, ovvero del club azzurro di Hamsik e Higuain? Manutenzione del terreno di gioco, salette riservate, spogliatoi, biglietterie, servizi igienici e così via (Articolo 3 della convenzione).” Quindi Il Comune si deve occupare di tutta la manutenzione dell’impianto, mentre Adl di quella del terreno di gioco, servizi igienici etc..Tale convenzione non è stata rinnovata e negli ultimi 2 anni la società azzurra non ha pagato nulla al Comune, a detta dell’assessore cittadino allo sport Borriello! Però si deve anche aggiungere che lo stesso assessore nel Giugno scorso aveva annunciato che la ristrutturazione del S.Paolo in vista delle Universiadi prossime (rifacimento dei sediolini, della pista d’atletica, nuovi maxi schermi etc…)sarebbe stata completata prima possibile; mentre tuttora i lavori sono in colpevole ritardo!!Così si è arrivati alla rottura attuale che vede il Comune chiedere al Napoli il 10% degli incassi delle partite disputate al San Paolo dal 2016 in poi e De Laurentiis che, per questa stagione ha addirittura sospeso la campagna abbonamenti, minacciando (ma lo ha già fatto tante altre volte in passato) di costruire un nuovo stadio, più piccolo e funzionale, in provincia di Napoli.Insomma per l’ inadempimento totale e/o parziale di entrambe le parti, indovinate chi da anni ci rimette!

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