Il mondo moderno, la globalizzazione e i nuovi stili di vita, a cui gli esseri umani hanno prodigato, sono ormai parte integrante della nostra quotidianità ed hanno notevolmente influenzato l’intero apparato societario che ci circonda. Nondimeno, anche il mondo del calcio ha subìto l’influenza di questa, se possiamo dirlo, evoluzione.

Techno Football

Uno degli aspetti alla base della nostra esistenza è certamente considerato la tecnologia, che ha fatto di Internet lo strumento principale per svolgere ogni cosa, ma che ha generato ulteriori dispositivi elettronici capaci di facilitare le nostre azioni giornaliere. Questa realtà gioca un ruolo ormai necessario nel calcio.
Entrata in vigore durante il campionato di Serie A 2017/2018, il VAR (Video Assistant Referee) ha, senza dubbio, scatenato molto scalpore tra il pubblico e nella critica, essendo un sistema di aiuto-guida delle partite per gli arbitri. Si tratta della possibilità per gli ufficiali di gara di riguardare azioni dubbie appena accadute, tramite dei filmati, prima di decretare sentenze. Nel corso degli ultimi anni, il sistema VAR si è diffuso nell’intero apparato calcistico, tuttavia risulta ancora oggetto di discussioni.
Ma questa non è altro che una delle diverse invenzioni che la tecnologia ha importato nello sport più seguito d’Italia, basti citare anche la Goal-Line Technology.

Non più solo “da uomini”

La disciplina del calcio è stata sempre associata alla figura maschile, poiché non era molto comune vedere una donna sugli spalti. Nonostante tutto, queste “barriere” sono state abbattute e, infatti, stiamo assistendo, negli ultimi 10-15 anni circa, ad una maggior normalità nel trovare una tifosa manifestare la sua passione per il calcio. Effettivamente, prima dell’emergenza sanitaria che ha costretto il mancato accesso di persone all’interno degli stadi, era molto piacevole notare una ricca presenza di intere famiglie nei campi sportivi per la visione delle manifestazioni calcistiche (non solo di uomini che usavano ritrovarsi lì per “staccare” dalla routine quotidiana).
In verità, anche il fenomeno del calcio femminile si è fatto strada fino a conquistarsi un posto nel calcio che conta. Molte squadre, invero, sono sorte alla pari di quelle maschili, dando inizio a veri e propri campionati – così come la Women’s Champions League, a livello europeo – permettendo a tutte le ragazzine di poter coltivare il loro sogno di diventare calciatrici. Oltretutto, la Nazionale Femminile ha fatto passi da gigante, sfiorando nel 2019 l’impresa di tentare di vincere il Mondiale.

Epidemia che tutto porti via

Le pandemie sono sempre esistite (peste, vaiolo, influenza spagnola) ed hanno provocato un numero spaventoso di morti. Il 2020, infatti, verrà ricordato come l’anno del Coronavirus, l’endemia che ha rinchiuso il mondo in quarantena, scatenando danni seri alle economie e alla sanità di tutti i paesi. Ma cos’ha cambiato nel calcio che conosciamo?
Beh, di certo era inevitabile che i campionati in corso venissero sospesi, visto il crescente numero dei contagi. Ciononostante, è stata approvata la ripresa delle partite, bensì con delle limitazioni. Innanzitutto, gli stadi vuoti, a porte chiuse (ritornando al discorso tecnologia, le emittenti televisive che trasmettono i match hanno potuto “nascondere”, tramite computer, la triste assenza di pubblico con l’effetto dei “tifosi finti” sugli spalti). Oltretutto, sono state ampliate a cinque le sostituzioni per ogni team anche per il prossimo campionato, al fine di garantire una rotazione dei giocatori, dato che sono stati costretti a riprendere a giocare in estate, sostenendo ritmi e orari diversi, più pesanti (dovuti, in particolare, al lockdown che li ha tenuti in casa per oltre due mesi). Il virus ha gravato sull’aspetto economico delle società, molte delle quali costrette al fallimento o con dei debiti alti per ristabilire un equilibrio finanziario.
In definitiva, la credenza che lo sport sia un universo completamente a sé e lontano dall’attualità non può che confermarsi tale, perché oggigiorno il mondo globalizzato ha “collegato” tutti i settori della società, rendendoli essenziali alla sopravvivenza dell’ambiente industriale.