<p><strong>Ieri è venuto a trovarci in redazione il nostro amico Tiziano Maggiolini, ex calciatore, terzino sinistro che ha giocato in serie B e C1.</strong></p>
<p>Romano cresciuto nel quartiere Talenti, nell&#8217;arco di una carriera durata <strong>16 anni</strong> <a href="https://aic.football.it/scheda/4472/maggiolini-tiziano.htm">Tiziano</a> ha giocato quasi <strong>300 partite</strong> in serie <strong>C1</strong>, ha segnato <strong>24 gol</strong>, girato molto e fatto parte di diverse squadre, fra cui il <strong>Venezia</strong> e il <strong>Palermo</strong>.</p>
<p>Ci ha raccontato la sua esperienza di <strong>giocatore</strong> e di <strong>imprenditore</strong> di progetti legati alla sanità e allo sport.</p>
<h2>Una passione precoce</h2>
<p><em>G: Tiziano, com&#8217;è nata la tua passione per il calcio?</em></p>
<p>T: A <strong>cinque anni</strong>. Ho iniziato quando mio <strong>fratello</strong> grande, che ha quattro anni in più di me, giocava già a calcio. Andando a vedere lui mi sono appassionato.<br />
In famiglia siamo sempre stati appassionati di calcio e in particolare della <strong>Roma</strong>.</p>
<p>Da lì ho iniziato nel settore giovanile dell&#8217;<strong>Achillea, fino a che non ho fatto i provini con la Lodigiani</strong>: di trecento ragazzini, ne sceglievano diciotto. E io sono stato preso, all&#8217;età di <strong>10 anni</strong>. Ho poi esordito in <a href="https://www.lega-pro.com/"><strong>C1</strong></a> con la Lodigiani a 16 anni.<br />
In campionato iniziai a giocare a 18 anni e andò subito bene: il primo anno segnai 6 gol in campionato e 4 in <strong>Coppa Italia</strong>.</p>
<p>A fine carriera, quando mi ritrovai a giocare nel <strong>Latina</strong>, mi resi conto che <strong>il calcio era cambiato</strong>. Non era più quel calcio che avevo avuto la fortuna di vivere, soprattutto in categorie inferiori come la C1.</p>
<h2>Un calcio diverso</h2>
<p><em>G: E com&#8217;era diventato?</em></p>
<p>T: Era <strong>meno performante</strong> e <strong>meno meritocratico</strong>. Il calcio mi piaceva solo quando stavo nel rettangolo verde. Fuori era diventato combattere per i contratti.<br />
Io ho vinto premi, come quello con la Lodigiani come miglior giovane della C1, in un periodo nel quale i riconoscimenti li ricevevi se dimostravi qualcosa.</p>
<h2>Ripensare la propria vita</h2>
<p><em>G: Com&#8217;è avvenuto il distacco dalla carriera di giocatore professionista?</em></p>
<p>T: A 27 anni ho avuto un <strong>figlio</strong> e questo mi ha portato a fare determinate scelte. Anche se avevo l&#8217;opportunità di andare in serie B, non ci sono andato perché non ne avrei tratto un vantaggio sul piano economico. Per me, <strong>il calcio è sempre stato anche un lavoro</strong>.</p>
<h2>L&#8217;importanza dello studio</h2>
<p>Nel frattempo ho<strong> studiato e mi sono laureato</strong>: prima in <strong>Scienze Motorie</strong>, poi in <strong>Fisioterapia</strong>. Oggi lavoro nel settore da imprenditore e con due lauree. La mia famiglia ha saputo consigliarmi bene e ho fatto molti sacrifici per poter essere dove sono oggi.</p>
<p>Non si pensa mai all&#8217;<strong>età dei calciatori</strong>. Io ho esordito a 16 anni: a quell&#8217;età sei ancora un bambino, vai al liceo, è <strong>difficile resistere alla pressione</strong>.</p>
<p>Ho conosciuto tanti ragazzi, anche molto bravi, che hanno smesso o che <strong>non hanno studiato e poi si sono pentiti</strong>, hanno continuato a giocare fino a 38-39 anni e poi si sono resi conto di non poter trovare un altro lavoro che gli piacesse come quello del calciatore.</p>
<h2>Le squadre come luogo formativo</h2>
<p><em>G: Qual&#8217;è stata la squadra di calcio dalla quale hai imparato di più, sia sul piano umano che sul piano professionale?</em></p>
<p>T: A livello <strong>umano</strong> sicuramente il <strong>Palermo</strong>: per la prima volta ho vissuto una realtà simile a quella di Roma. Lì ti consideravano un calciatore importante. Sono rimasto molto legato a Palermo, è una città meravigliosa di persone meravigliose.</p>
<p>A livello <strong>tecnico</strong>, anche se per pochissimo tempo, l&#8217;esperienza più importante è stata il <strong>Venezia: Cesare Prandelli </strong>era un vero maestro, in un attimo ti trasmetteva tantissimo.</p>
<p><em>G: Hai segnato 24 gol. Qual è stato quello più memorabile?</em></p>
<p>T: La risposta è semplice: il <strong>gol di promozione del Palermo in serie B</strong>. C&#8217;erano 50.000 persone e lo stadio era completamente rosa.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-199068" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2022/02/palermo-1024x679.jpeg" alt="Il Palermo di Tiziano Maggiolini" width="600" height="398" /></p>
<h2>Il calore del Sud</h2>
<p><strong>Il calcio lo fanno le persone.</strong><br />
Ho giocato la maggior parte della mia carriera al <strong>Centro-Sud</strong>, dove ho ricevuto tantissimo <strong>calore</strong> da parte delle persone.<br />
Nutrono una passione incredibile, quasi famelica, e te la trasmettono. Nel bene e nel male.</p>
<h2>Oltre alla serie A</h2>
<p><strong>Il calcio non è solo serie A</strong>. Dicono: fai il calciatore. Ma poi magari sei costretto a dormire in macchina perché la tua società ti paga in ritardo oppure non ti paga affatto e non onora gli impegni.</p>
<p><strong>Non si parla mai della vita di un calciatore che gioca in altre categorie</strong>: non basta che ne parlino solo le tv locali. Bisogna occuparsene di più, anche per dare visibilità a molti giocatori bravissimi che non sono in serie A.</p>
<p><em>G: A un giovane che vuole intraprendere la tua strada oggi cosa consiglieresti?</em></p>
<p>T: Quando si arriva all&#8217;agonismo, <strong>bisogna prima di tutto diventare piccoli uomini e piccole donne sportivi</strong>. Non dimenticherò mai <strong>Malvicini</strong>, alla Lodigiani, che a noi insegnò a chiudere l&#8217;acqua sotto la doccia e a spegnere la luce quando uscivamo dallo spogliatoio.</p>
<p><strong>Disciplina</strong>, <strong>impegno per lo studio</strong>: questi erano i valori fondamentali. Perché &#8220;sono 5 milioni i bambini che giocano e 100.000 quelli che diventano professionisti&#8221;.</p>
<p>Gli direi anche di essere <strong>cauto</strong>, perché oggi è diventato <strong>più facile arrivare al professionismo</strong>, visto che la qualità si è abbassata, ma è anche <strong>più facile uscirne</strong> <strong>velocemente</strong>.</p>
<h2>Lo sport da &#8220;ex&#8221; sportivo</h2>
<p><em>G: Come vivi il calcio e lo sport oggi?</em></p>
<p>T: <strong>Non mi sono mai allontanato completamente dal calcio</strong>: quando mi sono ritirato, stracciando il contratto con il Latina, sono andato a giocare in <strong>seconda categoria</strong> con alcuni amici, e sono diventato presidente del <strong>Football Montesacro</strong>.</p>
<p>Ho dato tutto allo sport, ma non vorrei mai smettere. <strong>Continuo ad andare a correre e a giocare</strong> nonostante abbia messo una protesi a 40 anni. Ho dovuto togliere il menisco in seguito a un infortunio avuto a 17 anni, mi sono ripreso velocemente ma ho continuato a giocare e ho perso completamente la cartilagine.</p>
<p>Non riuscivo più a camminare ma grazie a una <strong>protesi</strong> di ultima generazione, non cementata, sono potuto tornare a praticare sport (e a correre dietro il suo bellissimo pastore tedesco Grut, ndr).</p>
<h2>I progetti: sport e sanità</h2>
<p><em>G: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?</em></p>
<p>T: Da presidente del <strong>Football Montesacro</strong>, gestisco ragazzi dai 17 ai 25 anni e una sezione Juniores. Ho il sogno di trovare uno spazio, che poi diventerebbe la sede ufficiale della mia squadra, ma che possa diventare anche una <strong>polisportiva</strong>: amo tutti gli sport, per me sono tutti uguali.</p>
<p>In questo periodo sono molto impegnato sul fronte <strong>sanità</strong> (a Roma, Tiziano gestisce anche i poliambulatori specialistici di famiglia che portano il suo nome, ndr), anche legata al Covid, e mi occupo di fisioterapia.</p>
<p>Vorrei allargare il servizio e fare il più possibile <strong>prevenzione sanitaria</strong>, anche legata al mondo sportivo. Si dà troppa poca importanza ai certificati medici sportivi: per me sono una cosa seria. Come i check up al cuore, che sono fondamentali per stare in buona salute.</p>
<p><em>G: Hai qualche rimpianto?</em></p>
<p>T: Non aver mai esordito in serie A. Mi è rimasta la curiosità.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-198731" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2022/02/tiziano2-683x1024.jpg" alt="Tiziano Maggiolini e il suo pastore tedesco" width="600" height="900" /></p>
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