Dino Zoff è stato portiere della Juventus dal 1972 al 1982, condividendo la sua avventura in bianconero con Giampiero Boniperti che ricopriva il ruolo di dirigente del club torinese. Oggi, Giampiero ci ha lasciati ed in questa occasione, lo abbiamo in esclusiva ai nostri microfoni per chiedergli un ricordo sulla leggenda, sull’icona, sul presidentissimo juventino.

4 domande a Dino Zoff… 

Salve Dino, come ben saprà nella notte ci ha lasciati il presidentissimo della Juventus Giampiero Boniperti, ci può dire qualcosa sull’uomo, sul personaggio?

“Il personaggio lo sanno tutti, era un grande giocatore ed è stato un grandissimo dirigente, ha gestito alla grande la Juventus, mantenendo i conti sempre a posto e comprando dei giocatori importantissimi a pochi spiccioli. É stato anche un grandissimo presidente, molto chiaro nel suo modo di essere, insomma era una persona a modo”. 

Ci svela un retroscena, un aneddoto su Giampiero Boniperti? Lei ha giocato per tanti anni nella Juventus, ha avuto la fortuna di conoscerlo per bene Giampiero…

“Giampiero era una persona juventina fino al midollo come ha fatto intendere anche nelle sue dichiarazioni, nelle sue interviste “La Juve non è la squadra del mio cuore, è il mio cuore”. Questo ti fa capire l’attaccamento morboso che aveva verso questi colori, verso la maglia bianconera”.

Secondo lei perchè Boniperti è unico nella storia della Juventus?

“É unico perchè ha fatto tutta la trafila nella squadra bianconera, ha legato il suo nome indissolubilmente alla causa juventina, ha fatto poi la scalata da grandissimo calciatore qual era, da capitano della Juventus, da giocatore recordman di presenze e di goal con la maglia bianconera prima dell’arrivo di Alessandro Del Piero a dirigente della squadra, a presidente onorario della società. Ha conseguito tanti grandissimi risultati. C’è poco da aggiungere su uno come lui”. 

Cosa ha rappresentato secondo lei Boniperti per la Juventus?

“Lui è la storia, la bandiera, lo stile. Quando sentiamo parlare di stile Juve lo dobbiamo grazie e soprattutto a lui, perchè lui vedeva la squadra torinese in un determinato modo e questo voleva inculcarlo in tutti i giocatori che militavano a Torino. Boniperti ha indicato la strada alla Juve, come dice anche in quella sua celebre frase “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”.