Tomáš Ujfaluši nato a Rymarov, Repubblica Ceca, il 24 marzo 1978, arriva alla Fiorenitna nella stagione 2004-2005. Prima dell’approdo a Firenze, Ujfaluši gioca nel Sigma Olomuc, squadra ceca, e nell’Amburgo in Germania. Nella squadra tedesca, il giocatore si esprime da difensore centrale, ruolo ricoperto sin dalle giovanili: si distingue per la notevole capacità nel gioco aereo e per la sicurezza con cui guida l’assetto difensivo.

L’arrivo a Firenze

Il primo anno a Firenze, quello del ritorno in Serie A della Fiorentina targata Della Valle, dopo che il fallimento della gestione precedente aveva portato i colori viola a ripartire dalla C2, Ujfaluši gioca nel ruolo abituale da difensore centrale accanto a Dainelli. Arriva a Firenze dopo aver disputato un buon Europeo giocato in Portogallo, con un costo del cartellino tra i 6 e 7 milioni di euro. L’ambientamento non è facile, la Fiorentina disputa un campionato in perenne difficoltà, si salva all’ultima giornata dopo vari cambi d’allenatore, ma Tomáš nonostante un infortunio che lo tiene fermo 3 mesi, si distingue per grinta e tecnica.

Nella stagione 2005-2006 tutto cambia. Il nuovo mister Cesare Prandelli, soddisfatto della coppia centrale Dainelli-Gamberini, decide di dirottare Ujfaluši sulla fascia destra e qui Ufo, come viene ribatezzato dai tifosi viola, scopre la capacità di interpretare un nuovo ruolo, se si vuole, con ancor più efficacia.

In una intervista di qualche anno fa, Ufo diceva così: «Arrivando in Italia ho realizzato il mio sogno: giocare nel campionato in cui la fase difensiva viene vissuta in maniera maniacale. Ho sempre apprezzato grandi campioni come Nesta e Maldini. Grazie alla Fiorentina ho potuto confrontarmi con questi giocatori. Il primo anno non fu facile per tanti motivi, ma con Cesare Prandelli che mi ha proposto terzino, ho aperto una nuova fase della mia carriera. Mi ha permesso di essere un giocatore completo, sfruttando questa duttilità anche in nazionale. Il rimpianto è la finale mancata di UEFA Europa League: eravamo una buonissima squadra, giocavamo un gran calcio, ma contro i Rangers ai rigori, come sempre, fu una lotteria…».

Nel 2008, a parametro zero, passa all’Atletico Madrid, poi da qui al Galatasaray e allo Sparta Praga dove nel 2013 chiude la carriera. In viola, lo ricordiamo anche per aver indossato la fascia di capitano in assenza di Dainelli, ha collezionato tra le varie competizioni 149 presenze e 2 reti.