Se hai la maglia numero 7, già il tuo destino di calciatore è segnato: lungo la fascia destra o rientrando verso il centro del campo ti saranno richiesti talento, guizzi e fantasia. Negli anni settanta con la maglia del Torino c’era lui, il Poeta del Gol, come lo definì la storica firma, accesa d’amore granata, Giampaolo Ormezzano: Claudio Sala.

Sala di professione genio e fantasia, ambidestro, con i suoi assist fece la fortuna del Torino negli anni settanta riportando i granata a vincere lo scudetto nel 1976, ventisette anni dopo il Grande Torino, sfornando assist a ripetizione ai Gemelli del Gol Pulici-Graziani.

La carriera

Sala nasce a Macherio in provincia di Monza nel 1947, gli esordi sono nel club brianzolo dove milita tre stagioni tra Serie B e C. Nel 1968 lo acquista il Napoli, la fantasia messa in campo da Sala lo fanno presagire come novello Sivori. Un anno e il Torino vincendo un’asta tra club se lo aggiudica: saranno unidici stagioni fino al 1980, dove alzerà da subito nel 1971 una Coppa Italia e, come detto, lo scudetto del ’76 vinto da capitano. Solo per un punto l’anno successivo quel Torino grande non seppe ripetersi. In granata per Sala in campionato 286 presenze e 25 reti. Nel 1980 passò al Genoa e dopo un paio di stagioni si ritirò.

La nazionale

Il percorso in nazionale è stato meno luminoso per il Poeta del Gol, per lui 18 presenze e nessuna rete. Partecipò ad Argentina 78. Il rammarico per lui in maglia azzurra è quello di essere stato solamente una alternativa a Franco Causio, che Bearzot preferì lungo la sua gestione perché facente parte del blocco juventino che comunque gli seppe regalare grandi soddisfazioni.