Sono passati poco più di trent’anni da quando Gaetano Scirea ci ha lasciati, un incidente stradale lo ha portato via la domenica 3 settembre 2009. Era l’allenatore in seconda del suo grande amico Dino Zoff alla Juventus ed era in Polonia a Babsk mentre stava seguendo l’avversaria che il club bianconero avrebbe incontrato a breve in Coppa Uefa.

Scirea nato nel 1953 a Cernusco sul Naviglio, nel milanese, è stato un simbolo riconosciuto del calcio italiano, amato da tutti, per la personalità, il carisma, l’eleganza sia in campo che fuori. Stimato da tutti i tifosi, anche per chi il colore bianconero è fonte di antipatia. Uno dei più grandi difensori della storia del calcio, un libero di classe cristallina e di una correttezza unica, mai espulso in carriera, fatto unico per un difensore in quasi 700 partite.

La carriera di Scirea

I primi passi Scirea li fa vicino a casa in quel club sempre attento ai giovani talenti: l’Atalanta. Con il club bergamasco esordisce ventenne in Serie A, poi gioca l’anno succesivo da titolare in Serie B sempre con il club orobico. Nel 1974 passerà alla Juventus dove giocherà fino al 1988 giocando con i bianconeri 554 partite totali nelle varie manifestazioni segnando 32 reti. Con Zoff, Gentile e Cabrine compose la difesa bianconera, e poi quella nazionale, che vinse tutto in Italia e in Europa: 7 scudetti, 2 Coppe Italia, e tutte le Coppe internazionali tra cui quella tragica dei Campioni dell’Heysel, dove da capitano parlò ai tifosi sugli spalti.

Campione del Mondo ’82

Lunga e importante è stata la carriera di Scirea anche con la maglia azzurra: per lui 78 partite e 2 reti realizzate. Esordì il 30-12-1975 a Firenze contro la Grecia. Scirea è stato Campione del Mondo in Spagna nel 1982, ha partecipato anche alle spedizioni in Argentina ’78 e Messico ’86, ultime sue apparizioni in maglia della nazionale.