Un maestro dei calci di punizione, un sinistro magico come pochi. Una carriera  di tutto rispetto, per un talento che avrebbe meritato molto di più. Stiamo parlando di Gaetano D’Agostino, attuale tecnico del Lecco. Abbiamo raccolto la sua intervista ai microfoni della FTRedazioneSport.

Ciao Gaetano, quali sono i tuoi obiettivi da tecnico?

Adesso il mio principale obiettivo è arrivare in Serie A, so che devo lavorare ancora tanto, ma non mi spaventa nulla e spero prima o poi di allenare nella massima serie.

Ti piace un allenatore in particolare?

Seguo e ammiro molto il lavoro di Gasperini e Klopp. Due tecnici bravi e preparati, le loro squadre hanno qualcosa in più che apprezzo molto.

Come mai la decisione di smettere con il calcio giocato?

Mentalmente non avevo più voglia, non avevo più gli stimoli giusti, ho avuto alcune proposte, ma ho preferito dire basta. Ho troppo rispetto per il calcio, mi ha dato la possibilità di prendermi gioie, soddisfazione e delusioni, ma avevo voglia di una nuova esperienza.

Quale momento della sua carriera ti é rimasto più impresso?

Sicuramente i 4 anni passati ad Udine rimangono un periodo bellissimo, emozioni uniche. Ma anche la prima volta che sono stato convocato in Nazionale mi ha trasmesso qualcosa di unico.

Con quale allenatore sei rimasto più legato?

Senza dubbio Pasquale Marino, con il quale ho trascorso 3 anni e mezzo. Ho un bellissimo rapporto di stima reciproca, una persona unica.

Quale giocatore ti ha sorpreso di più in questa stagione?

Senza dubbio i miei giocatori. Credo molto nel mio gruppo, sono ragazzi veramente fantastici, la mia vera sorpresa sono loro.