Depositphotos_743410336_S
<p><strong>L&#8217;11 giugno 1933 il sogno di un gruppo di ragazze -le Giovinette- si avverava, ma veniva subito stroncato da un regime totalitario e soprattutto sessista.</strong></p>
<p>Si tratta di una trentina di donne tra i 15 e i 20 anni che, ai giardini di <strong>Porta Venezia</strong> a <strong>Milano</strong>, fondarono la prima squadra di calcio femminile in <strong>Italia</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-450073 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/04/Depositphotos_693955690_S-e1743788318872.jpg" alt="Depositphotos_693955690_S giovinette" width="1000" height="600" /></p>
<h2>Giovinette: un movimento più avanti dell&#8217;epoca in cui vivevano</h2>
<p>L&#8217;iniziativa prendeva forma grazie soprattutto ad alcune ragazze. C&#8217;era <strong>Rosetta</strong>, sedici anni, amante del calcio e tifosa <a href="https://www.calciostyle.it/calciomercato/inter-ufficiale-joaquin-correa-al-botafogo"><strong>dell&#8217;Inter</strong> </a>proprio come le sorelle, <strong>Giovanna</strong> e <strong>Marta</strong>. La prima aderì all’avventura soprattutto per gesto politico, mentre la seconda intendeva combattere per la libertà.</p>
<p>Oltre alle <strong>Boccalini</strong> c’erano la coraggiosa <strong>Zanetti</strong>, Losanna <strong>Strigaro</strong> che si occupava di scrivere ai giornali e <strong>Lucchi</strong> che si scontrò con la netta opposizione paterna.</p>
<p>Tutto prese forma nell’atrio dell’Istituto magistrale milanese <strong>Rosa Molteni Mussolini</strong>. Pian piano fondarono il <strong>Gruppo Femminile Calciatrici</strong> che tutti i mercoledì alle 18 si riuniva a casa di una di loro per discutere sul da farsi. I temi erano tecnica e schemi per la maggiore, con l&#8217;intento di raccogliere coloro che avessero voglia di praticare “lo sport del calcio come esercizio fisico”.</p>
<p>Dalla ideazione ai fatti: gli allenamenti iniziarono e catturarono subito l’interesse di uno sponsor come la <strong>Cinzano</strong>.</p>
<p>Ma non tutti erano entusiasti. I quotidiani dell&#8217;epoca, come si poteva vedere dai titoli (&#8220;<strong>L’Italia</strong> fascista aveva bisogno di buone madri, non di “virago calciatrici”), criticavano aspramente la situazione. Il calcio, come sostenevano, era considerato poco rispettabile e per niente femminile.</p>
<p>Nonostante la diffidenza al “giuoco del calcio” praticato da donne, <strong>Leandro Arpinati</strong>, capo del <strong>Coni</strong> e della <strong>Figc</strong> concesse loro l’autorizzazione. Tuttavia vi erano delle regole da rispettare. Alcune di queste erano il giocare a porte chiuse, con la gonna lunga, con scarpe scomode e senza alzare troppo la voce per evitare di attirare troppo l’attenzione.</p>
<h2>Un sogno realizzato, subito cancellato</h2>
<p>L’11 giugno del 1933 le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_calcistico_femminile_milanese"><strong>Giovinette</strong> </a>giocarono la loro prima e unica partita di calcio. A quella partita accorse un nutrito pubblico. Questo perché, nel frattempo, erano diventate famose e discusse.</p>
<p>Ben presto però, con il successore di Arpinati, <strong>Achille Starace</strong> -fedelissimo del regime- la squadra fu chiusa. Il fascismo impedì a quel manipolo di “tifosine” milanesi — come erano bollate — di giocare.</p>
<p>Starace, infatti, impose la chiusura del Gruppo femminile calcio. Inoltre spedì i funzionari del Coni a saccheggiare le squadre per trovare ragazze da trasformare in atlete di altri sport.</p>
<p>&#8220;..Amo moltissimo il giuoco del calcio, un amore tenace il mio, non un fuoco di paglia. Le mie compagne hanno tanta passione e buona volontà: non tramonteremo mai…&#8221;. Queste le parole di Rosetta Boccalini.</p>
<p>Per vedere il primo campionato ufficioso di calcio femminile si dovrà attendere il 1968. Per quello istituto da una <strong>Federazione</strong> strutturata invece il 1986.</p>
<p>Non siamo più nel 1933 ma c’è ancora qualcuno che pensa che sia strano vedere le donne giocare a calcio. Basterebbe solo un pò di apertura mentale. Il calcio è di tutti.</p>
<div class="wp-block-wptelegram-widget-join-channel aligncenter">
	<a href="https://t.me/calciostyle" class="components-button join-link is-large has-text has-icon" target="_self" rel="noopener noreferrer">
		<svg width="19px" height="16px" viewBox="0 0 19 16" role="img" aria-hidden="true" focusable="false">
			<g>
				<path d="M0.465,6.638 L17.511,0.073 C18.078,-0.145 18.714,0.137 18.932,0.704 C19.009,0.903 19.026,1.121 18.981,1.33 L16.042,15.001 C15.896,15.679 15.228,16.111 14.549,15.965 C14.375,15.928 14.211,15.854 14.068,15.748 L8.223,11.443 C7.874,11.185 7.799,10.694 8.057,10.345 C8.082,10.311 8.109,10.279 8.139,10.249 L14.191,4.322 C14.315,4.201 14.317,4.002 14.195,3.878 C14.091,3.771 13.926,3.753 13.8,3.834 L5.602,9.138 C5.112,9.456 4.502,9.528 3.952,9.333 L0.486,8.112 C0.077,7.967 -0.138,7.519 0.007,7.11 C0.083,6.893 0.25,6.721 0.465,6.638 Z" ></path>
			</g>
		</svg>
		Seguici su Telegram!	</a>
</div>

Aggiornato al 10/06/2025 19:20
L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e…
La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A…
Ecco l’analisi di tutte le partite di Serie A con probabili formazioni, indisponibili, ballottaggi e…
La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone…
Borussia Dortmund-Mainz é la partita che apre la 22a giornata di Bundesliga. Il calcio d'inizio…
Nel calcio europeo contemporaneo, il concetto di “undici titolari” ha perso gran parte del suo…