Una posizione di classifica che garantisca la partecipazione alla Champions League l’anno successivo è un traguardo importantissimo non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista economico e commerciale. Essere in Champions significa infatti garantirsi massima visibilità sul palcoscenico europeo, con positivi riflessi sugli incassi da abbonamenti, biglietti e merchandising. Non solo, essere ai nastri di partenza della massima competizione europea significa garantirsi anche introiti finanziari rilevanti che, a partire da un minimo, possono lievitare notevolmente in considerazione dei risultati e dell’eventuale passaggio ai turni successivi, fino ai valori massimi per la finalista e la squadra che si aggiudica il trofeo.

Il sistema di distribuzione dei premi

Il sistema di distribuzione dei premi viene definito anno per anno dalla UEFA e inoltre è funzione degli esiti dei turni preliminari. Tuttavia possiamo fare delle stime sugli introiti che percepiranno le nostre quattro rappresentanti, in relazione alle variabili che influiscono sulle quote.

Sono 15,25 i milioni di euro che la sola partecipazione al tabellone principale garantisce a ciascuna delle 32 squadre. Alla Juventus vanno aggiunti poi circa 28,7 milioni di euro derivanti dal ranking. All’Inter, oggi sedicesima, andrebbero 18,7 milioni che potrebbero scendere a 14,4 milioni (ventunesima posizione nel ranking) in caso di qualificazione di Ajax, Lione, Porto e Arsenal. Come il Napoli, oggi diciassettesimo, potrebbe aggiudicarsi da un massimo di 17,7 milioni a un minimo 13,3 milioni se i club già citati dovessero accedere al tabellone principale. L’Atalanta, oggi venticinquesima, rischia di scendere fino alla trentaduesima posizione che vale 1,1 milioni di euro aggiuntivi rispetto al minimo garantito.

Ci sono poi i 25 milioni di euro della prima quota del market pool, assegnati alle squadre italiane e da ripartire in base alla classifica del Campionato nazionale 2018-2019. La Juventus incasserà il 40% (10 milioni), il Napoli il 30% (7,5 milioni), l’Atalanta il 20% (5 milioni) e l’Inter il 10% (2,5 milioni).
La seconda quota del market pool dipende invece dai risultati dei club dello stesso Paese nella competizione. Nell’ipotesi di eliminazione ai gironi di due dei quattro club e con le altre due italiane una in finale e una in semifinale, scenario che ridurrebbe al minimo i ricavi per le due eliminate (3,4 milioni), da aggiungere alla quota dei primi 25 milioni ripartiti come sopra indicato. Pertanto la Juventus potrà incassare una cifra minima di circa 58,5 milioni di euro, il Napoli 39,4 milioni di euro, l’Atalanta 24,8 milioni di euro e l’Inter 35,5 milioni di euro.

I premi per i risultati

A tali somme vanno poi aggiunti i premi basati sui risultati. A titolo esemplificativo, nella stagione appena conclusa, alla quota per la sola partecipazione e alle quote di market pool, la Juventus ha aggiunto 10,8 milioni di euro per le vittorie sul campo nel girone di qualificazione, 9,5 milioni di euro per la qualificazione agli ottavi di finale e 10,5 milioni di euro per la qualificazione ai quarti, per un totale di 94,1 milioni di euro.
Si tratta indubbiamente, finanziariamente parlando, di una boccata d’ossigeno notevole cui si aggiungono, come detto, i ricavi da incassi (per la Juventus quest’anno ben 19,5 milioni di euro).

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