Cristiano Ronaldo during UEFA Euro 2024 qualifying game between national teams of Portugal and Slovakia at Estadio do Dragao, Porto. (Maciej Rogowski)
<p><strong>L&#8217;esperimento Saudi Pro League è tecnicamente fallito, ma deve essere tenuto in vita &#8220;artificialmente&#8221;: almeno fino al 2034.</strong></p>
<p>Avete presente l&#8217;Ucraina? Ovvero un paese virtualmente fallito, ma tenuto artificialmente in vita dai denari americani per motivi propagandistici? Ecco, <strong>il campionato saudita è praticamente la stessa cosa</strong>.</p>
<h2>Saudi Pro League, progetto a tempo: obiettivo &#8220;Mondiale&#8221;</h2>
<p>Se la data di scadenza appiccicata sulla fronte di Kiev è il Novembre del 2024, periodo in cui si terranno le elezioni presidenziali americane, <strong>quello della Saudi Pro League è il 2034</strong>. Non si tratta (ovviamente) di un problema economico in questo caso, <strong>ma che l&#8217;esperimento saudita fosse a scadenza lo si sapeva già</strong>.</p>
<p>Parimenti a quanto fatto dal Qatar, che ha (vanamente) cercato di &#8220;ripulire&#8221; la propria immagine in vista dei Mondiali del 2022, il progetto Saudita prevede la sponsorizzazione del proprio paese (in maniera particolare utilizzando il calcio come veicolo) <strong>in vista dei Mondiali del 2034: assegnati proprio al paese arabo</strong>.</p>
<p>Tante le scelte commerciali che sono andate in questo senso. Dal tentativo di restaurare la Nazionale dell&#8217;Arabia Saudita, affidandola a <strong>Roberto Mancini</strong>, passando per i tanti campioni convinti a suon di milioni ad andare a giocare in Arabia. Tuttavia, nonostante i numerosi investimenti, <strong>il progetto saudita fatica a carburare</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-359551 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/07/Depositphotos_690136604_S-e1720873921271.jpg" alt="Saudi Pro League" width="1000" height="600" /></p>
<h2>I club sauditi hanno dimezzato gli investimenti sul mercato</h2>
<p>Partiamo dai numeri. La scorsa estate, ovvero quella del &#8220;lancio&#8221; del progetto saudita in quanto immediatamente successiva allo sbarco in Oriente di <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, <a href="https://www.transfermarkt.it/saudi-professional-league/transfers/wettbewerb/SA1/saison_id/2023"><strong>le squadre saudite hanno mosso quasi un miliardo di euro sul mercato</strong></a>. Un flusso di denari sterminato, che portò in molti a vedere nella <strong>Saudi Pro League</strong> un campionato destinato a diventare, nel giro di un paio d&#8217;anni, <strong>fra i migliori al mondo</strong>.</p>
<p>Molte scelte di mercato, <a href="https://www.calciostyle.it/focus/osimhen-e-invendibile-napoli-e-conte-prigionieri-di-una-clausola-folle">fra cui certe clausole folli e al limite dell&#8217;irragionevole come quella con cui il <strong>Napoli</strong> si è legato mani e piedi a <strong>Victor Osimhen</strong></a>, sono state fatte e pensate in funzione di questo <em>mare magnum</em>: <strong>che si pensava inesauribile</strong>. <strong>Eppure questa estate i club sauditi hanno praticamente dimezzato la propria capacità di spesa, <a href="https://www.transfermarkt.it/saudi-professional-league/transfers/wettbewerb/SA1">facendo registrare uscite inferiori al mezzo miliardo di euro</a></strong>.</p>
<p>Pensate che l&#8217;<strong>Al-Hilal</strong>, l&#8217;anno scorso una delle regine del mercato (terza squadra al mondo per investimenti profusi dopo <strong>Chelsea</strong> e <strong>PSG</strong>), <strong><a href="https://www.transfermarkt.it/statistik/einnahmenausgaben">quest&#8217;anno ha visto ridursi la propria capacità di spesa praticamente ad un terzo dell&#8217;anno precedente</a>: passando da oltre 370 milioni spesi sul mercato a 93. </strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-543928 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/09/Depositphotos_688972172_S.jpg" alt="Saudi Pro League" width="1000" height="667" /></p>
<h2>La Saudi Pro League è un flop: non la guarda nessuno</h2>
<p>Un&#8217;inversione di tendenza che non si spiega soltanto con la necessità (relativa) di calmierare gli investimenti, ma anche (e soprattutto) <strong>con la maggiore e crescente riluttanza dei calciatori importanti ad accettare la destinazione saudita</strong>. La Saudi Pro League (per ora) non è diventata quello che tutti si aspettavano e, se questo in parte era fisiologico e prevedibile, <strong>le prospettive non sono certo delle più incoraggianti</strong>.</p>
<p>Del resto fu lo stesso Cristiano Ronaldo, lo scorso Gennaio, <a href="https://www.fanpage.it/sport/calcio/cristiano-ronaldo-demolisce-la-ligue-1-per-ingraziarsi-larabia-saudita-siamo-gia-meglio/"><strong>a dire che la Saudi Pro League fosse già uno dei primi cinque campionati al mondo</strong></a>. Addirittura anteponendola alla <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/ligue1/quand-je-lai-vu-jai-eu-le-coup-de-foudre-il-punto-sulla-terza-giornata-di-ligue-1"><strong>Ligue 1</strong></a> nella sua personalissima graduatoria, stilata non si capisce sulla base di quali parametri. Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa da quella sbandierata dal pensionato portoghese e <strong>si riflette nella totale incapacità delle autorità saudite di rendere il proprio prodotto attrattivo</strong>.</p>
<p>La Saudi Pro League non la guarda letteralmente nessuno (<a href="https://www.calciostyle.it/esteri/ligue1/dazn-si-prende-anche-la-ligue-1-ufficiale-laccordo-con-lfp-e-bein-sports">almeno il campionato francese mezzo miliardo di euro l&#8217;anno in diritti televisivi li muove ancora</a>, caro Cristiano), né in patria né tantomeno all&#8217;estero, e gli stadi sono sempre tristemente vuoti. Non siamo ancora ai livelli del Qatar, dove persone raccattate casualmente per strada venivano pagate per assistere alle partite facendo finta di essere tifosi, <strong>ma non siamo troppo lontani</strong>.</p>
<p>Per questo motivo i rappresentanti delle istituzioni saudite, nei prossimi giorni, inizieranno un lungo pellegrinaggio in giro per l&#8217;Europa, <strong>nella speranza di trovare qualcuno che gli insegni come fare impresa sportiva</strong>. E, per incentivare i professionisti europei a rispondere al loro disperato appello, <strong>sono disposti a mettere sul piatto sgravi economici e un regime fiscale particolarmente agevolato</strong>.</p>
<p>Si parla di: <strong>zero tasse sulle persone fisiche; aliquota unica del 20% per le società; Iva al 15%. </strong>E, grazie ad accordi bilaterali stipulati con molti paesi (<a href="https://www.calciostyle.it/notizie/lipocrisia-di-gravina">Italia compresa</a>), <strong>non è prevista doppia tassazione in patria</strong>. Nessuno può sapere se queste mosse salveranno il progetto saudita, <strong>ma ciò che appare certo è che difficilmente la Saudi Pro League si trasformerà nel tanto auspicato Nirvana calcistico</strong>.</p>
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Aggiornato al 28/12/2025 14:43
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