Reina ex portiere in Italia di Napoli e Milan ha parlato della sua esperienza con il Coronavirus. Una brutta cosa, tanto che l’estremo difensore spagnolo ha dichiarato, di essersi sentito come una persona investita da un camion. Insomma un colpo durissimo, dal quale fortunatamente è riuscito a venir fuori. Ha poi aggiunto: “Quello che mi tocca di più è vedere persone che se ne vanno senza neanche la possibilità di essere salutate per l’ultima volta dalla propria famiglia”.

Il calcio è secondario

Ha poi continuato dicendo che il calcio è chiaramente il suo mestiere, la sua passione. Ma in questo momento viene in secondo piano visto che l’emergenza è davvero molto importante. È necessario quindi rispettare le regole per far sì che si possa riprendere una vita normale. Reina dice infine: “Non ha senso giocare senza pubblico, ma in ogni caso è essenziale che si torni a giocare quando ci saranno tutte le garanzie per farlo in sicurezza”.

“Ecco chi ha i cojones”

Pepe Reina ha anche fatto una precisazione, circa i veri eroi del momento. “Noi calciatori siamo dei privilegiati, per me è facile restare in isolamento, le persone che hanno veramente i “cojones” sono quelle persone che vivono in un appartamento di 60-70 metri quadri con due, tre bambini, loro sono degli eroi”.