<p><strong>Bentornati sulla prima rubrica di Calcio Style dedicata alla Ligue 1, dove cercherò di trasmettervi la passione per il calcio francese.</strong></p>
<h2>PSG a +9, ma che sofferenza!</h2>
<p><em>âFermo restando che, in caso di necessità, <strong>dai piani alti della FFF per il PSG si muoverà sempre qualcuno.â</strong></em></p>
<p>Me medesimo <em>ipse dixit</em>. <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/quand-je-lai-vu-jai-eu-le-coup-de-foudre-il-punto-sulla-19esima-giornata-di-ligue-1-2">Con questa frase avevo chiuso il resoconto della scorsa giornata di <strong>Ligue 1</strong></a> e sicuramente qualcuno mi avrà dato del complottista o dell&#8217;esperto di dietrologia. Eppure sono bastati quattro minuti, tra l&#8217;altro conditi da due clamorose occasioni per lo <strong>Strasburgo</strong>, per far scattare l&#8217;allarme.</p>
<p>La simulazione di <strong>Kolo Muani</strong> (<strong>Perrin</strong> è sciocco perché non si scivola mai in area di rigore, ma il contatto non c&#8217;è) viene premiata da <strong>Ruddy Buquet</strong> (e il VAR, come sempre, chiude un occhio con i parigini) con il calcio di rigore.</p>
<p>E&#8217; però la serata (nel bene e nel male) di <strong>Alan Bellaarouch</strong>. Marocchino classe 2022, prodotto del centro di formazione dello Strasburgo e titolare quasi per caso dopo che gli alsaziani, nell&#8217;ultimo giorno di mercato, avevano venduto il titolare (<strong>Matz Sels</strong>) al <strong>Nottingham Forest</strong> per un&#8217;offerta irrinunciabile.</p>
<p>L&#8217;oramai ex-secondo portiere degli alsaziani para un rigore a <strong>Mbappé</strong>, ma venti minuti dopo sbaglia il disimpegno con i piedi regalando ad <strong>Asensio</strong> la palla dell&#8217;uno a zero. Lo spagnolo è lucido nel servire il sette parigino, che a porta vuota realizza il più facile dei suoi venti gol stagionali in Ligue 1.</p>
<p>La premiata ditta Asensio-Mbappé fa vedere i sorci verdi alla squadra di <strong>Vieira</strong>, che a inizio secondo tempo concede inspiegabilmente una situazione di quattro contro due agli ospiti. Questa volta è Mbappé, con l&#8217;esterno del destro, a servire lo spagnolo a centro area, che sterza e deposita in rete di mancino.</p>
<p>Lo Strasburgo, che tutto meriterebbe fuorché di perdere questa partita, la rimette in piedi con <strong>Bakwa</strong> ma nel finale si divora due gol giganteschi. Prima con il subentrato <strong>Emegha</strong> e poi, in pieno recupero, con <strong>Sylla</strong>.</p>
<p>Il PSG torna a +9 sul <strong>Nizza</strong> di <strong>Farioli</strong>, impegnato nel big match sul campo del <strong>Brest</strong>, ma nella capitale cominciano a vedere i fantasmi in vista della doppia sfida di <strong>Champions League</strong> contro l&#8217;insidiosa <strong>Real Sociedad</strong> di <strong>Alguacil</strong>.</p>
<div id="attachment_321622" style="width: 729px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-321622" class="wp-image-321622 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-2024-02-03-alle-20.03.53.png" alt="Ligue 1" width="719" height="478" /><p id="caption-attachment-321622" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://en.psg.fr">Paris Saint-Germain Official Website</a>.</p></div>
<h2>Stephan ha ribaltato il Rennes</h2>
<p>Stante che devono ancora giocare tutte le squadre coinvolte nella <em>bagarre</em> europea, ma il <strong>Rennes</strong> ora è a due punti dal sesto posto del <strong>Reims</strong> (che vale i preliminari di <strong>Conference League</strong>) e a sei punti dall&#8217;ultimo posto utile per qualificarsi alla prossima <strong>Champions League</strong>: ovvero il quarto del <strong>Monaco</strong>.</p>
<p><strong>La cura Stephan funziona alla grande</strong>. Infatti, se si eccettuano le tre sconfitte consecutive (contro <strong>Marsiglia, Monaco e Villareal</strong>) all&#8217;inizio dello <em>Stephan-bis</em>, <strong>il bilancio dei bretoni sin qui è estremamente positivo</strong>.</p>
<p>6 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Una striscia di imbattibilità che dura da sette partite (l&#8217;ultima sconfitta in Ligue 1 risale ai primi vagiti di Dicembre) e quella di oggi contro il <strong>Montpellier</strong> è la quarta vittoria consecutiva in campionato.</p>
<p>Stephan sembra essere riuscito a quadrare la squadra, donandole un assetto stabile e funzionante. Fatto salvo per qualche sporadica presenza concessa a <strong>Belocian</strong> in luogo di <strong>Omari</strong> o <strong>Theate</strong>, <strong>Stephan conferma in blocco lo stesso undici di partenza da quattro partite</strong>.</p>
<p>Una sorta di 4-2-3-1, o 4-4-2 che dir si voglia, che s&#8217;impernia su una cerniera estremamente amalgamata come quella composta da <strong>Le Fee</strong> e <strong>Santamaria</strong>.</p>
<p>Davanti l&#8217;esuberanza di <strong>Doué</strong>, il talento di <strong>Terrier</strong> e l&#8217;intelligenza di <strong>Borigeaud</strong> a servizio di <strong>Kalimuendo</strong>. Dietro la squadra subisce ancora qualcosina di troppo, ma il <em>restyling</em> del Rennes è appena cominciato e <strong>le missive inviate al Milan dalla Bretagna iniziano a essere tante</strong>.</p>
<div id="attachment_321653" style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-321653" class="wp-image-321653 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-2024-02-04-alle-10.52.07.png" alt="Ligue 1" width="958" height="535" /><p id="caption-attachment-321653" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.staderennais.com">Stade Rennais F.C.</a></p></div>
<h2>Il Lens irrompe in zona Europa</h2>
<p>Colpo esterno del <strong>Lens</strong> sul campo di un <strong>Nantes</strong> sempre più in crisi. Il nuovo allenatore, <strong>Gourvennec</strong>, ha vinto solo all&#8217;esordio contro il <strong>Nizza</strong>. Da lì in poi i canarini hanno inanellato una striscia di quattro sconfitte e un pareggio.</p>
<p>Allo <em>Stade de la Beaujoire</em> è arrivata la quinta, grazie a un gol di <strong>David Costa</strong> a inizio secondo tempo. I giallo verdi hanno tre punti di margine sul terzultimo posto, attualmente occupato dal <strong>Lione</strong>, ma anche una partita in più rispetto a tutte le altre compagini invischiate nella lotta per non retrocedere.</p>
<p>Il Lens, invece, <strong>con questo successo si prende di prepotenza il sesto posto in classifica</strong>. L&#8217;ultimo che garantirebbe l&#8217;Europa a prescindere e senza doversi curare di chi vincerà la <strong>Coupe de France</strong>. Chiaro, i <em>Sang Et Or</em> hanno una partita in più rispetto a tutte le altre squadre iscritte alla <em>bagarre</em> europea.</p>
<p>Però i giallorossi, seppur chiaramente meno forti della passata stagione, hanno ritrovato l&#8217;identità che ha contraddistinto il ciclo di <strong>Haise</strong> e soprattutto nuovi e inaspettati &#8220;eroi&#8221;. Come il 22enne franco-marocchino <strong>Neil El Aynaoui</strong>: alla sua nona da titolare consecutiva nel suo primo anno da titolare in Ligue 1.</p>
<div id="attachment_321659" style="width: 1930px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-321659" class="wp-image-321659 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/20240203_nantes_rclens_pereira_da_costa.jpg" alt="Ligue 1" width="1920" height="1080" /><p id="caption-attachment-321659" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.rclens.fr/fr">Racing club de Lens</a>.</p></div>
<h2>Brest e Nizza non si fanno male</h2>
<p>Quando si affrontano il Brest di Roy e il Nizza di Farioli è difficile aspettarsi una partita scoppiettante, intensa e ricca di gol. <strong>Il Brest è probabilmente la squadra più orizzontale della Ligue 1</strong>. E&#8217; una squadra a cui piace avere il pallone per sé e che sa tenerselo stretto, in modo tale da potersi permettere di piegare i ritmi della partita imponendole quelli a lei più congeniali.</p>
<p>Il Nizza è probabilmente più verticale, <strong>ma è sovente tenere un baricentro molto più basso e linee molto più strette</strong>. Questo perché Farioli sa che la sua squadra fatica a fare gol (20 gol fatti, il quarto peggior attacco della Ligue 1 e il peggiore in assoluto delle prime dieci in classifica) e quindi fa di tutto per non subirne. E la sensazione è che entrambe preferissero non perderla.</p>
<p>Brest e Nizza dimostrano di essere due buonissime squadre, perché comunque la partita è stata godibile e dai contenuti tecnici sicuramente elevati, <strong>ma ancora imperfette e lontane da poter rappresentare un&#8217;alternativa credibile al PSG</strong>. Sebbene questa versione dei parigini, lo ripeto di puntata in puntata, <strong>sia la più opaca fra quelle viste nel quindicennio qatariota</strong>.</p>
<p>Le partite contro le dirette concorrenti scottano, a maggior ragione fra due squadre consapevoli che difficilmente riuscirebbero a raddrizzare lo svantaggio, e <strong>il peso dei &#8220;sei punti&#8221; virtuali in ballo è una Spada di Damocle che inibisce le gambe dei protagonisti</strong>. Il PSG ora dista otto punti, e non è una fuga solo perché l&#8217;Armata Brancaleone guidata da <strong>Luis Enrique</strong> sembra poter perdere punti contro chiunque, <strong>ma manca la volontà di inseguire</strong>.</p>
<p>Nizza e Brest, probabilmente, <strong>sanno che essere rispettivamente la seconda e la terza della classe è un qualcosa che va ben oltre non solo le previsioni iniziali ma probabilmente anche le reali possibilità delle due compagini</strong>. E allora non spaventano più di tanto neppure la presenza del Lille o la rincorsa del Lens. Perché tanto il Monaco balbetta vistosamente e il Marsiglia non ritrova sé stesso. Tutto sommato va bene così.</p>
<div id="attachment_321851" style="width: 1930px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-321851" class="wp-image-321851 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/SansonBrest.jpg" alt="Ligue 1" width="1920" height="1081" /><p id="caption-attachment-321851" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.ogcnice.com/fr/">Site officiel du OGC Nice</a>.</p></div>
<h2>Le altre del Sabato di Ligue 1</h2>
<p><strong>Il Monaco non vince più</strong>. Solo un pareggio in casa contro il <strong>Le Havre</strong>, in una partita che sembra stregata. O che <em>sembrava</em> stregata, per meglio dire.</p>
<p>Perché dopo il gol del vantaggio, segnato da un <strong>Ben Yedder</strong> che non ci pensa nemmeno a mollare la palma di secondo miglior marcatore della Ligue 1, i monegaschi pensavano che il grosso fosse stato fatto. E invece la maledizione non è stata spezzata, <strong>perché i ragazzi di Elsner portano a casa un punto dal Principato senza aver mai calciato verso la porta di Kohn.</strong></p>
<p>Appena tre tiri in novanta minuti, di cui nessuno verso lo specchio, e un xG di 0,10. Tradotto in termini pratici: <strong>nessuno si aspettava che <em>le doyen</em> l&#8217;avrebbero potuta riprendere</strong>. Probabilmente neppure il Monaco, che però viene beffato dal goffo autogol di <strong>Fofana</strong> nemmeno due minuti dopo essersi illusi di essere usciti dall&#8217;incubo. Per la prima volta la squadra di <strong>Hutter</strong> abbandona la zona Champions, anche se solo per la differenza reti.</p>
<p>Questo perché il <strong>Lille</strong> ha schiantato il <strong>Clermont</strong> al <em>Pierre Mauroy</em>, in una partita senza storia e ampiamente andata in archivio dopo quaranta minuti. La doppietta di <strong>David</strong>, intervallata dalle firme di <strong>André</strong> e <strong>Zhegrova</strong>, mandano <strong>Fonseca</strong> al quarto posto in classifica. Sarà difficile scacciare da lì i <em>Les Dogues</em>.</p>
<p>Colpo grosso del <strong>Tolosa</strong> in casa del <strong>Reims</strong>, che all&#8217;intervallo si ritrova avanti clamorosamente tre a zero sulla squadra di <strong>Still</strong>. I padroni di casa si scuotono e rientrano bene dagli spogliatoi, accorciando subito le distanze grazie al gol di <strong>Teuma</strong> in avvio di ripresa. Il forcing de <em>Les rouges et blancs </em>si traduce in tante occasioni, ma non in gol. Quello arriva solo al primo minuto di recupero, con il primo gol in Ligue 1 del nuovo acquisto <strong>Akieme</strong>, ma è troppo tardi per sperare di piegare la stoica resistenza degli uomini di <strong>Carles Martinez</strong>.</p>
<p>Il Tolosa compie un balzo importante al di fuori della zona retrocessione e si porta a +4 dal <strong>Metz</strong>, ora terzultimo dopo aver perso anche lo scontro diretto con il <strong>Lorient</strong> in casa. Il Reims, invece, esce dalla zona europea e perde una grossa occasione di (ri)scavalcare il Lens e avvicinarsi al Monaco.</p>
<div id="attachment_321856" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-321856" class="wp-image-321856 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/DSC05215.jpg" alt="Ligue 1" width="1270" height="635" /><p id="caption-attachment-321856" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.losc.fr">LOSC.fr</a>.</p></div>
<h2>Il big match della 20esima di Ligue 1</h2>
<p>Generale, <em>è quasi casa</em>. Senza il &#8220;<em>quasi</em>&#8220;: perché questa è sempre stata la sua casa. <em>E&#8217; quasi amore</em>. Senza il &#8220;<em>quasi</em>&#8220;: perché il pubblico di <strong>Lione</strong> ama il suo generale e <strong>Lacazette</strong> ama il pubblico di Lione. Lo dimostra il <em>Groupama</em> che quasi esplode al gol del vantaggio, decisivo per dare ai <em>Les Gones</em> l&#8217;agognata rivincita sugli odiati rivali marsigliesi, e la <em>standing ovation</em> alla sostituzione.</p>
<p><strong>Fra Lacazette e il Lione c&#8217;è un legame simbiotico surreale</strong>. Per certi versi quasi magico. Perché i lionesi alla retorica del &#8220;<em>Lione ai lionesi</em>&#8221; ci avevano creduto per davvero. E non se ne può far loro una colpa. Chi lo fa, <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/tutti-i-disastri-di-john-textor-al-lione">come per esempio <strong>Dembelé</strong></a>, <strong>dimostra di non aver mai capito i propri tifosi.</strong></p>
<p>Magari per la società sarà stata davvero solo una pigra operazione di marketing, ma per i lionesi quelli veri (quelli sugli spalti ma anche quelli in campo) <strong>non lo è stato affatto</strong>. Basti vedere l&#8217;abnegazione, quasi commovente, di Lacazette nel cercare di raddrizzare una nave che è promessa sposa della deriva.</p>
<p>O il volto di <strong>Tolisso</strong> al triplice fischio finale, felice come un bambino sin quasi alle lacrime. O il modo in cui <strong>Pierre Sage</strong>, altro <em>lionese</em> acquisito, è riuscito a entrare nel cuore e nella testa dei suoi giocatori in pochissimo tempo. E questo il pubblico di Lione lo sa. E lo apprezza. Riconosce che una squadra dal tasso tecnico risibile e assemblata alla bene meglio sta dando tutto ciò che ha per uscire dalla selva oscura. Con le unghie. Con i denti. Il cuore. L&#8217;orgoglio.</p>
<p>Sicuramente il mercato qualcosa ha portato. <strong>Matic</strong>, nonostante i suoi 35 anni suonati e qualche (anche più di qualche) comportamento sopra le righe fuori dal campo, <strong>rimane un sublime maestro di calcio</strong>. <strong>Fofana</strong>, stavolta, è entrato bene, anche se rimane abbastanza fumoso. Sicuramente il tasso tecnico ed esperienzale del Lione è cresciuto esponenzialmente questo inverno.</p>
<p>Dovrebbe essere sufficiente, assieme alla ritrovata amalgama del gruppo, per far attraccare serenamente la nave in un porto sicuro. Per quanto concerne l&#8217;altra sponda del naviglio, <strong>il Marsiglia proprio non ritrova sé stesso</strong>.</p>
<p>Gattuso gli aveva trovato un&#8217;identità, ma la <strong>Coppa D&#8217;Africa</strong> e (soprattutto) il mercato (che, parere puramente personale, ha indebolito la squadra) l&#8217;hanno portata via. Tanto talento inespresso, ma anche una continuità che a questo punto della stagione sarà difficile da ritrovare. A Rino non resta che far calzare alla squadra il proprio vestito migliore, quello che le sta meglio, <strong>ovvero quello delle notti europee</strong>. Il quarto posto dista &#8220;solo&#8221; sei punti e quelle davanti non corrono, ma l&#8217;<strong>Europa League</strong> sembra l&#8217;unico viatico (per quanto paradossale possa sembrare) per trascinare il Marsiglia fuori da una stagione anonima.</p>
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Aggiornato al 05/02/2024 11:14
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