<p><strong>Francia, la sassaiola dei tifosi del <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/grosso-follia-a-marsiglia">Marsiglia</a> al pullman del Lione è solo l&#8217;ultimo esempio di come la violenza stia letteralmente esplodendo nel Paese.</strong></p>
<p>In Francia hanno fatto il giro del web. E da lì, a cascata, il giro del mondo. Fino ad arrivare a noi.</p>
<p>Le immagini di <strong>Fabio Grosso</strong>, completamente bendato dopo che alcuni tifosi del <strong>Marsiglia</strong> hanno preso a sassate il pullman del <strong>Lione</strong> sfondandone i vetri e ferendolo al volto, le abbiamo viste tutti.</p>
<p>&#8220;Una maschera di sangue&#8221;. Così è stata definito, con un&#8217;espressione forte ma cangiante, l&#8217;ex allenatore del <strong>Frosinone</strong>. Sanguinante e ancora sotto shock.</p>
<p>Tuttavia, ridurre la sassaiola dei tifosi marsigliesi all&#8217;ennesimo caso di violenza fra tifoserie significherebbe <strong>ignorare le implicazioni politiche e culturali con le quali il calcio francese è costretto da anni a convivere</strong>.</p>
<h3>La Francia brucia fra le violenze</h3>
<p>In generale, non è il periodo storico più sereno per la Francia. <strong>Il processo di assimilazione forzata è miseramente fallito</strong>, ricordandoci ancora una volta come l&#8217;integrazione sia l&#8217;unico strumento in grado di far coesistere serenamente popoli di culture ed etnie diverse nel mondo globalizzato.</p>
<p>Il calcio, come spesso succede, <strong>altro non è se non lo specchio della società in cui rotola</strong>. Se in Francia la violenza è per le strade, allora sarà anche nei campi da calcio. E soprattutto fuori dal rettangolo verde.</p>
<p>I disordini dello scorso Luglio, in seguito alla morte del 17enne di Nanterre <strong>Nahel Merzouk</strong>, sono serviti a portare agli occhi dell&#8217;opinione pubblica internazionale <strong>il grave problema delle <em>banlieue</em> francesi</strong>.</p>
<p>Tuttavia, le <em>banlieue</em>, termometro sociale delle differenze di classe vigenti in una delle nazioni più prospere del pianeta, non sono l&#8217;unico teatro in cui è possibile assistere a scontri. Infatti, <strong>quello della violenza sembra essere un problema traversale e che si estende per tutta la Francia</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-456261 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/04/Depositphotos_652930022_S.jpg" alt="Francia" width="1000" height="527" /></p>
<h3>Ayoub e gli skinhead del PSG</h3>
<p>Questo clima da costante guerriglia urbana fluisce, inevitabilmente, anche nel mondo del calcio. Finendo per esondare e travasare anche in contesti in cui apparentemente non dovrebbe confluire.</p>
<p>In occasione del match dello scorso 25 Ottobre fra <strong>PSG</strong> e <strong>Milan</strong>, la <strong>Divisione Nazionale per la lotta al Teppismo</strong> (DNHL) <a href="https://www.dire.it/24-10-2023/969300-champions-league-psg-milan-in-francia-e-allarme-rischio-scontri/">ha classificato la partita come &#8220;un rischio di livello 3 per il paese</a>&#8220;.</p>
<p>Per intenderci, in Francia il &#8220;livello tre&#8221; è uno dei livelli di rischio più alti. Per questa ragione, <strong>già il giorno prima della partita erano state dispiegate circa 500 persone</strong>. Fra queste figurano sei unità di Forze Mobili e CRS (<em>Compagnie Republicaine de Securite</em>). Speciali corpi di polizia con funzioni antisommossa e una declinazione nella Protezione Civile.</p>
<p>Tutto questo nonostante <strong>le due tifoserie non siano rivali e storicamente non siano mai stati riportati incidenti</strong>. E allora come mai tutte queste precauzioni? Stando a quanto riporta l&#8217;<em>Equipe</em>, la proprietà del club parigino temeva che nel settore ospiti sarebbero state sventolate bandiere palestinesi.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-395131 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/11/Depositphotos_601297176_S.jpg" alt="PSG" width="1000" height="665" /></p>
<h3>La Francia e la questione araba</h3>
<p>La Francia, come ovvia conseguenza del suo multiculturalismo, <strong>è un paese frammentato in tanti piccoli sottogruppi</strong>. Emisferi che non si parlano e non si toccano. Retrospettiva di <strong>un paese virtualmente aperto ma in realtà chiuso a riccio nella propria autarchia culturale</strong>, che rigetta il diverso a tal punto da isolarlo per poi aggredirlo appena ne ha l&#8217;occasione.</p>
<p>Un malcontento congenito che sfocia spesso e volentieri nel razzismo e si manifesta attraverso la violenza. Ricorderete, per esempio, <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/2022/12/14/francia-marocco-video-scontri-tifosi"><strong>gli episodi di violenza che hanno fatto seguito alla festa in strada della comunità marocchina</strong></a> dopo che la loro nazionale si era qualificata per la semifinale del Mondiale in Qatar. Semifinale in cui sfidò proprio la Francia.</p>
<p>Il sito de <em>Le Figaro</em> riporta che a Nizza tifosi marocchini sono stati inseguiti da persone incappucciate che gridavano &#8220;fuori gli arabi&#8221;.</p>
<h3>La Francia e la questione palestinese</h3>
<p>Il razzismo nei confronti della comunità araba è talmente diffuso in Francia che il ministro dell&#8217;interno francese <strong>Gérald Darmanin</strong> <a href="https://www.ilpost.it/2023/10/13/francia-divieto-manifestazioni-pro-palestina/">è stato &#8220;costretto&#8221; a vietare le manifestazioni</a> (anche quelle pacifiche) a favore della <strong>Palestina</strong>.</p>
<p>Misure cautelari che però non sono servite a evitare ulteriori scontri, andati in scena il giorno immediatamente successivo al provvedimento fra le strade di Parigi e Lille.</p>
<p>La &#8220;questione araba&#8221; è istituzionalizzata a tal punto che il calciatore algerino del Nizza, <strong>Youcef Atal</strong>, è stato sospeso per sette giornate dalla <strong>FFF</strong> (<em>Fédération Française de Football Association, </em>la Federcalcio francese) per aver condiviso sui propri profili social <strong>il video di un noto predicatore palestinese</strong>.</p>
<p><strong>Il giocatore è stato sospeso dalla sua stessa società</strong>, prima ancora che arrivasse la squalifica da parte della federazione, e <strong>la Procura Francese ha aperto un fascicolo su di lui accusandolo di apologia del terrorismo</strong>.</p>
<p>Un atteggiamento tutto sommato in linea con la posizione assunta dalla Francia nell&#8217;ottica del conflitto israelo-Palestinese. In un appello televisivo, il presidente francese <strong>Macron</strong> ha dichiarato: «C<em>hi confonde la causa palestinese con la giustificazione del terrorismo commette un errore morale, politico e strategico</em>».</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-349114 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/05/Lione-e1717145950722.jpeg" alt="Olympique Lione" width="1000" height="600" /></p>
<h3>Gli ultras e la politica negli stadi</h3>
<p>Questo perché <strong>il tifo organizzato del Nizza</strong>, in particolare il gruppo <em>Ultras Populaire Sud</em>, <strong>è notoriamente di estrema destra</strong>.</p>
<p>I leader sono gli eredi designati della <em><strong>Brigade Sud, </strong></em>un&#8217;associazione sciolta nel 2010 dal Ministero dell&#8217;Interno francese, affiliata al gruppo della destra radicale francese <em><strong>Génération Identitaire</strong></em>. Celebre anche (e soprattutto) <a href="https://www.ilpost.it/2017/07/22/generazione-identitaria-migranti/"><strong>per le ronde contro i migranti</strong></a>, avvenute nel 2018 lungo il confine italo-francese.</p>
<p>Questo li pone in netto contrasto con la tifoseria marsigliese e soprattutto con i suoi due principali gruppi ultras. Il <em><strong>Commando Ultra 84</strong></em>, il gruppo ultras più antico di Francia, e i <em><strong>South Winners</strong></em>, celebri per esporre uno stendardo raffigurante il volto di <em><strong>Che Guevara</strong></em> durante le partite del Marsiglia.</p>
<p>Se qualcuno di voi nutre un minimo interesse nei confronti della politica internazionale avrà sicuramente notato come, passatemi la <em>reductio</em> semplicistica, <strong>il dibattito sulla questione palestinese</strong> <strong>assuma contorni dicotomici e poco sfumati</strong>.</p>
<p>Chi sta a destra, tendenzialmente, sta con Israele. Chi sta a sinistra, invece, sta dalla parte della Palestina.</p>
<p>Non dovrebbe quindi stupire che il PSG abbia chiesto espressamente alla Procura di non vedere bandiere palestinesi nel settore ospiti del Milan.</p>
<p><a href="https://www.rivistacontrasti.it/paris-saint-germain-tifosi-al-khelaifi-kop-de-boulogne-fc-paris-politica/">Il tifo organizzato parigino</a> è in mano al gruppo <em>Boulogne del </em><strong>Paris Saint-Germain: </strong>un movimento <em>skinhead</em> di estrema destra che ha per capo il militante neonazista <strong>Serge Ayoub</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-395130 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/11/Depositphotos_652057796_XL-2-e1732290885375.png" alt="Luis Enrique" width="1000" height="600" /></p>
<h3>Francia, c&#8217;è un problema</h3>
<p>E ricorderete sicuramente la <a href="https://www.ilpost.it/2021/08/24/nizza-marsiglia-ultras/">clamorosa invasione di campo</a> dei tifosi del Nizza durante il derby dell&#8217;agosto 2021 contro il Marsiglia.</p>
<p>In quell&#8217;occasione, <strong>Dimitri Payet</strong> rigettò in Curva Sud una bottiglietta d&#8217;acqua mezza piena che gli era stata tirata in testa, mentre si accingeva a battere un calcio d&#8217;angolo proprio sotto lo spicchio di curva occupato dal tifo più caldo dei nizzardi.</p>
<p>In seguito ad alcune provocazioni, arrivate proprio dal numero dieci dei marsigliesi e dal capitano <strong>Alvaro Gonzalez</strong>, alcuni tifosi rossoneri avevano scavalcato le staccionate <strong>iniziando una vera e propria caccia all&#8217;uomo nei confronti dei calciatori del Marsiglia</strong>.</p>
<p>Ci furono scontri anche fra le panchine, dirigenti compresi, e dovette intervenire la polizia.</p>
<h3>La brutta nomea della tifoseria marsigliese</h3>
<p>Si potrebbe continuare all&#8217;infinito menzionando tutti gli eventi che hanno conferito alla tifoseria marsigliese il poco edificante epiteto di &#8220;tifoseria più pericolosa d&#8217;Europa&#8221;. Dai ripetuti scontri con gli ultras della <strong>Lazio</strong>, anche essi notoriamente fascisti, <strong>sino alle minacce di morte che hanno portato alle dimissioni dell&#8217;allenatore Marcelino</strong> e di alcuni dirigenti del club.</p>
<p><strong>Inquadrare la situazione del tifo francese in una semplicistica questione di rivalità calcistica è un esercizio mnemonico pigro</strong>, degno di una certa fetta della stampa italiana.</p>
<p>Nelle curve si stringono rapporti estremamente radicati nell&#8217;ambito della militanza politica, legati alla criminalità organizzata e agli affari illeciti in mercati di un certo tipo.</p>
<h3>La violenza, un problema endemico del Paese</h3>
<p>La violenza attraversa tutta la Francia. Dalla periferia malfamata e abbandonata dalle istituzioni sino alla rinomata <em>Place de la Republique</em>.</p>
<p><strong>Un problema sistemico che va oltre il calcio ma che nel pallone trova lo spazio vitale per esprimersi</strong>. Sotto l&#8217;occhio (dis)attento della politica francese, che ancora una volta punta il dito contro qualcun altro anziché puntarlo contro sé stesso.</p>
<p>Questa mattina il ministro dello sport francese, <strong>Amélie Oudéa-Castéra</strong>, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2023/10/30/marsiglia-lione-ministro-sport-club-si-assumano-responsabilita_dba9f1f1-9e47-4f42-8fad-a31bb224b9a5.html">ha demandato le responsabilità di quanto accaduto unicamente ai club</a>. Come se il calcio fosse un mondo a parte.</p>
<p>Come se i tifosi non fossero persone inserite in un contesto culturale ben preciso. Come se il calcio non fosse lo specchio dei problemi della società e una valvola di sfogo per sfuggire dalla quotidianità.</p>
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Aggiornato al 03/06/2025 16:49
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