SIMONE INZAGHI INDICA IL NUMERO CINQUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong>Alla vigilia di Bayern Monaco-Inter, l&#8217;allenatore dei nerazzurri, Simone Inzaghi, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.</strong></p>
<p>Di seguito un estratto delle parole del tecnico dell&#8217;<a href="https://www.inter.it/it"><strong>Inter</strong></a> in vista della trasferta in casa del <a href="https://www.calciostyle.it/competizioni/champions-league/bayern-monaco-chi-recupera-e-chi-no-per-linter"><strong>Bayern Monaco</strong></a>, valida per la partita d&#8217;andata dei quarti di finale di <em>Champions League</em>.</p>
<h2>Inter, le parole di Inzaghi</h2>
<p class="" data-start="0" data-end="672"><strong data-start="0" data-end="115">Dopo il pareggio di Parma, può bastare la motivazione della Champions per affrontare una sfida così complicata?</strong></p>
<p class="" data-start="0" data-end="672">&#8220;Sappiamo bene il cammino che abbiamo fatto, e ovviamente non siamo contenti dell’ultimo risultato. Volevamo vincere, ma nel secondo tempo ci siamo fatti rimontare. Ora però arriva una partita enorme, contro un’avversaria fortissima. Per me il Bayern è tra i principali candidati alla vittoria finale, insieme al Real Madrid. Ma i ragazzi sono consapevoli del percorso che ci ha portati fin qui, e daremo tutto. Dovremo restare compatti per tutta la gara. Io qui ho già giocato, sia con l’Inter che con la Lazio, e so quanto sia uno stadio complicato&#8221;.</p>
<p class="" data-start="674" data-end="1231"><strong data-start="674" data-end="745">Dov’è il confine tra il sogno e la paura di non riuscire a vincere?</strong></p>
<p class="" data-start="674" data-end="1231">&#8220;Bisogna tenerli sempre concentrati, sono uomini come me. L’Inter ha vinto sei delle ultime nove partite in campionato, ma dopo l’ultimo pareggio è sembrato che fosse tutto da buttare. Avrei potuto dire a Farris di spiegare che quattro cambi su cinque sabato erano obbligati per infortuni, non inventati. Ma non ho detto nulla né a lui né alla società, perché volevo capire cosa sarebbe stato detto nei giorni successivi. E, come spesso accade, si è parlato troppo e a sproposito&#8221;.</p>
<div id="attachment_395627" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-395627" class="size-full wp-image-395627" src="http://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/11/Bastoni.jpg" alt="Serie A, Bastoni" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-395627" class="wp-caption-text">ALESSANDRO BASTONI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<p class="" data-start="1233" data-end="1901"><strong data-start="1233" data-end="1295">Quali sono le condizioni di Bastoni, Calhanoglu e Dimarco?</strong></p>
<p class="" data-start="1233" data-end="1901">&#8220;Bastoni ha buone chance di esserci, Dimarco un po’ meno. Calhanoglu stamattina ha preso una botta, ha dolore, ma credo che possa farcela. Per quanto riguarda Lautaro, avevamo concordato che domenica non avrebbe giocato più di 45 minuti: aveva una lesione, e l’idea era che rientrasse dopo tre settimane, invece è tornato dopo 16 giorni. Sabato l’unico cambio deciso liberamente è stato Arnautovic, il resto è stato forzato. L’ho chiarito adesso. Il punto conquistato a Parma brucia, perché avevamo la partita in mano. C’è delusione, ma ora pensiamo solo a prepararci al meglio per la sfida col Bayern&#8221;.</p>
<p class="" data-start="0" data-end="403"><strong data-start="0" data-end="78">Stasera si gioca Bologna-Napoli: nella vostra testa c’è solo il Bayern?</strong></p>
<p class="" data-start="0" data-end="403">&#8220;Quella di stasera è una sfida tra due squadre che giocano un bel calcio, ma noi non abbiamo il tempo né l’interesse di concentrarci su cose su cui non possiamo avere alcun impatto. Questo è il nostro percorso, ce lo siamo guadagnati con determinazione, e ora dobbiamo focalizzarci solo su ciò che possiamo controllare&#8221;.</p>
<p class="" data-start="405" data-end="849"><strong data-start="405" data-end="493">Due anni fa disse che il Bayern era quasi ingiocabile. Ora sente l’Inter più vicina?</strong></p>
<p class="" data-start="405" data-end="849">&#8220;Assolutamente sì, rispetto a due anni e mezzo fa siamo cresciuti tanto. Il divario a livello di budget resta evidente, ma nelle prime otto partite di questa Champions abbiamo fatto meglio di una grande squadra come il Bayern. Loro giocano un calcio di altissimo livello e hanno un allenatore molto bravo, che sta facendo un ottimo lavoro qui a Monaco&#8221;.</p>
<p data-start="405" data-end="849"><strong data-start="0" data-end="136" data-is-only-node="">Il Bayern punta alla finale in casa, e c’è anche l’ultima stagione di Müller: si aspetta una squadra ancora più aggressiva del solito?</strong></p>
<p data-start="405" data-end="849">&#8220;L’intensità è sempre stata una loro caratteristica. Li ho affrontati tante volte, dal 2020 con la Lazio al 2023 con l’Inter, ed è sempre stata una squadra molto intensa, con grandi giocatori. Come noi, anche loro arrivano con alcune assenze. Noi siamo qui senza cinque giocatori: mancano Asllani, Correa, Zielinski, Taremi e Dumfries. Anche loro non sono al completo. Sarà una partita da giocare da squadra, tutti dovranno dare il proprio contributo, perché ci saranno momenti in cui sarà necessario soffrire insieme&#8221;.</p>
<p data-start="405" data-end="849"><img class="size-full wp-image-448351 aligncenter" src="http://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/03/Depositphotos_535089780_S-e1743429202288.jpg" alt="Muller, Bayern Monaco, Inter" width="1000" height="600" /></p>
<p data-start="405" data-end="849"><strong data-start="0" data-end="105" data-is-only-node="">In Germania si parla tanto di Müller, che chiuderà la carriera al Bayern. Lo vedrebbe bene all’Inter?</strong></p>
<p data-start="405" data-end="849">&#8220;Parliamo di un campione. Credo sia il giocatore in attività con il maggior numero di titoli vinti, tutti meritati. È il numero uno per intensità, lo stimo tantissimo. L’ho affrontato quattro volte e ogni volta ha saputo metterci in difficoltà: domani sarà la quinta. Sarà sicuramente un sorvegliato speciale, come tanti altri giocatori del Bayern&#8221;.</p>
<p data-start="405" data-end="849"><strong data-start="0" data-end="52" data-is-only-node="">Quanto influirà l’assenza di Musiala sul Bayern?</strong></p>
<p data-start="405" data-end="849">&#8220;Bisognerebbe chiederlo a Kompany. Di sicuro parliamo di un talento straordinario, uno dei più forti in circolazione, quindi per il Bayern è una perdita importante. Ma il fatto che possano comunque scegliere tra giocatori come Gnabry e Müller fa capire il livello della squadra e le difficoltà che ci aspettano&#8221;.</p>
<p class="" data-start="0" data-end="770"><strong data-start="0" data-end="154">Quando avete conquistato la seconda stella, la società fu chiara nel dire che la priorità era il campionato. Ora non è stato detto nulla: cosa cambia?</strong></p>
<p class="" data-start="0" data-end="770">&#8220;Non cambia niente. In questi quattro anni non abbiamo mai fatto calcoli. Abbiamo vinto sei trofei e potevano essere otto, e sono orgoglioso di ciò che abbiamo fatto e di quello che ancora possiamo ottenere. A volte penso che i miei ragazzi meritino più applausi, sono due mesi che affrontiamo tante difficoltà. Ho a disposizione 14-15 giocatori e si parla solo delle assenze del Bayern. Ma anche noi abbiamo cinque giocatori a casa, a Milano. Lo sappiamo, andiamo avanti con consapevolezza, sapendo che domani ci aspetta un ostacolo enorme, ma ci arriviamo con grande fiducia, organizzazione e determinazione&#8221;.</p>
<p class="" data-start="772" data-end="1366"><strong data-start="772" data-end="911">Il Bayern perde Musiala e inserisce Müller, fuori Davies e gioca Guerreiro. Quanto è difficile, da italiani, colmare un divario simile?</strong></p>
<p class="" data-start="772" data-end="1366">&#8220;È una sfida enorme. Per noi restare competitivi non è stato semplice. In questi anni c’è stato un ridimensionamento del budget, ma l’Inter è rimasta stabilmente ai vertici grazie all’apporto straordinario dei giocatori, e a una dirigenza forte, dalla quale non escludo nessuno: da Zhang a Oaktree. Essere rimasti a questo livello, nonostante tutto, è come aver vinto un altro trofeo. È un motivo di grandissimo orgoglio per me e per tutta la società&#8221;.</p>
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