VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong>Il Bologna rompe finalmente il digiuno anche in Champions League. Tornando a vincere dopo 60 anni quando la competizione si chiamava ancora Coppa dei Campioni</strong></p>
<p>Dopo che nella scorsa stagione il <strong>Bologna</strong> aveva ottenuto una storica qualificazione in <em>Champions League</em>, pochi erano quelli che pensavano avessero potuto confermare quanto di buono fatto nella stagione prima, specialmente dopo anche il cambio in panchina. Ma così non è. <strong>Attualmente infatti il Bologna a fronte di grandi scelte societarie che hanno portato la squadra ad un inaspettato sesto posto</strong> (seppur con una gara in meno) nonostante si trovasse quest&#8217;estate senza praticamente i suoi migliori giocatori, <strong>avendo perso proprio come nella stagione ancora precedente i suoi grandi protagonisti proprio a ridosso del mercato.</strong></p>
<p>Nella giornata di ieri <strong>è arrivata l&#8217;ennesima soddisfazione di una grande stagione</strong>. La prima vittoria in <em>Champions</em> <em>League</em> che <strong>mancava ormai da 60 anni</strong>, quando la competizione prendeva ancora il nome di Coppa dei Campioni <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bologna_Football_Club_1964-1965">e si decidevano gli spareggi con le monetine</a>.</strong></p>
<h2>Bologna-Borussia Dortmund</h2>
<p>La squadra di <strong>Italiano</strong> conquista finalmente<strong> i primi 3 punti in <em>Champions League</em> battendo in rimonta il Borussia Dortmund</strong>. I tedeschi passano in vantaggio per primi, grazie ad un rigore di<strong> Guirassy</strong> a seguito di un contatto giudicato eccessivamente pericoloso dall&#8217;arbitro che decide appunto di concedere il rigore.<strong> La reazione del Bologna non si fa attendere</strong>: <strong>Ndoye</strong> cade in area, ma<strong> Gozobuyuk</strong> (arbitro della partita) nonostante venga richiamato dagli assistenti in sala Var decide di non replicare la scelta presa in precedenza e di non concedere quindi il penalty,<strong> innescando così nei rossoblu una reazione a caten</strong>a.</p>
<p>Alla ripresa dopo una grande occasione con <strong>Castro</strong> che esce di poco al lato, il Bologna riesce finalmente a pareggiare con il subentrato <strong>Dallinga che infila il rete il cross di Odgaard alle spalle di Kobe</strong>l. Da lì in poi si era capito che non c&#8217;è ne sarebbe stato per nessuno, il Bologna infatti inizia ad attaccare a testa bassa provando a mettere per la prima volta in questa competizione la testa avanti. <strong>Passano pochi minuti e il Bologna trova il goal con Iling-Junior</strong>, entrato a causa del<strong> risentimento muscolare ai danni di Orsolini</strong>, che regala così al<strong> Dall&#8217;Ara</strong> un ultima gioia <strong>prima della <a href="https://www.calciostyle.it/competizioni/champions-league/bologna-italiano-eliminati-ma-felici-il-prossimo-anno-vogliamo-tornare-in-europa">ormai certa eliminazione europe</a>a</strong>.</p>
<h2>I grandi meriti della società</h2>
<p>Nonostante ovviamente sia la squadra composta dai giocatori a scendere sul campo, <strong>i grandi meriti di questo capolavoro vanno certamente anche coloro che sono stati in grado di mettere questa squadra in campo</strong>, costruendo e credendo ogni giorno in un organico capace di ottenere simili risultati.</p>
<p>I nomi, <strong>nonchè gli artefici</strong> di questo grande capolavoro <strong>sono principalmente 4</strong>: A partire dal <strong>Joey Saputo,</strong> presidente della squadra, che <strong>investendo in dieci anni circa un totale di trecento milioni</strong> ha creato una squadra incredibile c<strong>apace di conquistare grandi soddisfazioni</strong>. Ovviamente saputo in assenza di <strong>Fennucci, Sartori e Di Vaio</strong> non sarebbe mai stato in grado di creare tutto da solo. Il trio che compone la società infatti credendo fin da subito nell&#8217;ambizioso progetto<strong> è riuscito a dare vita ad una vera e propria rivoluzione in campo sportivo.</strong></p>
<p>Menzione d&#8217;onore inoltre al compianto <strong>Sinisa Mihajlovic</strong>, colui da cui è partito il tutto.<strong> La grande forza instillata dal serbo nelle mentalità dei giocator</strong>i, che nonostante la nota malattia era sempre rimasto vicino alla squadra, è sicuramente stata la forza in più<strong> che ha permesso al gruppo di raggiungere tutto ciò che è stato ottenuto.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-367036 size-full" src="http://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/08/Giovanni-Sartori-2-e1724264402731.jpg" alt="Bologna" width="1000" height="600" /></p>
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Aggiornato al 22/01/2025 11:53
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