Parma, ieri c’è stata l’ufficialità del ritorno di Buffon al Parma: una storia che si chiude dove tutto inizio. Ma ad una parte dei tifosi la scelta non è stata gradita.

Dopo vent’anni di carriera tra Juve e Nazionale, con un breve passaggio al PSG, Gianluigi Buffon a 43 anni è tornato al Parma, il club che lo lanciò ancora minorenne nel grande calcio. Buffon si rimette in gioco volendo riportare il club gialloblu dove gli compete, in Serie A. Queste le prime parole affidate ai social del Parma dopo la firma: “Mi ricordo che venni (allo stadio Tardini) con mio padre e mia madre, avevo 13 anni e avevo appena firmato per il Parma. Ero nella zona della Curva ospiti, cercavo di sentire le vibrazioni di quello che poteva essere il tifo e l’ambiente di uno stadio. Pensavo: ‘Chissà se riuscirò a giocare qui, un giorno’. Vado a ritroso con la mente, mi ricordo quegli episodi, quelle sensazioni come se fosse ieri. Dopo quattro anni ero già protagonista in questo stadio. Sono dei ricordi, dei flash che non mi dimentico, se continuo a giocare ancora e ad emozionarmi è per questo motivo. Perché vado spesso a scavare in quei ricordi”.

La reazione del gruppo Boys 1977

Il ritorno di Buffon è una favola calcistica che trova il suo lieto fine, anche se una parte della tifoseria non perdona al Campione del Mondo 2006 le modalità con cui vent’anni fa se ne andò alla Juventus, dopo aver promesso che non avrebbe mai firmato per i bianconeri. Nella notte il gruppo dei Boys 1977 sui cancelli del Tardini ha esposto uno striscione, che non è proprio un ben tornato… “Te ne sei andato da mercenario, non puoi tornare da eroe… onora la maglia!”. 

Un altro obiettivo di Buffon: riconquistare la tifoseria.