Ancelotti ha senz’altro contribuito ad un netto miglioramento non solo nel gioco, ma anche nella visione del calcio stessa, che ha portato i partenopei a battere addirittura i campioni di Europa in carica, il Liverpool, per ben due reti a zero. Una partita certamente importante, che ha certamente contribuito a rendere noti le migliorie offerte da mister Carlo. I risultati però che sono seguiti a questo straordinario trionfo sono stati piuttosto deludenti. Dal 17 settembre, data della vittoria contro i Reds di Klopp, sono seguite la vittoria netta contro un modesto Lecce, per 4 reti a 1, la sconfitta contro un agguerrito Cagliari, al San Paolo per 1 a 0, la vittoria sofferta contro il Brescia di Balotelli per 2 a 1, e il pareggio anonimo per 0 a 0 contro i Granata. 7 punti in 4 partite sono un bottino abbastanza magro, considerando le aspettative e le ambizioni della società Napoletana.

Le cause

La difesa non può essere sotto esame, anche se 10 gol subiti in 7 partite sono forse troppi, se consideriamo il livello dei due centrali titolari, che sono Manolas e Koulibaly. Due mostri sacri difensivi del campionato Italiano, che però evidentemente faticano a trovare la giusta intesa in campo, anche se 3 gol subiti nelle ultime 4 rappresentano un segnale abbastanza importante. Neppure l’attacco sembra patire problemi in zona gol, mettendo a segno ben 15 reti in 7 partite, secondo solo all’Atalanta, che ne ha messi a segno 18. Segnali questi che dunque riportano il problema nel settore che ha da poco visto l’addio del suo massimo esponente, Hamsik, ovvero il centrocampo. Fabian Ruiz è un giocatore prettamente offensivo, in grado di garantire reti e assist come fossero doni a natale, ma in fase di costruzione della manovra ha dei problemi abbastanza importanti. Non propriamente dello stesso avviso Allan, che in interdizione ha pochissimi rivali al mondo, ma ancora fatica nel costruire gioco, mettendosi dunque al banco di regia. Zielinski ha caratteristiche molto simili a quelle di Ruiz, e riscontra dunque difficoltà assolutamente similari. Siamo dunque al capo del problema, manca un regista, qualcuno che sappia interpretare il gioco e metterlo in atto, fornendo ai compagni la possibiltà di fare assist, o siglare una rete, e si sa, senza regista non si va mai troppo lontano. Un problema, quello del regista alla Pirlo, che De Laurentis ha provato ad ovviare con l’acquisto di Elmas, difatti il giovane turco mostra qualità sia in fase offensiva, proponendosi in avanti, sia in fase difensiva, rientrando quando è necessario farlo. Questa duttilità gli consente dunque di stabilire a quale ritmo giocare, e come meglio investire un passaggio, o un lancio. Ciò nonostante, dopo esser partito con la Samp e col Lecce da titolare, il turco è tornato a sedersi in panchina, forse non riuscendo a convincere a pieno il mister Ancelotti, che è costretto così a schierare una formazione a trazione anteriore, rischiando molto nei contropiedi. Rischio che si tramuta in realtà in partite tese e combattute come quella giocata allo Stadium contro una Juventus che, nonostante il vantaggio, ha rischiato di farsi beffare dagli uomini di Ancelotti. Un problema che andrà certamente trattato durante il mercato di gennaio, andando dunque a cercare tra la folta folla, un vero e proprio regista, che metta in scena il meglio di questo Napoli, orfano del suo stesso gioco.

 

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