Stefano Pioli sta facendo di tutto per mettere in difficoltà la dirigenza rossonera, ovviamente nel senso buono delle cose. Il tecnico parmigiano arriva da un’importante vittoria in casa contro la Roma per 2-0 e si porta dietro qualche dubbio, ma anche molte certezze. Difficile per Gazidis & Co. adesso fare finta di niente e proseguire nel progetto Rangnick.

Una nuova serenità

I rossoneri in campo giocano con maggiore serenità, ma allo stesso tempo hanno acquistato grinta, consapevolezza nei loro mezzi ed una stima che probabilmente prima non c’era. Le mie convinzioni su Pioli rimangono le stesse, non lo vedo come un condottiero di una squadra da scudetto, ma è indubbio che questo Milan gli calzi a pennello. Il tecnico ha saputo dare un ruolo ad ognuno dei propri giocatori semplicemente lasciandoli giocare al calcio e senza ingabbiarli in tatticismi difficili da digerire per dei ragazzi dall’età media di 20 anni che probabilmente Gianpaolo voleva fare crescere troppo in fretta ed in modo troppo complicato.

La scelta di Rangnick

Difficilmente il Milan tornerà indietro, la proprietà Singer ha scelto Rangnick per il nuovo corso e difficilmente Pioli rimarrà in panchina con il tedesco dirigente. Troppo diversi i due profili, troppo diverso il loro calcio ed il modo di vedere le cose. Non penso sarà possibile anche perchè il mercato va tutto verso una direzione, ossia giovani talentuosi votati ad un gioco offensivo, quello di Rangnick per l’appunto.